Mi sono tornate in mente riflettendo sul topic delle macchine minime per iniziare e sul discorso scivolato sulla pericolosità di dette macchine senza le idonee precauzioni. Erano gli anni fine '50 e '60 e quelle riviste hanno invogliato molta gente ad un hobby, specie a quello dell'elettronica. Io, che ero ragazzino in quegli anni, le leggevo avidamente e forse per questo ho poi voluto frequentare un istituto tecnico ad indirizzo elettronico (ma nel prosieguo degli studi ho poi cambiato radicalmente indirizzo...). Quanti appassionati, radioamatori, cultori di Hi Fi, si sono evoluti sulla base di quelle letture? Credo molti. La pericolosità di certe realizzazioni, o addirittura esperimenti, era elevata. A me andò bene; un mini razzo, per poco, non andò a colpire un albero in aperta campagna, ma poteva succedere di peggio, quando lo volli costruire con le capsule vuote dell'anidride carbonica per il seltz. Avevo messo insieme quattro di quelle capsule attorno ad un tubo, a mo' di razzo spaziale, riempite di polvere pirica e qualcos'altro, non ricordo bene, ma l'accensione non fu contemporanea e la traiettoria fu una spirale ad un paio di metri d'altezza!!! Erano riviste che andavano in mano a tutti senza nessun controllo adeguato sugli articoli, che potevano diventare fonte di pericoli micidiali. Altri anni; se si cadeva dentro una buca, da ragazzi, i genitori non si sognavano di fare causa, ma aggiungevano uno schiaffo al malcapitato perché non era stato attento.


