Ho perso tutta la serata a cercare, ma niente
i ricordi sono confusi ma all'incirca si trattava di un piccolo brano dove Mozart giocava sul
fatto che un musicista seguendo una linea melodica, e qui il nostro cervello sa esattamente
cosa aspettarsi o cosa gli piacerebbe, secondo una sua personale sensibilita', sentire in quel momento
( un bel esmpio la lezione sulla "cadenza d' inganno" di Baricco) stecchi incidentalmente
la nota, il tutto elevato ad "arte" quale solo un tale genio poteva cancepire.
Un mio amico musicista ( direttore d'orchestra) mi raccontava che di fronte casa sua un signore
si dilettava nelle sere d'estate con la fisarmonica, erano tante e tali le stecche che faceva che lui
ne provava un dolore fisico ed era costretto a chiudere le finestre.
Sugli intervalli in musica c'e' tutto un mondo, ho partecipato al restauro ( la parte lignea) di un
organo a canne ( 550 cnne) mi spiegava l' organaro, ma io non ho compreso esattamente il
principio, che ai registri principali si accoppiavano file di canne con intervalli di 8, XV, XIX, XXII, XXVI e XXIX,
accoppiando tutte le file il ripieno genera un suono che ti manda piacevolmente in confusione
aggiunto al riverbero dell' ambiente il cervello percepisce una specie di tempesta ordinata di suoni,
quella di Mozart era giocata su vere eproprie stecche.