CavalloGoloso ha scritto:.... Melo (Nome di fantasia) e il suo complice si trovarono così faccia a faccia col proprietario che, si apprese poi, non era un poliziotto ma solo un dipendente dell'Auchan di Misterbianco che viveva da solo in quell'appartamento ma che faceva colazione, pranzava e cenava tutti i giorni da mamma e papà che vivevano in un appartamento nello stesso stesso edificio, dove appunto, si era recato mentre i ladri gli entravano in casa.
Furono momenti di panico: da una parte il proprietario sbigottito e terrorizzato da quelle presenze dentro la propria casa, che lo guardavano e quasi si confondevano con l'affresco dipinto sulla parete del soggiorno che stava alle spalle dei due ladri e riproduceva il suo ritratto, gigantesco e pauroso.
Dal'altra Melo e il suo complice che si trovarono al cospetto di quest'individuo con la testa grossa e rasata da cui spuntavano dei peli corti e ispidi che facevano un tutt'uno con la sua barba. Le spalle strette scivolavano verso il basso e gli davano la fisionomia di una salamandra inferocita.
Melo ebbe appena il tempo di pensare a cosa dire e disse: "non abbia paura siamo poliziotti dell'antidroga, stiamo facendo una perquisizione".
Ovviamente il proprietario non credette a nulla di quanto detto da Melo, lo spinse con un gesto repentino e si rinchiuse nel bagno la cui porta era proprio alla sinistra del complice del mio cliente.
I ladri fuggirono immediatamente mentre il proprietario da dentro il bagno chiamava col proprio cellulare la polizia.
Il proprietario, posto di fronte alle foto segnaletiche, riconobbe Melo che, dal canto suo, inconsapevole del corso delle indagini e senza aver consultato nessuno si costituì ai Carabinieri e ,subito dopo, mi chiese di assisterlo, non fece mai il nome del suo complice e, processato fu condannato alla pena di cinque anni e dieci mesi.
Il derubato, capii dal racconto del mio cliente, non era quello che avevano "puntato", avevano sbagliato appartamento! la refurtiva non fu mai trovata, ma il valore complessivo del furto era di poche centinaia di euro e, sopratutto, grazie al fatto che nessuno aveva con se armi, nessuno si è fatto male.
Melo sta scontando la sua pena e, grazie al fatto che ha avuto una condotta processuale e detentiva esemplare, ha potuto beneficiare dell'affidamento in prova ai Servizi Sociali. Il derubato ha quasi dimenticato l'accaduto e Melo ha trovato lavoro come muratore presso una ditta che è assolutamente soddisfatta di lui!
Melo mi ha detto che appena avrà raggranellato un po di denaro risarcirà la sua "vittima" che, dal canto suo, non ha voluto nemmeno costituirsi parte civile nel processo.
Una pistola il questo contesto avrebbe determinato ben altri esiti e, certamente ,molto dolore in più a prescindere da chi avesse sparato a chi!
Tony, tu sei il ghostwriter di Camilleri confessalo!
e se non lo sei devi pubblicare questi storie, assolutamente!
Me ne hai raccontati alcuni e sono fantastici.
Inverosimili al punto da essere .... veri

