giacomo ha scritto:Nel bene o nel male mi fa piacere che LegnoLab susciti tanti commenti. Però lasciatemi dire una cosa. Di tutte le critiche che ho letto fino ad ora nei vari forum credo che nemmeno l'un per cento sia stato inoltrato direttamente alla redazione. Ribadisco che la comunicazione a fini costruttivi in questo Paese latita. L'ultimo esempio? Nell'editoriale di maggio o giù di lì annunciavamo l'uscita dello speciale chiedendo ai lettori quali temi avrebbero avuto piacere di vedere approfonditi. Ebbene non credo che siano arrivate più di una mezza dozzina di mail. Dopo tanti anni mi viene da pensare che c'è tanta gente che ama la pappa pronta salvo poi criticarla una volta che ce l'ha nel piatto. Le mail personali dei nostri redattori, compresa la mia, sono stampate sulla rivista e come si può inviare una lettera con richieste di aiuto o chiarimenti, se ne può inviare una con lamentele e consigli.
Effettivamente, anche quando si è parlato dello speciale qui sul forum, credevo fossimo più persone (persone, non messaggi) a parteciparvi.
Anche le critiche sugli argomenti trattati che qui leggo andrebbero contestualizzate. E' vero, sono il primo a dire che un numero moscio ci può scappare, ma valutare un'intera pubblicazione sulla base di un paio di uscite mi sembra eccessivo. I temi che trattiamo sono molti e cerchiamo di alternarli. Ma chi ce lo dice a noi che la costruzione di un basso elettrico sia meno interessante di una serie sulle pialle da modanatura inglesi? Ma quanti saremo in Italia a usare 'ste pialle modanate?
Effettivamente è più facile criticare che costruire. Se poi è a posteriori... e comunque fai, sbagli perché ci sarà qualcuno scontento.
C'è poi da considerare il panorama italiano. Parlando con Mark Shoefield di Fine Woodworking, con cui nel 2011 passai una giornata a zonzo tra Viterbo e Orvieto, mi disse che il suo magazine ha un numero di contributors di circa 250 unità. Io a volte, per convincere un appassionato a scrivere un articolo (a pagamento s'intende), devo fare i salti mortali. E non parliamo poi dei professionisti! Sono talmente strangolati da tasse e balzelli che solo l'idea di fermarsi a fare una foto gli fa cascare i denti.
Rispondo ora a brontolo circa le impressioni d'uso sulla Tormek. Hai ragione. Tra lo scorso anno e questo quei maniaci degli svedesi hanno lanciato una serie di nuovi prodotti che ci hanno inviato per i test. Avremmo dovuto diluirli ma a volte, per questioni di tempo, è più facile recensire cose che hai pronte in casa piuttosto che sbattersi per cercare altro. E comunque, anche sui prodotti da presentare, accettiamo suggerimenti. Anzi preferiamo che siano i lettori a chiedere piuttosto che le aziende a proporre.
Quest'ultima cosa non l'avevo capita. Cercherò di farne tesoro per il futuro.
Ultima nota sul prezzo. Siamo a 6 euro e 90 dal 2010. Nel frattempo carta e trasporti sono saliti di costo di circa il 10%. Riviste come Holzwerken o Fine Tools, considerando che hanno meno delle nostre 112 pagine, costano proporzionalmente di più. Inoltre il nostro è un mensile mentre tutti gli altri sono bimestrali.
Il prezzo è sempre troppo.

Beh, potreste portarlo a € 7,00 o € 7,50.
Ci sarebbe molto altro da dire ancora ma non voglio appesantire ulteriormente il topic. Se volete approfondire mi trovate sempre qua.
OK.
Gringoire ha scritto:Con tutto il rispetto per giacomo che mi pare di capire gestisca una rivista e sicuramente farà un ottimo lavoro, mi sembra di rivedere le discussioni di dieci o venti anni fa se fosse meglio il rullino fotografico o la macchina digitale.
Ancora qualche anno e le riviste faranno la fine dei rullini fotografici, dei 45 giri e delle enciclopedie cartacee.
Beh, conosco gente (e fotografi professionisti) che usano ancora la pellicola. Non sempre, ma la usano...
Non mi pronuncio sul fatto che sia un bene o un male, magari un po' di tutti e due (pensate alla deforestazione per esempio), però lo vedo come una cosa inevitabile...
Sfortunatamente sì, ma ci sarà sempre chi vorrà "il supporto". Vedi il vinile/cassetta/cd rispetto alla musica digitale.
In qualunque caso... forza LegnoLab!!!