Movimenti Stagionali

Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda albertone » sab 13 set, 2014 15:16

mi è sfuggito chi ha affermato che una tavola radiale imbarca... e chi sono i professoroni
le tavole radiali non imbarcano.. anche se il motivo è diverso da quello che scrive vito!
e non lo dico io...
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda mumu » sab 13 set, 2014 15:32

Professorone è chi professorone fa :risata:
MEASURE ONCE, CUT TWICE.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda Giannone » sab 13 set, 2014 15:38

vito ha scritto:il taglio di quarto o rigatino si effettua così: http://www.indeco.net.au/timber-species/detail,1802045153.html


A e 1 sono i radiali esterni del quarto di tronco e gli altri tagli si susseguono paralleli a questi... :fatica:
Meno male che è come avevo detto io.... altrimenti lo sai che cazziatone mi facevi! ;-)
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda orione » sab 13 set, 2014 16:26

Salve, dico la mia sull'anisotropia:

Una caratteristica del legno comune alla gran parte dei "tessuti" biologici è l'anisotropia, cioè il fatto di avere proprietà diverse a seconda della direzione di osservazione.
A questo si aggiunge che l'albero (il tronco) ha simmetria cilindrica mentre i nostri semilavorati o manufatti hanno solitamente simmetria rettangolare cioè sono in buona sostanza dei parallelepipedi. Se le modificazioni di un parallelepipedo fossero diverse a seconda delle direzioni coordinate (cartesiane) darebbero luogo ancora a un parallelepipedo, al limite sghembo se il taglio non fosse secondo quelle direzioni, ma comunque a facce piane e parallele.
Se invece ricavo dei parallelepipedi dal cilindro, le tavole, esse andranno incontro non solo a variazioni dimensionali o degli angoli, ma ad inarcamenti con perdita della planaritá delle facce.
Nel cilindro, per rimanere tale, le modificazioni azimutali, cioè quelle lungo la circonferenza, devono essere percentualmente uguali a quelle radiali, altrimenti la struttura non potrebbe rimanere compatta e si spaccherebbe. Quindi l'albero nella crescita mantiene il tasso radiale uguale a quello azimutale, anche se la struttura intima resta differenziata.
Quando non ha più attivi i meccanismi di regolazione, cioè l'albero diventa il materiale legno, e perde umidità, il ritiro avviene secondo tassi diversi nelle tre direzioni causando crepe radiali, più raramente azimutali (separazioni degli anelli) ed incurvamenti. Molte di queste cose si verificherebbero anche nell'albero ideale, senza difetti, nodi o avvitamenti delle fibre, ma non se il legno fosse veramente vivo (come si usa dire), perché ci sarebbe la compensazione suddetta, cioè il reintegro dell'acqua.
Paradossalmente rappresenta uno strano corpo biologico che si "muove" quasi più da morto che da vivo.

La natura non è quasi mai rettangolare o lineare, è spesso cilindrica o sferica e le sue leggi esponenziali, ma consoliamoci che comunque ci ha regalato una legge per il deperimento del legno con tempi lunghi, ed accontentiamoci che il tronco è cilindrico perché se fosse a simmetria sferica sarebbe pure peggio.
Tutto sommato se il prezzo che paghiamo per averlo abbattuto, tagliati gli arti, fatto scempio del tronco, e arsi i resti, è un po' di irrequietezza coi cambi di stagione, è oro! ;-)
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda albertone » sab 13 set, 2014 18:33

orione ha scritto:
Tutto sommato se il prezzo che paghiamo per averlo abbattuto, tagliati gli arti, fatto scempio del tronco, e arsi i resti, è un po' di irrequietezza coi cambi di stagione, è oro! ;-)



quotontutto quello che hai scritto...
ma l'ultima frase è fantastica!
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda Ascariddu » sab 13 set, 2014 19:30

mumu ha scritto:Professorone è chi professorone fa :risata:


E chi si loda... si imbroda!... :mrorange:
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda gwood » sab 13 set, 2014 19:31

adesso che ho letto questo argomento, ho rispolverato il libro di Pieresca e mi sto' strippando sui vari tagli dei tronchi, ne illustra sette...
quello del link lo definisce "taglio di quarto con direzione alternativa o a ventaglio"invece nel taglio radiale i taglio sono inclinati di 45°
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda masterbeat » sab 13 set, 2014 21:26

orione ha scritto:Salve, dico la mia sull'anisotropia:

Una caratteristica del legno comune alla gran parte dei "tessuti" biologici è l'anisotropia, cioè il fatto di avere proprietà diverse a seconda della direzione di osservazione.
A questo si aggiunge che l'albero (il tronco) ha simmetria cilindrica mentre i nostri semilavorati o manufatti hanno solitamente simmetria rettangolare cioè sono in buona sostanza dei parallelepipedi. Se le modificazioni di un parallelepipedo fossero diverse a seconda delle direzioni coordinate (cartesiane) darebbero luogo ancora a un parallelepipedo, al limite sghembo se il taglio non fosse secondo quelle direzioni, ma comunque a facce piane e parallele.
Se invece ricavo dei parallelepipedi dal cilindro, le tavole, esse andranno incontro non solo a variazioni dimensionali o degli angoli, ma ad inarcamenti con perdita della planaritá delle facce.
Nel cilindro, per rimanere tale, le modificazioni azimutali, cioè quelle lungo la circonferenza, devono essere percentualmente uguali a quelle radiali, altrimenti la struttura non potrebbe rimanere compatta e si spaccherebbe. Quindi l'albero nella crescita mantiene il tasso radiale uguale a quello azimutale, anche se la struttura intima resta differenziata.
Quando non ha più attivi i meccanismi di regolazione, cioè l'albero diventa il materiale legno, e perde umidità, il ritiro avviene secondo tassi diversi nelle tre direzioni causando crepe radiali, più raramente azimutali (separazioni degli anelli) ed incurvamenti. Molte di queste cose si verificherebbero anche nell'albero ideale, senza difetti, nodi o avvitamenti delle fibre, ma non se il legno fosse veramente vivo (come si usa dire), perché ci sarebbe la compensazione suddetta, cioè il reintegro dell'acqua.
Paradossalmente rappresenta uno strano corpo biologico che si "muove" quasi più da morto che da vivo.

La natura non è quasi mai rettangolare o lineare, è spesso cilindrica o sferica e le sue leggi esponenziali, ma consoliamoci che comunque ci ha regalato una legge per il deperimento del legno con tempi lunghi, ed accontentiamoci che il tronco è cilindrico perché se fosse a simmetria sferica sarebbe pure peggio.
Tutto sommato se il prezzo che paghiamo per averlo abbattuto, tagliati gli arti, fatto scempio del tronco, e arsi i resti, è un po' di irrequietezza coi cambi di stagione, è oro! ;-)



Era da un paio di giorni che mi scervellavo per capire come avrei potuto spiegare questa cosa ai piu'.

Si era proprio questo che volevo dire.

:risata: :sguaiata:

Pero' Orione, complimentoni, ero certo che prima o poi "qualcuno" arrivava e metteva un po' di ordine in questa discussione. :inchino: :inchino:
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda vito » dom 14 set, 2014 00:03

orione ha scritto:Salve, dico la mia sull'anisotropia:

Una caratteristica del legno comune alla gran parte dei "tessuti" biologici è l'anisotropia, cioè il fatto di avere proprietà diverse a seconda della direzione di osservazione.
A questo si aggiunge che l'albero (il tronco) ha simmetria cilindrica mentre i nostri semilavorati o manufatti hanno solitamente simmetria rettangolare cioè sono in buona sostanza dei parallelepipedi. Se le modificazioni di un parallelepipedo fossero diverse a seconda delle direzioni coordinate (cartesiane) darebbero luogo ancora a un parallelepipedo, al limite sghembo se il taglio non fosse secondo quelle direzioni, ma comunque a facce piane e parallele.
Se invece ricavo dei parallelepipedi dal cilindro, le tavole, esse andranno incontro non solo a variazioni dimensionali o degli angoli, ma ad inarcamenti con perdita della planaritá delle facce.
Nel cilindro, per rimanere tale, le modificazioni azimutali, cioè quelle lungo la circonferenza, devono essere percentualmente uguali a quelle radiali, altrimenti la struttura non potrebbe rimanere compatta e si spaccherebbe. Quindi l'albero nella crescita mantiene il tasso radiale uguale a quello azimutale, anche se la struttura intima resta differenziata.
Quando non ha più attivi i meccanismi di regolazione, cioè l'albero diventa il materiale legno, e perde umidità, il ritiro avviene secondo tassi diversi nelle tre direzioni causando crepe radiali, più raramente azimutali (separazioni degli anelli) ed incurvamenti. Molte di queste cose si verificherebbero anche nell'albero ideale, senza difetti, nodi o avvitamenti delle fibre, ma non se il legno fosse veramente vivo (come si usa dire), perché ci sarebbe la compensazione suddetta, cioè il reintegro dell'acqua.
Paradossalmente rappresenta uno strano corpo biologico che si "muove" quasi più da morto che da vivo.

La natura non è quasi mai rettangolare o lineare, è spesso cilindrica o sferica e le sue leggi esponenziali, ma consoliamoci che comunque ci ha regalato una legge per il deperimento del legno con tempi lunghi, ed accontentiamoci che il tronco è cilindrico perché se fosse a simmetria sferica sarebbe pure peggio.
Tutto sommato se il prezzo che paghiamo per averlo abbattuto, tagliati gli arti, fatto scempio del tronco, e arsi i resti, è un po' di irrequietezza coi cambi di stagione, è oro! ;-)



giusto a punto come prima messaggio.... trolllllllllissimo. ma cose vere. le stesse dette da me. in parole povere le corde che tirano verso la base inscritte in una circonferenza .
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda orione » dom 14 set, 2014 01:35

La cosa che non ho trovato sui libri sicuramente dovuta al fatto che non ne ho consultato molti, è un metodo semplice, grafico, intuitivo per provare che il cupping cioè il fatto che una tavola con il taglio fiammato diventa concava dal lato che guarderebbe l'esterno/l'interno del tronco è semplicemente causato da un ritiro "tangenziale" maggiore/minore di quello radiale.
Non l'ho trovato dicevo ed allora c'ho provato stile tv dei ragazzi anni 60 con carta e forbici

Immagine

1) disegno la sezione della tavola, la spezzeto in tanti segmenti fino a che in ciascuno di questi non si vede quasi più la curvatura degli anelli.

2) dispongo il trenino di rettangolini in modo da "raddrizzare" gli anelli, o meglio a allinearli evolvendo il cerchio.

3) ora applico con la fotocopiatrice o con qualsiasi altro mezzo una riduzione differenziata, in questo caso 10% radiale (verticale) e 20% tangenziale (orizzontale)

4) come detto i rettangoli assumono la forma di parallelogrammi non più retti, diciamo sghembi, tanto più sghembi quanto più angolati sono gli anelli di crescita in quel pezzo.

5) ora riassemblo le parti e evidentemente se il parallelismo dei tagli che delimitano ciascun pezzo si è conservato nell'operazione di restringimento, chiudendo le aperture la forma che salta fuori è una tavola ridotta come dimensioni ma che non può più raddrizzarsi e rimane in una certa misura concava verso l'esterno.

6) è immediato vedere che se applico un ritiro maggiore in direzione radiale (più che altro corrisponderebbe ad una tavola che dopo essere stata lavorata acquista umidità e quindi si "espande" maggiormente in direzione tangenziale, succede l'opposto.

7) il metodo anche se rozzo restituisce una forma realistica, più di certi disegni. Ad esempio i bordi non dovrebbero piegarsi come nel disegno, e la curvatura che pare un arco di cerchio, dovrebbe avvicinarsi più a una parabola, come il collage effettivamente rende.

Le "parolone" come anisotropia o azimutale forse non convincono quanto una prova del genere, e forse ce ne sono pure di più semplici, non saprei...
Ultima modifica di orione il dom 14 set, 2014 02:21, modificato 1 volta in totale.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda gwood » lun 15 set, 2014 18:59

ora che si e' detto abbastanza sui ritiri e i modi di tagliare un tronco, se metto le foto di una tavola c'e' chi saprebbe dirmi
com'e' tagliata? (radiale di quarto ecc.)
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda mceolan » mar 16 set, 2014 07:52

LA STAGIONATURA DEL LEGNO

Il legno nell'albero contiene una quantità di acqua che in taluni casi puo' arrivare al 75% del suo peso umido. Dopo il taglio e la riduzione in tavole, esso perde gradatamente la sua umidità iniziale fino a equilibrarla con quella dell'ambiente in cui viene a trovarsi permanentemente. Durante questo processo di essicazione il legno subisce notevoli variazioni di volume per cui è impossibile usarlo come materiale da lavoro prima della sua adeguata stagionatura. L'essicazione del legno è la somma di due fenomeni: la prima, la circolazione dell'acqua al suo interno fino a equilibrarsi in tutte le sue fibre; la seconda, l'evaporazione dell'acqua influenzata dai fattori ambientali. L'essicamento all'aria aperta dei legnami è la pratica piu' semplice e piu' antica, essa consiste nell'esporre all'aria libera, riparato dalla pioggia e dal sole, il legno fino al raggiungimento di quel tasso di umidità per cui risulta in equilibrio medio con l'ambiente circostante. Il buon esito di questa pratica dipende: dalla cura con cui viene accatastato il tavolame, dalla disposizione delle cataste nel deposito e dal terreno sul quale queste vengono erette. Oggigiorno esistono particolari forni per accelerare la stagionatura in qualunque periodo dell'anno, però presentano qualche inconveniente: una eventuale leggera modifica nel colore e il pericolo di rovinare una forte quantità di pezzi per errori di condotta del processo di essicamento.

Immagine

I TAGLI DI UN TRONCO
La produzione del tavolame si effettua secondo metodi diversi, tenendo conto tanto dell'uso quanto del valore del materiale che si intende ottenere.

TAGLIO TANGENZIALE:
Questo metodo, dato il minimo costo di produzione, viene adottato per la quasi totalità del legname. Le tavole che si ottengono, però, non risultano di qualità e di aspetto costanti, perchè si differenziano sempre piu' tra loro, man mano ci si allontana dalla zona centrale del fusto. Mentre la tavola di mezzo mantiene diritto il proprio asse trasversale e presenta superfici con venature pressochè parallele, le altre tavole sono soggette a imbarcarsi e comportano vaste zone mediane con venature notevolmente diverse da quelle delle loro zone laterali, a seconda della conicità del fusto e della posizione delle tavole nel fusto stesso.

TAGLIO IN QUARTO E RADIALE:
Questi procedimenti di segazione non consentono di ridurre tutto il tronco in tavole mediante un solo passaggio alla sega multilame, perciò risultano piu' costosi di quelli ottenuti a tagli tangenziali. Il maggior costo però è compensato dalle migliorate caratteristiche di indeformabilità e di aspetto che il legname viene cosi' ad assumere. Le tavole ottenute secondo tali metodi risultano sempre meglio specchiate e saranno sempre meno soggette a imbarcarsi quanto piu' la direzione dei tagli sarà prossima a quella radiale. Tuttavia il taglio sul raggio rimane puramente teorico, perchè praticamente impossibile. L'adozione di uno dei sistemi di segazione descritti dipende dall'uso cui è destinato il materiale, uso che puo' far preferire il tavolame ricavato a tagli tangenziali a quello ricavato a tagli radiali.

DEFORMAZIONI DEL LEGNO
Il ritiro dimensionale del legno è un fenomeno inevitabile dovuto alla perdita d'acqua contenuta nell'albero in vita. Esso inizia quando l'umidità del legno scende al disotto del 30% circa del suo peso secco, cioè quando comincia a perdersi "l'acqua di saturazione" assorbita nelle pareti cellulari. In linea generale le essenze dure o pesanti si ritirano maggiormente di quelle tenere o leggere; il ritiro si ripercuote sulla dimensione e sulla forma dei pezzi essicati e l'intensità delle contrazioni varia a seconda delle specie legnose e a seconda delle direzioni anatomiche del legno. Buona parte degli inconvenienti, che si lamentano nell'impiego del legno, dipende dall'imbarcamento. Esso è connesso al ritiro ed è in stretta dipendenza della posizione delle tavole nel tronco; è dovuto alla notevole diversità di valori che esiste tra il ritiro tangenziale e quello radiale.

PROPRIETA' TENICHE DEI LEGNAMI
Dalla struttura del legno derivano le sue particolari proprietà e i suoi diversi caratteri, qualità determinanti per stabilire una giusta scelta degli usi a cui ogni specie di legname è meglio destinata, dei metodi di utilizzazione e dei mezzi piu' adatti alla sua lavorazione. In generale, i diversi caratteri che differenziano tra loro le qualità e le varie essenze legnose possono essere raggruppati come sotto specificato:

- Caratteri organolettici, cioè le proprietà di ordine estetico-figurativo come: colore, disegno, etc.

- Caratteri fisico-meccanici, cioè le proprietà di ordine fisico: densità, porosità, etc.

Proprietà principali che si richiedono ai legnami destinati all'ebanisteria sono: facilità di lavorazione

(attitudine al taglio e al buon pulimento), stabilità, aspetto.

La venatura deriva dal contrasto tra le zone tardive e quelle primaverili degli anelli annuali e puo' essere: marcata, evidente, a festoni; il colore, pur essendo, in linea di massima, peculiare per ogni essenza legnosa, ha tonalità notevolmente diverse tanto nelle stesse specie quanto in un medesimo tronco. La porosità è un fenomeno importante ai fini della tinteggiatura del legno; si imbevono i legni teneri piu' di quelli duri, i legni con raggi midollari piccoli piu' di quelli con grossi raggi, i legni senza resina piu' di quelli resinosi, le testate piu' delle superfici longitudinali, la zona primaverile degli anelli piu' di quella tardiva
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda orione » mer 17 set, 2014 16:44

Che siano moltissimi i fattori che incidono sulla "deformazione" sulla sua entità in ragione delle speci, dei trattamenti, dell'esemplare, che l'esperienza possa avere ragione della matematica e delle tabelle per certi manufatti, pure.
A mio avviso, l'esperienza è la capacità di scegliere tra molte regole e/o metodi, quali adottare per un particolare caso, e quali si possono considerare inappropriate. L'esperienza non deve essere autoreferenziale "si fa così perchè si è sempre fatto così (l'esperto, in particolare) e funziona". Se si fa così e funziona il motivo c'è, e può essere descritto e formalizzato con un modello. Per contro, l'appassionato della teoria, diciamo così, ha la tendenza ad applicare valore universale ad un modello, magari ipersemplificato, forse perchè è suo, trascurando il fatto che applicarlo ovunque può essere errato. Spesso, mi fa notare un amico, il modello, che ha normalmente una logica e una base dati, funziona male non a causa del "motore" ma della conoscenza troppo rada dell'oggetto sul quale va applicato. Un esempio è l'aumentata affidabilità delle previsioni metereologiche.
Non si dice certo che sia opportuno fare una risonanza magnetica ad ogni tronco per prevederne le deformazioni ed informare la segheria CAM su dove tagliare, per fare un mobile. Ma avrenmo detto ieri che per saper la temperatura fuori, oggi avremmo usato app che inoltrano la richiesta su una rete wireless, alla quale trasmette la posizione GPS coinvolgendo una cortina di satelliti, un software chissà dove trova la stazione meteo più vicina a te, legge la temperatura e te la manda? un esperto mette fuori il naso, guarda come condensa il fiato e te lo dice prima, ok, ma sulla temperatura di Melbourne il naso termometrico in questo emisfero non può dir nulla.

Immagine

Su quanto detto, non avendo esperienza, cerco di ragionare sui materiali e testi che girano. E resto spesso deluso da come si passa sopra a questioni a mio avviso importanti. Ad esempio questa figura è riportata in innumerevoli salse e contiene errori diversi da salsa a salsa. L'inclinazione cerchiata in verde secondo me è errata, ed il fatto di considerare due cose distinte un asse radiale a seconda che contenga il centro o no, pure.
Gli errori sui vecchi libri sono meno frequenti:

Immagine

Questo, a parte l'immagine capovolta :evil: , avrà credo un secolo, ma è molto più corretta e la figura 2 di SM_V02_D605_Cross_section_of_dried_lumber_2.jpg" class="postlink">questo è ancora più vecchia.

Che la fetta centrale debba assotigliarsi andando verso la periferia è evidente dalla preponderanza della componente tangenziale ed è un andamento progressivo, che deve essere presente anche sulle assi radiali che escludono il centro, il cambio di direzione degli spacchi (ex tagli) passando attraverso l'asse verticale mediano del tronco deve essere inferiore nei tagli lontani dal centro e pure l'ampiezza periferica dello spacco. Rivedendo la cosa, la forma pare più un iperbole (e non una parabola come avevo ipotizzato), e questo è evidente perchè lontano dal centro, al limite, sopravvive solo la componente tangenziale, che quindi non si incurva ulteriormente.
Si può pure giustificare con un cambio di coordinate.
Tende quindi ad avere il cambio di direzione al centro e poi lontano a diventare una retta, l'asintoto.
Indipendentemente da queste considerazioni che lasciano il tempo che trovano, è deludente constatare la scarsa cura posta nei libri "moderni" visto che apportare modifiche ad una figura nelle ristampe è oggi molto più semplice di una volta.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda vito » mer 17 set, 2014 19:08

orione ha scritto:Che siano moltissimi i fattori che incidono sulla "deformazione" sulla sua entità in ragione delle speci, dei trattamenti, dell'esemplare, che l'esperienza possa avere ragione della matematica e delle tabelle per certi manufatti, pure.
A mio avviso, l'esperienza è la capacità di scegliere tra molte regole e/o metodi, quali adottare per un particolare caso, e quali si possono considerare inappropriate. L'esperienza non deve essere autoreferenziale "si fa così perchè si è sempre fatto così (l'esperto, in particolare) e funziona". Se si fa così e funziona il motivo c'è, e può essere descritto e formalizzato con un modello. Per contro, l'appassionato della teoria, diciamo così, ha la tendenza ad applicare valore universale ad un modello, magari ipersemplificato, forse perchè è suo, trascurando il fatto che applicarlo ovunque può essere errato. Spesso, mi fa notare un amico, il modello, che ha normalmente una logica e una base dati, funziona male non a causa del "motore" ma della conoscenza troppo rada dell'oggetto sul quale va applicato. Un esempio è l'aumentata affidabilità delle previsioni metereologiche.
Non si dice certo che sia opportuno fare una risonanza magnetica ad ogni tronco per prevederne le deformazioni ed informare la segheria CAM su dove tagliare, per fare un mobile. Ma avrenmo detto ieri che per saper la temperatura fuori, oggi avremmo usato app che inoltrano la richiesta su una rete wireless, alla quale trasmette la posizione GPS coinvolgendo una cortina di satelliti, un software chissà dove trova la stazione meteo più vicina a te, legge la temperatura e te la manda? un esperto mette fuori il naso, guarda come condensa il fiato e te lo dice prima, ok, ma sulla temperatura di Melbourne il naso termometrico in questo emisfero non può dir nulla.

Immagine

Su quanto detto, non avendo esperienza, cerco di ragionare sui materiali e testi che girano. E resto spesso deluso da come si passa sopra a questioni a mio avviso importanti. Ad esempio questa figura è riportata in innumerevoli salse e contiene errori diversi da salsa a salsa. L'inclinazione cerchiata in verde secondo me è errata, ed il fatto di considerare due cose distinte un asse radiale a seconda che contenga il centro o no, pure.
Gli errori sui vecchi libri sono meno frequenti:

Immagine

Questo, a parte l'immagine capovolta :evil: , avrà credo un secolo, ma è molto più corretta e la figura 2 di SM_V02_D605_Cross_section_of_dried_lumber_2.jpg" class="postlink">questo è ancora più vecchia.

Che la fetta centrale debba assotigliarsi andando verso la periferia è evidente dalla preponderanza della componente tangenziale ed è un andamento progressivo, che deve essere presente anche sulle assi radiali che escludono il centro, il cambio di direzione degli spacchi (ex tagli) passando attraverso l'asse verticale mediano del tronco deve essere inferiore nei tagli lontani dal centro e pure l'ampiezza periferica dello spacco. Rivedendo la cosa, la forma pare più un iperbole (e non una parabola come avevo ipotizzato), e questo è evidente perchè lontano dal centro, al limite, sopravvive solo la componente tangenziale, che quindi non si incurva ulteriormente.
Si può pure giustificare con un cambio di coordinate.
Tende quindi ad avere il cambio di direzione al centro e poi lontano a diventare una retta, l'asintoto.
Indipendentemente da queste considerazioni che lasciano il tempo che trovano, è deludente constatare la scarsa cura posta nei libri "moderni" visto che apportare modifiche ad una figura nelle ristampe è oggi molto più semplice di una volta.



tutte e due le immagini possono essere esatte e tutte e due sbagliate. se parliamo di abete rosso sono esatte. ma se parliamo di cedro del libano sono sbagliate entrambe. come per il cipresso. il castagno invece tende a stare fermissimo se sfettato e lasciato in pace per una decina di anni.... i teorici dovrebbero venire in segheria e falegnameria prima di fare modelli a caso.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda orione » mer 17 set, 2014 20:34

vito ha scritto:
tutte e due le immagini possono essere esatte e tutte e due sbagliate. se parliamo di abete rosso sono esatte. ma se parliamo di cedro del libano sono sbagliate entrambe. come per il cipresso. il castagno invece tende a stare fermissimo se sfettato e lasciato in pace per una decina di anni.... i teorici dovrebbero venire in segheria e falegnameria prima di fare modelli a caso.


Si, ma da non teorico, non falegname, constato che la prima non può essere giusta neanche se fosse l'albero della cuccagna perché è viziata da un'incoerenza interna: ovvero se la fetta centrale si assottiglia andando a destra verso la periferia (fra l'altro il calo è disegnato molto marcato) la fetta radiale immediatamente a destra dovrebbe riprendere l'andamento. Inoltre l'asse con taglio "bastardo" messa in verticale nella sua parte in basso dovrebbe avere un andamento simile al quadrotto dirimpettaio cioè avere l'inclinazione dall'altra parte.
Poi si può dire che sono pignolerie, ma se si mette uno schema, deve essere corretto, altrimenti è dannoso IMHO

PS mi sorge un dubbio: gli autori/disegnatori di questi testi/figure in che categoria li mettiamo? I divulgatori sono teorici? le categorie si ramificano pericolosamente ;-) per distinguerli bisognerebbe che i falegnami o quelli delle segherie, andassero nelle facoltà di scienze dai forestali, dai botanici.... ;-)
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