CavalloGoloso ha scritto:orione ha scritto:Non è semplicemente un problema di basso valore dato al lavoro manuale, tra un po' saranno cavoli amari per le classi una volta chiamate medie, si perderanno lavori qualificati, e i rispettivi valori percepiti di conseguenza. è il modello della società che non va, esistono dei soli valori, quelli di borsa, tutto è commisurato al soldo, viene monetizzata ogni cosa. Hanno forse la considerazione che meriterebbero l'istruzione, la ricerca e i relativi attori?
E la sanità Azienda che eroga prestazioni "rimborsabili" solo se hai il codice della tua malatia nella lista... È un servizio o un tagliando dal meccanico, che può dirti, il suo veicolo non è più conveniente farlo funzionare, lo rottami
E agli oggetti diamo il giusto valore? Teniamo conto di quanto lavoro manuale è costato prima di buttarlo? No, direi che cerchiamo di ricordare solo quanto costava. Il lavoro degli altri dunque costa? O se sono africani o cinesi non costa nulla?
Stefano io sono d'accordo con te sull'artigianato ma temo sia in un ingranaggio complesso che lo sta macinando Cosa fa un falegname? Il codice dice finestre. Ok il mercato farà vincere solo i competitivi che aprono un capannone dove entra l'albero ed esce la finestra già con i vetri puliti.
E qualche artista che fa la finestra sghemba ed è sempre a fare ìl tuttologo nei talk show e di conseguenza il valore è quello della sua popolarità, totalmente svincolato da quello della finestra.
Tutti gli altri artigiani..... Ma dai, si sente già nel nome non trendy che è destinato al "fallimento"

Non essere pessimista! Ho idea che noi (cinquantenni) non avremo la fortuna di gustare il cambiamento, ma ho idea che il capovolgimento dei Non valori attuali sia alle porte! tra poco "rotoleranno le teste", abbi fede!!!
Quando l'artigiano comprenderà quale valore aggiunto (tutto ciò che non può offrire l'industria o la grande distribuzione e imparerà a venderlo) dovrà dare ai propri manufatti per renderli competitivi sul mercato si creeranno le c.d. "nicchie"
Per farti un esempio:
Hai mai visto una Leica in un centro commerciale? hai mai visto i manager della stessa industria che la produce in un Tolk eppure quelle macchine fotografiche sono quanto di più ambito e costoso ci sia nel mondo della fotografie.
Gli artigiani debbono ispirarsi a questi modelli e snobbare la produzione massificata acquistando consapevolezza e, con la dovuta onestà, imparare a vendere il loro pregio!!
Il fatto è che i "magnasghei", per usare un termine di Balassiana memoria, hanno saputo fiaccare le gambe a tutti! ma non ce la faranno a oltranza!!
Secondo me hai centralo il punto.
Se ci si vuole confrontare con la grande produzione lavorando artigianlmente, si perde senza preavviso.
Serve prima di tutto non sottovalutare il proprio lavoro, solo allora si riesce anche a convincere il cliente che sta facendo la giusta scelta.
Faccio un esempio:
Io costruisco cilindri oleodinamici in piccoli lotti (pensavate casette e porte?

) , ho incontrato diverse volte grossi costruttori di cilindri che hanno fatto di tutto per convincermi a non produrre i componenti ma solo le parti su misura.
Siccome sono testardo e oltretutto ho iniziato questo lavoro, quando questi stessi costruttori non erano ancora nati, ho continuato a fare quello che era il mio lavoro, anche se mi sono fatto aiutare da qualche macchina un po' più moderna, senza licenziare nessuno. Ho solo diminuito i costi e non ho assunto nuovi operai.
Ma ho continuato a progettare e costruire cilindri di qualità anche se un po' più cari della maggior parte che si trovano in commercio che non si capisce da quale parte della muraglia sono arrivati.
Ebbene, oggi quasi l'80% del mio lavoro viene pagato anticipatamente, ho qualche operaio che lavora con me da 35 anni, i miei figli lavorano con me e non hanno mai provato la disoccupazione, non siamo certo ricchi, ma non ci manca niente e non dobbiamo niente a nessuno, specie alla politica.
Sono certo che alla fine la qualità e l'onestà paga. Certo se volevo raggiungere le produzioni da milioni di fatturato bastava ascoltare qualcuno di quei costruttori, ma non sono sicuro che oggi starei meglio.