Snickare ha scritto:mi sa che non ci siamo proprio capiti Rolando..e ritengo piuttosto offensivo che tu mi dica di leggere piu libri francamente.non cacarmi sentenze per favore,io non mi vanto proprio di niente,ti sto esponendo il mio punto di vista che viene da una esperienza diretta e dal fatto di essere stato a contatto con persone che conoscono bene il loro mestiere e sanno quello che fanno,capisco che per un uomo di scienza puo essere difficile ammettere che le cose che tu studi sui libri vengano da esperienze dirette prima e che sono poi state interpretate matematicamente.ci puo stare che due persone abbiano idee diverse sopratutto se uno e´ abituato alla teoria e un ´altro alla pratica ma non ti permettere di giudicarmi e di consigliarmi cosa leggere o cosa no,perche non mi conosci.ne ho visti un bel po di architetti e gente "laureata"che trattava l´artigiano con sufficienza e da ignorante solo perche aveva un pezzo di carta e poi quando si trattava di farle le cose e non disegnarle faceva fare tutto all´artigiano dandogli carta bianca,il plurilaureatoall´universitadistaceppa non mi e´ mai stato simpatico.forse tu dovresti scendere dai tuoi libri e dal tuo piedistallo di scienziato e stare a contatto con un po di maestranze e con chi l´ovale te lo sa fare con una squadra o uno spago e due chiodi pure se non sa la formula matematica di quello che sta facendo.un po di pratica ti gioverebbe..
Stavo cercando chi ha introdotto sta parolona e adesso vedo.... (e leggo anche altre cose sfuggite prima)
non torno sulle parole personali che non serve a nulla, però una ritoccatina a quello che dovrebbe fare l'uomo di scienza la voglio ribadire.
Non perchè lo dico io ma un signore la sotto ben piu rispettabile:
1) per l'uomo di scienza non è difficile ammettere alcunchè. lo fa proprio se è provato lo nega se è provato essere falso, altrimenti lo considera verosimile con un certo grado di probabilità, se si parla di scienza, se si parla dell'uomo è uguale agli altri quindi non c'è nulla per cui distinguerlo;
2) l'uomo di scienza comincia studiando sui libri, ma il suo lavoro sarà proporre idee originali, quindi più scrivere articoli o libri (i migliori) che studiarli, altrimenti a furia di solo studiare, non si capisce cosa farebbe, no?;
3) quello che sviluppa non viene da esperienze dirette, ne sue ne di altri, anzi è tutto il contrario: viene da una sua interpretazione di un fenomeno, una ipotesi, una rappresentazione, un modello. Tirato ad indovinare anche se cosi sembra brutto.
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infine RF dice a quelli che pensano di potersi dare arie, che quando qualcuno confronterà il tuo modello con la natura, se non tornano i conti, non importa un fico come ti chiami o quante arie ti dai, hai torto e il tuo metodo è sbagliato.