gwood ha scritto:i pezzi delle automobili sono prodotti in tutta Europa ; posso fare un esempio:io assemblo uno stampo qui, codesto e' spedito in una fonderia in Slovacchia e il pezzo che ne esce e' assemblato in UK...
A me sta bene l'Europa unita, ma si devono cambiare le regole; non sono certo le etnie il problema, per me, ma le regole economiche.
Quello che tu affermi apre un tema interessante , sul quale mi pare in pochi riflettono le norme che gli Europei si sono dati, prevedono che un bene possa essere riferito come made in UE , solo se almeno il 55 % è prodotto in Europa, nel caso della mini, al momento attuale la stessa non ha dazi, quando gli Inglesi usciranno dalla UE , li avrà perché giusto per quello che tu hai detto,quel bene è prodotto in Europa perché riceve pezzi da tutto il continente e non soltanto da subfornitori in Gran Bretagna, esistono poi gli accordi commerciali con il Canada , con l'Australia con gli USA , e particolari accordi con paesi Europei che accettano la libera circolazione delle persone, dei beni pur non aderendo alla moneta unica ed alla UE, gli Svizzeri che hanno un grande rispetto del danaro (il loro) non hanno mai pensato minimamente di uscire dagli accordi con le UE. La cosiddetta globalizzazione ha messo a nudo le carenze di ogni sistema paese, ha premiato quelli che hanno avuto la capacità di comprendere, ma immagino che tu non intenda rinunciare agli acquisti online in ogni parte del mondo, la riflessione che dobbiamo fare, a mio avviso, è quella se è pensabile un diverso modello con cui possiamo avere sviluppo e prosperità per tutto il genere umano, chiudere le frontiere, essere nazionalisti, laddove in ogni caso è bene notare che Palermo è un microbo sulla Terra, e la Terra è microscopica nella nostra galassia , che è una delle centinaia di migliaia nell'universo, personalmente sono orgoglioso di essere Italiano, ho servito il mio Paese, è stata una esperienza estremamente formativa.
Il coacervo di norme che la UE si è data, molte in assoluta contraddizione, altre oggettivamente incomprensibili, moltissime ben fatte regolano tutti questi rapporti.
Possiamo decidere a maggioranza di uscire dalla UE, è un percorso, occorre chiedersi se siamo attrezzati, a chi avesse dimenticato, nel secondo dopoguerra in un continente distrutto alcuni politici di buona volontà si riunirono a Messina nel 1954 con un sogno: una Europa senza frontiere e senza guerre, probabilmente era solo un sogno, i sognatori sono morti e noi non abbiamo alcuna memoria del passato, e non vogliamo avere il coraggio di continuare correggendo ove necessario e perseguendo ove fondamentale.
beppe