Well, if crime fighters fight crime and fire fighters fight fire, what do freedom fighters fight?
G. Carlin
Bella domanda: se i (guerrieri del crimine) combattono il crimine e i (guerrieri del fuoco) combattono il fuoco, cosa combattono i guerrieri della libertà?
E, allo stesso modo: i peace fighters, i democracy fighters quelli che combattono per portare la pace, o la democrazia, ma la prima la consegnano coi blindati, e la seconda non la consegnano proprio: non si direbbero appunto guerrieri della pace e guerrieri della democrazia?
Per ulteriore prolungamento, in attesa di vedere la "buona scuola" dei nostri educationfighters, i guerrieri dell'istruzione, quanto riesca a disistruire, si profila all'orizzonte una nostra paladina, l'amazzone Lorenzin, arruolata negli healthfighters i combattenti della salute.
Su quanto siamo messi male la pubblicità in tv parla chiaro: tra una vecchia che si piscia addosso, quello che ha vergogna a dire che va a pisciare, quello che credeva di fare una vita sana, un apparecchio acustico, una colla per dentiere, una doccia con maniglioni, e un materasso ortopedico, il bisogno di una dichiarazione di guerra salta agli occhi. E arrivano le prime bordate della novella healthfighter: per fare una tac, deve venir fuori che hai un grave malanno, sennò te la mettono in conto... questa è geniale prevenzione!
Ma per vedere cosa fa un vero guerriero, basta prendere a modello la nato e gli americani, sono sempre più avanti. Ieri in Afghanistan, nonostante siano state più volte fornite le coordinate di un ospedale di medici senza frontiere, e colpire deliberatamente un ospedale sia un crimine di guerra, la coalizione Nato ha sferrato più attacchi aerei diretti all'ospedale: 10 minuti dopo il primo, uno dei medici ha chiamato il governo afgano e le forze della coalizione: "ehi, siete fuori obiettivo, siamo un H". Ma il lavoro doveva essere portato a compimento: altri 3/4 d'ora e dell'ospedale non c'era più nulla, 13 medici che stavano perpetrando delle cure e 7 loto vittime pazienti in rianimazione, tra cui 3 bambini, questi ultimi bruciati direttamente assieme al lettto di degenza, non hanno ora più da preoccuparsi per la loro salute. E nemmeno i medici per salvare la altrui.
Se ne traggono due insegnamenti:
1) il guerriero è senza confini, il medico il cooperante, l'inviato impiccione, no: stiano a casa loro.
2) di salute si scoppia in genere da soli, ma in qualche caso un ignizione fortuita, collaterale, non guasta.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/03/afghanistan-bombe-aerei-nato-per-errore-contro-ospedale-medici-senza-frontiere/2091185/
Disclaimer: cinismo e amaro spirito usati a fin di comunicazione.
