da CavalloGoloso » gio 24 mar, 2016 22:37
Quando accadono fatti come quelli accaduti in Belgio due giorni addietro o a Parigi qualche mese fa, è sacrosanto che ci si interroghi sul senso di certe politiche. Non che i fatti abbiano in questione abbiano una relazione eziologica provata coi flussi migratori di questi ultimi anni, ma il dubbio è legittimo. Quello che mi stupisce è il fatto che venga criminalizzata l'idea stessa dell'integrazione o, al pari, demonizzata, l'idea protezionistica della nostra società, stile di vita e/o cultura. Pare che l'una escluda l'altra quasi che non ci possa essere integrazione se un paese ritiene di avere il diritto di "conservarsi". Una similitudine di questo bislacco modo di ragionare ("o con me o contro di me") la colgo quando si discute delle questioni di "genere". Mica si può parlare di una società omofoba se, in prevalenza, vi si pratica l'eterossessualità. Rispettare chi non è come me è cosa diversa dall'aprirgli le porte di casa mia che è cosa ancora diversa dal diventare come lui. Rispettare l'altro è un dovere, Aprirgli le porte di casa mia è una facoltà, essere libero di decidere se diventare o meno come lui un mio diritto inalienabile. Invertire, sconvolgere quest'ordine delle cose è cosa scellerata. Quando il nostro capo del Governo, in occasione della visita al nostro paese dell'autorità musulmana decide di non offendere il suo senso religioso occultando le nudità delle nostre opere d'arte, ha fatto un gesto rivoltante quasi quanto offrirgli in pasto la propria figliola. Non cercare di contenere gli impetuosi flussi migratori non vuol dire non avere senso d'umanità ma, semplicemente, fare i conti col proprio portafogli! Io non compro un paio di scarpe da trecento euro a mio figlio dodicenne per poi non sapere cosa mettergli nel piatto! Ho invece il preciso dovere di garantirgli la possibilità di celebrare i suoi culti, di non discriminarlo o deriderlo per ciò che è o non é.
S'hana satari centu piatti vacanti pi nni pigghiari unu chinu!
-Tony-