Ma a parte questo il tizio mi ha un po dato sui nervi per via di una certa tronfiaggine e saccenza con cui bocciava ogni mia idea su come pensavo dovesse esser fatta questa benedetta porta (ovviamente non ho fatto alcun accenno al fatto che una seppur minima competenza la possiedo e che avevo già sviluppato un progetto esecutivo dettagliatissimo). È stato inevitabile, comunque, farci una chiacchierata e così il discorso è caduto sulle qualità di alcune essenze e al mio entusiasmo manifestato verso il Teck (essenza che adoro) mi ha risposto, sempre con la stessa "aria del continente" che ormai in giro ci sono solo dei surrogati tanto del teck quanto di altri legni particolarmente ricchi di olio e resina (mi ha fatto l'esempio del pitcpine - non so se si scrive così) legni che, a suo dire, verrebbero messi in commercio dopo essere stati "prosciugati" della loro preziosa resina - olio. Questo farebbe si che il materiale perderebbe le sue più importanti qualità per cui un tempo veniva scelto per usi peculiari! A riprova di quanto mi diceva mi ha raccontato che mentre fino ad alcuni anni addietro per la carteggiatura di una porta o una finestra (in pitcpine) era costretto a fare uso di un certo quantitativo di carta perchè questa si impastava già alla prima passata, oggi il lavoro lo finisce senza cambiare il nastro nella carteggiatrice.
Stante l'antipatia che mi ha procurato quest'uomo (sono certo che la porta non mi piacerà: col benestare di mia moglie che pur di contraddirmi....ha imposto alcune modifiche alla mia idea che, secondo il mio gusto, renderanno il manufatto troppo "pesante"

