Rodrigo ha scritto:Edo ha scritto:Una stufa a segatura e trucioli, come si usava un tempo?
Ieri ne ho vista una in una falegnameria.
Si carica una volta al giorno..
Sono anche io molto curioso di sapere come è fatta la stufa a segatura e trucioli.
Grazie
Provo a spiegarlo.
Due cilindri in lamiera, quello esterno diametro 65 cm, altezza 100 cm.
Quello interno diametro 50-55 cm, alto 80 cm.
Coperchio in lamiera, sopra il ciclindro esterno.
Ne ho vista una funzionante ieri, è a sezione quadrata, stesse dimensioni.
La parte inferiore del cilindro esterno ha un fondello, appoggiato sul fondo del cilindro ad una distanza di 10 cm.
Il fondello ed il cilindro interno hanno un foro da 8 cm in centro.
Il cilindro esterno ha sul fondo una portina, per la regolazione del tiraggio e per l'innesco della combustione, da farsi attraverso l'apertura e direttamente nel foro del fondello.
Sul cilindro esterno, nella parte posteriore ci sono due fori da 12 cm, per l'attacco dei tubi di fumo e del Bypass di avvio.
I fori sono a circa 20 cm dal filo superiore del cilindro esterno, quello superiore e quello inferiore a circa 70 cm.
Il tubo di fumo verticale è raccordato alle due uscite fumo e bypass, con due raccordi a T.
Sull'uscita del tubo superiore c'è una valvola, che deve essere aperta al momento dell'accensione, poi, dopo un quarto d'ora circa si deve chiuderla, per consentire il passaggio dei fumi attraverso il tubo inferiore.
Il cilindro interno viene caricato con trucioli, segatura e piccoli scarti di legno, poi bisogna pressare tutto, intorno ad un palo centrale, messo dentro prima di metterci il combustibile.
Dopo la pressatura si toglie il palo, si mette dentro il cilindro, si chiude il coperchio e si dà fuoco da sotto, attraverso la portina...
Ovviamente quando il cilindro è già dentro non serve toglierlo, se non per la pulizia, da effettuarsi periodicamente.
Si carica una volta al giorno in genere e basta per molte ore, nel caso della stufa di ieri per tutto il giorno.
Spero di essermi spiegato...

