E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda homofaber » lun 19 dic, 2016 07:21

Edo ha scritto:Ehe! Giocare con i numeri è facile.
Prova a chiederti quanti italiani sarebbero in grado di fare un ragionamento del genere...

....io sono uno di quelli .....Edo!

......ma a tal proposito mi infilo nel topic di Rolando....., come le .....non laureate...... :fischietta:

Non ho difficoltà ad ammettere di non capire tante cose tipo questa, ma di una cosa sono certo! Questa che tutti chiamano crisi per definizione non può esserlo, perché prima o poi dovrebbe passare......e questa non passerà! Dobbiamo considerarla una condizione permanente, a meno che non venga. ...un mago con la sua bacchetta magica :cool: e sfido qualunque luminare della scienza economica a dimostrare il contrario :twisted: .
Questa crisi sta li da dopo l'entrata dell'euro, ma mica per colpa sua.....

Vicino al mio box, dove mi nascondo per lavorare il legno, c'è un ragazzo che si è recentemente laureato in una qualche materia economica. Ci siamo messi a parlare dell'attuale situazione ed anche lui, con termini di difficile comprensione per me, voleva convincermi della temporaneità della "crisi". Allora gli ho narrato il semplice passaggio lira/euro....., perché sta li il nodo. Lascio stare l'ipotesi che sia li il nodo..., ovvero quando il cambio non fu favorevole a noi, perché non è stato contratttato abbastanza dai nostri politici.....mah!
Io so solo che: in quel Gennaio e fino a Giugno, io e pochi altri cretini affiggemmo fuori del nostro negozio un cartello con su scritto: "in questo esercizio troverete il doppio prezzo". Il che significava tot lire=tot euro. Poi per motivi di salute chiusi l'attività. ....cosa ne è stato poi? Il gelato medio e grande che acquistavamo io e mia moglie da 4.500 lire passò a 4,50 euro.
Le pensoni e gli stipendi..., raddoppiarono come il gelato e come poi tutte le altre cose?
Allora ditemi : questa si può veramente considerare crisi?
E le tabelle di Rolando vengono fuori sbagliate per ignoranza o volutamente ?
Io da politico mai ammetterei di essere incapace di uscire dalla "crisi".... ;-)
Ultima modifica di homofaber il lun 19 dic, 2016 07:44, modificato 2 volte in totale.
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Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda orione » mar 20 dic, 2016 08:35

homofaber ha scritto:
Allora ditemi : questa si può veramente considerare crisi?


ciao Gianni, alla lettera direi di no http://www.etimo.it/?term=crise

perchè vorrebbe dire momento di transizione, di passsaggio caratterizzato da forti cambiamenti in cui uno deve decidere, scegliere.. Invece qui siamo sempre in crisi e decidono gli altri per noi

E le tabelle di Rolando vengono fuori sbagliate per ignoranza o volutamente ?


mah, Gianni, non sono "mie" ;-) la prima ho fotografato la tv per cogliere la coglionata ivi contenuta, al volo.
Certe saranno edulcorate o presentate male intenzionalmente, la scelta della scala di un grafico ad esempio permette di dare enfasi o sminuire una variazione, ma secondo me quella iniziale è pressapochismo e sciatteria nell'uso corretto delle grandezze e relative unità. Anche perchè il PIL a zero sarebbe infinitamente più grave. Quella della Fedeli è ignoranza (l'errore), mischiata a retorica dell'autoincensamento di quanto avrebbero fatto.

http://www.corriere.it/scuola/universita/16_dicembre_19/poletti-100mila-giovani-fuga-bene-poi-si-scusa-37052b70-c615-11e6-81c3-386103f9089b.shtml?refresh_ce-cp

Questo cos'è? Si parla dell'elogio dell'ignoranza e ne spuntano i rappresentanti, si fanno riconoscere. Secondo me la crisi culturale è più grave di quella economica perchè fino a quanto avremo per rappresentanti personaggi di questa risma, non potremo certo riscattarci.
Ministri inqualificati ed inqualificabili che si fanno vanto del loro stato di bassa istruzione, irridono quelli che riescono nello studio e sono pure invidiosi, rallegrandosi se scappano dal paese.
Sono una vergogna.
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Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda homofaber » mar 20 dic, 2016 12:51

orione ha scritto:
homofaber ha scritto:
Allora ditemi : questa si può veramente considerare crisi?


ciao Gianni, alla lettera direi di no http://www.etimo.it/?term=criseeheheheh..... ;-)

perchè vorrebbe dire momento di transizione, di passsaggio caratterizzato da forti cambiamenti in cui uno deve decidere, scegliere.. Invece qui siamo sempre in crisi e decidono gli altri per noi

E le tabelle di Rolando vengono fuori sbagliate per ignoranza o volutamente ?


mah, Gianni, non sono "mie" ;-) la prima ho fotografato la tv per cogliere la coglionata ivi contenuta, al volo.
Certe saranno edulcorate o presentate male intenzionalmente, la scelta della scala di un grafico ad esempio permette di dare enfasi o sminuire una variazione, ma secondo me quella iniziale è pressapochismo e sciatteria nell'uso corretto delle grandezze e relative unità. Anche perchè il PIL a zero sarebbe infinitamente più grave. Quella della Fedeli è ignoranza (l'errore), mischiata a retorica dell'autoincensamento di quanto avrebbero fatto. ancora.....eheheheh. .....

http://www.corriere.it/scuola/universita/16_dicembre_19/poletti-100mila-giovani-fuga-bene-poi-si-scusa-37052b70-c615-11e6-81c3-386103f9089b.shtml?refresh_ce-cp

Questo cos'è? Si parla dell'elogio dell'ignoranza e ne spuntano i rappresentanti, si fanno riconoscere. Secondo me la crisi culturale è più grave di quella economica perchè fino a quanto avremo per rappresentanti personaggi di questa risma, non potremo certo riscattarci.
Ministri inqualificati ed inqualificabili che si fanno vanto del loro stato di bassa istruzione, irridono quelli che riescono nello studio e sono pure invidiosi, rallegrandosi se scappano dal paese.
Sono una vergogna.
.....e di nuovo eheheheh. .....

Rolando, alla mia piccola insegno che se merita va avanti altrimenti no! Come del resto i miei insegnarono a me.....
Tu fai altrettanto qui...... :inchino:
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Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda beppecv » mar 20 dic, 2016 20:05

orione ha scritto:
beppecv ha scritto:La mia opinione è che non sia necessaria una laurea per operare al meglio , sono molto più importanti le competenze, le esperienze , le storie ; ci sono stati uomini e donne straordinari che non avevano conseguito il diploma di laurea e che hanno fatto la storia delle società della aziende ,per cui hanno lavorato, diverso è il caso di chi mente sostenendo di avere un titolo che non ha con la spocchia e la presunzione di essere intoccabile.
beppe


certo che non sarebbe necessaria, in un mondo ideale dove nessuno millantasse abilità che non ha. Che bisogno ci sarebbe di pezzi di carta?
Ma quando uno esercita una professione con certe responsabilità, è la società stessa che richiede delle attestazioni delle sue capacità. Andresti a farti operare da una chirurga senza laurea che avesse fatto la segretaria dell'anestesista e nulla più ? o saresti tranquillo se chi avesse firmato le manutenzioni dell'aereo su cui viaggi, non fosse un ingegnere aereonautico, ma un imprenditore nel settore alluminio e leghe leggere, o se il tuo commercialista facesse i conti come la Fedeli, o se il pilota dell'aereo sapesse l'inglese come Alfano e avvisasse la torre di controllo che c'è un forte uaind in quota? Io no.
E se per ministra della repubblica, preposta a sovrintendere la complessa macchina che deve istruire e valutare le suddette figure professionali vi fosse una che non solo non ha una laurea ma non ha nemmeno mai sostenuto l'esame di maturità?

Come paragone, questo è il cv della ministra tedesca. È in latino perchè wikipedia ha una sua pagina in moltissime lingue compreso in latino, ma non in italiano. Che sia una coincidenza?

Ioanna Wanka in oppido Großtreben et Torgaviae scholas frequentabat et anno 1970 testimonium maturitatis adepta est. Deinde Lipsiae mathematicae studebat et anno 1974 diploma accepit. Deinde apud academiam Merseburgae et Leunae adlata scientifica fuit et anno 1980 doctor promota est. Anno 1993 professor, anno 1994 rector academiae facta est.


Come spesso accade è vero tutto ed è vero anche il contrario, è abbastanza evidente che intendevo estremizzare il concetto , ma tanto per fare un esempio Guglielmo Marconi , non aveva alcun titolo accademico , eppure è riuscito , ci sono professioni , mestieri in cui è possibile ed altre in cui non è possibile, non so nemmeno chi sia la sig.ra Fedeli , probabilmente nemmeno se fosse laureata riuscirebbe a mettere a posto le cose del suo dicastero , e potrei continuare a lungo , peraltro chi ti dice che il medico che ti visita sia titolato opportunamente , sì si è laureato, ma è capace? e quanti sono i tecnici titolati che fanno sciocchezze inenarrabili, il concetto che intendevo esporre è che in alcune professioni ed in alcune dinamiche la laurea non è importante o rilevante. Una importante società chimico farmaceutica tedesca la Schering venne diretta con enorme successo per tanti anni da un signore laureato in filosofia , io dirigo una società di ingegneria e consulenza e non sono ingegnere , a mio avviso in buona sostanza il titolo di studi non garantisce in modo assoluto la competenza.
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Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda orione » mar 20 dic, 2016 23:11

complimenti per il tuo lavoro. :inchino:
faccio una domanda a questo proposito: nel caso di incarichi per i quali è necessaria la firma di un ingegnere iscritto all'Ordine, che, se ho ben capito, hai tra i tuoi dipendenti, chi è responsabile? Il direttore della Società o chi lo Stato ha abilitato a svolgere la professione dopo aver superato l'esame, per sostenere il quale è richiesto il diploma di laurea? In altre parole come può il direttore di una società, che fornisce servizi di progettazione ingegneristica, esercitare il legittimo potere di indirizzo sugli elaborati e sull'attività in generale di un dipendende, anche se avesse tutte le competente per farlo, se davanti allo stato risponde solo quest'ultimo?
Ultima modifica di orione il mer 21 dic, 2016 01:47, modificato 1 volta in totale.
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Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda beppecv » mer 21 dic, 2016 11:38

orione ha scritto:complimenti per il tuo lavoro. :inchino:
faccio una domanda a questo proposito: nel caso di incarichi per i quali è necessaria la firma di un ingegnere iscritto all'Ordine, che, se ho ben capito, hai tra i tuoi dipendenti, chi è responsabile? Il direttore della Società o chi lo Stato ha abilitato a svolgere la professione dopo aver superato l'esame, per sostenere il quale è richiesto il diploma di laurea? In altre parole come può il direttore di una società, che fornisce servizi di progettazione ingegneristica, esercitare il legittimo potere di indirizzo sugli elaborati e sull'attività in generale di un dipendende, anche se avesse tutte le competente per farlo, se davanti allo stato risponde solo quest'ultimo?


L'azienda è certificata ISO 9001 e UNICEI 11342 è del tutto evidente che abbiamo un direttore tecnico che si assume le responsabilità, il mio concetto è leggermente diverso , non intendo affermare che il titolo di studio non sia fondamentale, tutt'altro , ma che lo stesso non garantisce professionalità e competenza , per esperienza diretta, abbiamo avuto in prova ingegneri regolarmente laureati, abilitati iscritti all'ordine ma di nessuna competenza , che alla fine del periodo di prova non sono stati confermati.
In buona sostanza parlando giusto della Fedeli ,e, ripeto non ho la più pallida idea da dove venga , cosa abbia fatto etc etc se avesse una laurea ti fideresti?
beppe
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Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda orione » mer 21 dic, 2016 12:36

beppecv ha scritto:
L'azienda è certificata ISO 9001 e UNICEI 11342 è del tutto evidente che abbiamo un direttore tecnico che si assume le responsabilità, il mio concetto è leggermente diverso , non intendo affermare che il titolo di studio non sia fondamentale, tutt'altro , ma che lo stesso non garantisce professionalità e competenza , per esperienza diretta, abbiamo avuto in prova ingegneri regolarmente laureati, abilitati iscritti all'ordine ma di nessuna competenza , che alla fine del periodo di prova non sono stati confermati.


Non è la prima volta che viene qui affermato questo, ad esempio il buon Vincenzo lo diceva qui http://www.legnofilia.it/viewtopic.php?p=217463#p217463... portando degli esempi estremi... che non saprebbero calcolare il volume di un cilindro ecc. La mia esperienza è diversa. Non sono un ingegnere ma ho frequentato l'ambiente universitario, ho tenuto da docente esterno, dei corsi di complementari specialistici con pochi studenti, ma più che altro ho fatto, sempre con incarico esterno, l'esercitatore di un corso fondamentale dei primi anni di ingegneria che ti da il polso della situazione perchè vi erano 250 studenti. Infine presso il lab dove lavoravo, ho seguito il lavoro e sono stato relatore di tesi di Ing. di Trento, Padova, Perugia e Roma. Non erano tutte rose e fiori ma esempi drammatici come descritti da qualcuno qui non ne ho mai visti. Non so... o si tratta di un problema locale o siete particolarmente esigenti.
In ogni caso sono d'accordo che il titolo non garantisca competenza con certezza, ma la conclusione da trarre non è che è quindi non s'ha da richiederlo ma anzi: è rendere più selettiva e rigorosa la selezione.
Non togliere i vincoli come ha fatto il precedente governo ma rendendoli più rigidi.
È come se di fronte al problema della malasanità anzichè investire di piu e cacciare i negligenti si smantellasse la sanità pubblica dicendo che tanto non cura.


In buona sostanza parlando giusto della Fedeli ,e, ripeto non ho la più pallida idea da dove venga , cosa abbia fatto etc etc se avesse una laurea ti fideresti?
beppe


Non lo so, forse no, ma è ininfluente. Il discorso messo così è capzioso. Non è il solo elemento che rende una persona valida e quindi la dimostrazione per assurdo non vale. Non è una condizione sufficiente ma necessaria. Quindi a mio avviso un titolo un ministro in un dicastero importante lo dovrebbe avere, non è detto che basti.
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Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda NIKK » mer 21 dic, 2016 13:51

Rolando
e' la vecchia questione se l'affermazione "val piu' la pratica della grammatica" sia corretta o meno, il problema e' che quando un personaggio si spaccia per laureato o plurilaureato e poi si scopre che non e' vero, viene meno , come ovvio , la fiducia ovvero nessuno ti ha chiesto di abellire il tuo curriculum ma se lo fai flasificando i dati ovviamente lo sblerleffo ( come minimo ) e' dietro l'angolo :mryellow:
Ultima modifica di NIKK il mer 21 dic, 2016 13:52, modificato 1 volta in totale.
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Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda orione » mer 21 dic, 2016 14:17

NIKK ha scritto:Rolando
e' la vecchia questione se l'affermazione "val piu' la pratica della grammatica" sia corretta o meno, il problema e' che quando un personaggio si spaccia per laureato o plurilaureato e poi si scopre che non e' vero, viene meno , come ovvio , la fiducia ovvero nessuno ti ha chiesto di abellire il tuo curriculum ma se lo fai flasificando i dati ovviamente lo sblerleffo ( come minimo ) e' dietro l'angolo :mryellow:


:inchino: sei il solito saggio Michele.

Io lo so che non risulto simpatico dando eccessivo peso alla grammatica, è la mia reazione a quando leggo opinioni che vorrebbero sminuirla. A me non pare di aver mai svilito la pratica che ritengo molto importante, più volte ho scritto peste e corna di quelli che si vantano di non saper prendere in mano un cacciavite. Dunque perchè non cambiare mentalità ed auspicare pratica E grammatica?
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Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda beppecv » mer 21 dic, 2016 20:06

orione ha scritto:
beppecv ha scritto:
L'azienda è certificata ISO 9001 e UNICEI 11342 è del tutto evidente che abbiamo un direttore tecnico che si assume le responsabilità, il mio concetto è leggermente diverso , non intendo affermare che il titolo di studio non sia fondamentale, tutt'altro , ma che lo stesso non garantisce professionalità e competenza , per esperienza diretta, abbiamo avuto in prova ingegneri regolarmente laureati, abilitati iscritti all'ordine ma di nessuna competenza , che alla fine del periodo di prova non sono stati confermati.


Non è la prima volta che viene qui affermato questo, ad esempio il buon Vincenzo lo diceva qui http://www.legnofilia.it/viewtopic.php?p=217463#p217463... portando degli esempi estremi... che non saprebbero calcolare il volume di un cilindro ecc. La mia esperienza è diversa. Non sono un ingegnere ma ho frequentato l'ambiente universitario, ho tenuto da docente esterno, dei corsi di complementari specialistici con pochi studenti, ma più che altro ho fatto, sempre con incarico esterno, l'esercitatore di un corso fondamentale dei primi anni di ingegneria che ti da il polso della situazione perchè vi erano 250 studenti. Infine presso il lab dove lavoravo, ho seguito il lavoro e sono stato relatore di tesi di Ing. di Trento, Padova, Perugia e Roma. Non erano tutte rose e fiori ma esempi drammatici come descritti da qualcuno qui non ne ho mai visti. Non so... o si tratta di un problema locale o siete particolarmente esigenti.
In ogni caso sono d'accordo che il titolo non garantisca competenza con certezza, ma la conclusione da trarre non è che è quindi non s'ha da richiederlo ma anzi: è rendere più selettiva e rigorosa la selezione.
Non togliere i vincoli come ha fatto il precedente governo ma rendendoli più rigidi.
È come se di fronte al problema della malasanità anzichè investire di piu e cacciare i negligenti si smantellasse la sanità pubblica dicendo che tanto non cura.


In buona sostanza parlando giusto della Fedeli ,e, ripeto non ho la più pallida idea da dove venga , cosa abbia fatto etc etc se avesse una laurea ti fideresti?
beppe


Non lo so, forse no, ma è ininfluente. Il discorso messo così è capzioso. Non è il solo elemento che rende una persona valida e quindi la dimostrazione per assurdo non vale. Non è una condizione sufficiente ma necessaria. Quindi a mio avviso un titolo un ministro in un dicastero importante lo dovrebbe avere, non è detto che basti.



In definitiva io ho soltanto affermato che il titolo di studi non garantisce la competenza , non ho affermato che non è necessaria la selezione od una scuola più esigente , e vorrei aggiungere che personalmente ho fatto gli esami in terza elementare, poi in quinta gli esami di ammissione, se non li superavi andavi all'avviamento professionale e poi IPSIA ho sostenuto gli esami in terza media , poi in quinto ginnasio ed in ultimo gli esami di stato ( così si chiamavano a suo tempo) e poi università con il vecchio ordinamento , praticamente una verifica ogni tre anni è stato calcolato che solo sei su trenta arrivavano alla maturità classica , era una scuola altamente selettiva con i suoi pregi ed i suoi difetti, tutto quello che hai scritto e che ho scritto è veicolato esclusivamente a fare valere la propria opinione, pertanto è assodato che ognuno darà una sua lettura di quanto scritto dall'altro , e la definirà ingannevole o capziosa , per chiarezza, si sono proposti ed hanno fatto colloqui con noi ingegneri provenienti da diversi atenei del nostro paese, luci ed ombre , nel complesso non male, ma come sempre anche questa è una opinione non è un dato di fatto e notoriamente le opinioni sono come i c....ni , ognuno ha i suoi (C.E.) ,e per quello che mi riguarda la chiuderei qua , trovo totalmente sterile continuare a confrontarsi senza una comune base di discussione.
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Re: E Le Chiacchiere Stanno A Zero

Messaggioda orione » mer 21 dic, 2016 22:17

come preferisci. Volevo solo dire che "capzioso" o fallace era la logica di quel ricorso all'assurdo, in nessun modo era attribuito ad una "volontà di ingannare". Se vogliamo dare poi un contenuto diverso alla discussione, ammesso che ne valga la pena, basterà lasciar cadere gli accreditamenti personali (non ho iniziato io a citare tali esperienze a sostegno della propria tesi ;-) ) e affidarsi all'imparzialità dei numeri.
Scegliamo una corte di persone - es i ministri dell'istruzione dei paesi dell'OCSE, oppure visto che hai citato Schering, i CEO delle multinazionali con volume d'affari superiore a tot, oppure visto che hai citato Marconi gli scienziati più eminenti del secolo scorso - e troviamo la percentuale di questi che abbia o abbia avuto un titolo accademico. È un indagine circostanziale, asettica, anche un po' stupida se vogliamo, ma neutrale: un pragmatico definirebbe il risultato come il 'coefficiente empirico di utilità della istruzione superiore' Se viene < 0.3 potremo affermare che il titolo di studio non è granchè rappresentativo dell'abilità della persona, tra 0.3 e 0.7 è un fattore importante ma non il solo, se > 0.7 vi sarà una forte correlazione tra i successi lavorativi e una istruzione di grado superiore.
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