Non nel lab ma inerente il legno e il forum anche se molto da lontano. Scrivevo ad un amico del forum nel cuore della notte. Silenzio assoluto sentivo il ticchettio del grande orologio appeso al muro come un quadro da quasi 20 anni scandire i secondi. Quanti secondi saranno 20 anni?
boh, direi tra i 500 milioni e 1 miliardo su per giu. Dicevo scrivevo una mail su mio nonno, di cui qui c'è un estratto
Il nonno era un non meglio identificato falegname con un fine "carriera" di modesto liutaio, morto per malattia non meglio identificata 15 anni prima che io nascessi. Tecnicamente uno straniero, nacque infatti in un altro stato, addirittura un impero, assistette ad entrambe le guerre e alla miseria nera che seguì. Miseria che constrinse la famiglia a vendere tutti i suoi strumenti, parecchi mobili o parti di essi, smembrando le parti ritenute di valore. Non certo, e per fortuna, quelle fatte a mano ma i materiali come piano in marmo e specchi. L'immagine che mi rimane è quella di fotografie talmente vecchie che sembrano non aver niente a che fare con me, tanto lontane sono. Lo stesso effetto che fanno i ritratti d'epoca in fondo... belli, si commenta, ma sembra quasi impossibile immedesimarsi nella situazione di "scatto" che, con essi, ci è stata consegnata. Ma la sorpresa è sempre in agguato: aprendo una vecchia cornice (grande e rotonda) fatta da un cognato del nonno, rotonda in quattro archi malassemblati con dentro un simildagherrotipo -tanto era vecchia - di un gendarme in uniforme - chissà chi era e di che armata, mi ritrovo dietro una curiosissima antiquata pubblicità di un succo d'arancia Calì, con un commento a matita del nonno sul retro che finiva con la firma e la strana autodefinizione "uomo pacifico". La grafia e persino la grafite di quella scritta inattesa e strana - forse di un uomo stremato dall'aver attraversato due guerre mondiali - nella prima aveva già mio padre - mi ha fatto sentire per un attimo una strana presenza, come se fosse lì con me. Il materiale genetico trasferito .....
OMISSIS
Non amo quindi associare il ricordo del nonno a una molecola. (si riferiva al DNA). Mi nascondo dietro al fatto che è stata scoperta dopo la sua morte - come se questo volesse dire che ne era sprovvisto - ma piuttosto a quella scritta che suonava quasi come un auspicio per me che ho letto mezzo secolo dopo. Un monito per ricordare e invitare a non ripetere le minchiate che ha combinato l'umanità il secolo scorso. Il nonno non può sapere che ne sapremo fare certo di peggiori. A quest'ora anche il DNA sarà scisso negli elementi costitutivi, il più longevo dei quali è il carbonio. Guarda caso, la grafite. Se facessi gli equilibrismi illogici e persino ridicoli di certe credenze, potrei pensare che il nonno ora E' la sua firma. Bei tempi, la mia, che digito, smette di esistere quando pigio ENTER
Invio, uno due tre CRASH!
Dopo aver resistito 500 milioni di impercettibili sollecitazioni, il chiodo si era tranciato di schianto proprio in quel momento.
