Movimenti Stagionali

Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda Cartouche » gio 04 set, 2014 23:30

albertone ha scritto:attenzione a non confondete permeabilita con ritiro-rigonfiamento. Comunque sono concetti asssodati e riportati su tutti i manuali ed in diversi articoli anche su legnolab per restare in casa nostra


Dopo tutti questi anni, sono arrivato alla conclusione che delle tabelle, quando si parla di movimento stagionale, non ci si può fidare.
Puoi avere una tavola di tiglio che si muove meno di una di faggio e poi hai un'altro faggio che si muove meno del tiglio.
Come ho già detto sopra, le varianti sono troppe.
L'andare a orecchio mi ha sempre salvato ... fin'ora :risata:

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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda Giannone » ven 05 set, 2014 05:52

Cartouche ha scritto:

Dopo tutti questi anni, sono arrivato alla conclusione che delle tabelle, quando si parla di movimento stagionale, non ci si può fidare.
Puoi avere una tavola di tiglio che si muove meno di una di faggio e poi hai un'altro faggio che si muove meno del tiglio.
Come ho già detto sopra, le varianti sono troppe.
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Non solo a te :oops:
:inchino:

Mai fatto un calcolo con tabelle o simili, mai visto un falegname di famiglia farlo, mai visto un collega o conoscente farlo.
La maggior parte delle volte l'esperienza ( "l'orecchio" di Aurelio) permette ottimi risultati, e qualche volta produce piccoli disallineamenti, spaccature porte che non chiuduno bene o altro, che ogni persona o falegname affronta da centinaia di anni, correggendo o lasciando così come è.
Naturalmente io parlo di costruzione di mobilio. Per altre cose non so.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda cosimocs » ven 05 set, 2014 07:05

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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda homofaber » ven 05 set, 2014 07:29

Cartouche ha scritto:
albertone ha scritto:attenzione a non confondete permeabilita con ritiro-rigonfiamento. Comunque sono concetti asssodati e riportati su tutti i manuali ed in diversi articoli anche su legnolab per restare in casa nostra


Dopo tutti questi anni, sono arrivato alla conclusione che delle tabelle, quando si parla di movimento stagionale, non ci si può fidare.
Puoi avere una tavola di tiglio che si muove meno di una di faggio e poi hai un'altro faggio che si muove meno del tiglio.
Come ho già detto sopra, le varianti sono troppe.
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...è un po come bucare il budello per far uscire l'aria....., qualcuno pensava invece che bucandolo ...entrasse...ahahahahaha :marameo:
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda vito » gio 11 set, 2014 22:15

Cartouche ha scritto:Marco,

Lo stress subito dal legno durante la piallatura di testa non è, senza dubbio, la causa dell'imbarcamento.
Secondo me è sempre una questione di umidità e della sua distribuzione nella tavola, ci saran movimenti fin che non ci sarà un equilibrio di questa umidità su tutta la tavola (forse).
Dopo di che il movimento rimarrà ma solo nelle dimensioni.
Spero di esserti stato d'aiuto.

A.

anni buttati....... altro che maestro :mrorange: . allora l'umidita conta solo entro i primi anni di vita della tavola poi quello che conta è il decadimento organico. dentro le tavole ci sono tante cordicelle (fibre ) che tirano in tutte le direzioni. sono quelle a provocare le imbarcature e tutte le deformazioni alle tavole dopo ogni lavorazione. ad ogni asportazione le fibre si riassettano e si rimettono in tiro ma mancando opposizione, quelle più forti vincono su quelle più deboli e la tavola si ritorce. per questo ci vuole occhio e non c'è tabella che serva. l'umidita agisce SOLO nel mischiare questi movimenti di fibra con quelli di espansione e restringimento delle cellule. quindi un legno asciutto NON VUOL DIRE CHE SIA STAGIONATO. appunto stagionato vuol dire che abbia trascorso un pò di stagioni e che abbia avuto un minimo di decadimento organico in modo tale da rendere le fibre più docili e questo solo il tempo lo da. oppure la cottura del legno a una temperatura superiore ai 90 gradi centigradi...... sono processi ben noti e mi meraviglio che qui non si conoscano. è la base della falegnameria.
Ultima modifica di vito il gio 11 set, 2014 22:27, modificato 1 volta in totale.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda vito » gio 11 set, 2014 22:19

homofaber ha scritto:...mi collego al discorso...
come quantificare il movimento di una tavola larga 20 cm di castagno perfettamente essiccato (nella peggiore ipotesi...) che insieme ad altre costituirà la facciata di un portone esterno?
diciamo 15 mm?!


se è stagionato al massimo 4 mm.... in circa 100 anni. il castagno è uno dei legni più stabili che ci siano. che sia cresciuto in montagna o in città cambia poco. il suo peso specifico varia di poco quindi la sua densità. di contro è forse uno dei legni che gonfia di più , insieme al rovere. per questo usato nella costruzione di tini e botti. la storiella del tannino che entra nel vino è una bufala, le botti sono paraffinate all'interno quindi non c'è contatto tra il legno e il vino e una botte dopo 2 anni viene cambiata. esattamente quando perde la paraffina. si sceglie rovere o castagno proprio perchè dilatano tanto stringono all'interno dei cerchi di ferro diventando quasi impermeabili. quello che traspira è una piccola quantita di acqua.... le botti che rilasciano tannino fanno rovinare il vino entro 8 mesi al massimo. lo sanno benissimi i vinicoltori che trasferiscono il vino in bottiglia proprio per evitare questo pericolo. che dire di più....la cosa da fare è osservare bene ed accuratamente il legno. io consiglio di usare i cunei da spacco per imparare queste cose. solo usando i cunei e osservando cio che ne viene fuori si fa esperienza. prendete pezzi di legno di qualsiasi tipo e spaccateli con uno scalpello o un cuneo. vedrete che è difficilissimo azzeccare dove cadrà lo spacco e come si dirigerà... quando sarete in grado ci capirlo allora sarete dei veri falegnami. gli utensili manuali aiutano molto in questo. per questo insisto a dire che chi comincia , DEVE COMINCIARE CON GLI UTENSILI A MANO.
Ultima modifica di vito il gio 11 set, 2014 22:36, modificato 1 volta in totale.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda Ascariddu » gio 11 set, 2014 23:15

vito ha scritto:

se è stagionato al massimo 4 mm.... in circa 100 anni. il castagno è uno dei legni più stabili che ci siano. che sia cresciuto in montagna o in città cambia poco. il suo peso specifico varia di poco quindi la sua densità. di contro è forse uno dei legni che gonfia di più , insieme al rovere. per questo usato nella costruzione di tini e botti. la storiella del tannino che entra nel vino è una bufala, le botti sono paraffinate all'interno quindi non c'è contatto tra il legno e il vino e una botte dopo 2 anni viene cambiata. esattamente quando perde la paraffina. si sceglie rovere o castagno proprio perchè dilatano tanto stringono all'interno dei cerchi di ferro diventando quasi impermeabili. quello che traspira è una piccola quantita di acqua.... le botti che rilasciano tannino fanno rovinare il vino entro 8 mesi al massimo. lo sanno benissimi i vinicoltori che trasferiscono il vino in bottiglia proprio per evitare questo pericolo. che dire di più....la cosa da fare è osservare bene ed accuratamente il legno. io consiglio di usare i cunei da spacco per imparare queste cose. solo usando i cunei e osservando cio che ne viene fuori si fa esperienza. prendete pezzi di legno di qualsiasi tipo e spaccateli con uno scalpello o un cuneo. vedrete che è difficilissimo azzeccare dove cadrà lo spacco e come si dirigerà... quando sarete in grado ci capirlo allora sarete dei veri falegnami. gli utensili manuali aiutano molto in questo. per questo insisto a dire che chi comincia , DEVE COMINCIARE CON GLI UTENSILI A MANO.


Io invece dico che Il tannino e altri aromi ,tipo la vanillina che è un' altra sostanza presenta nel legno, entrano eccome nel vino,altro che storielle e bufale.
Altrimenti come si spiega il voler mettere il mosto nel legno piuttosto che nel metallo?
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda masterbeat » gio 11 set, 2014 23:57

Ma veramente, per quello che io posso sapere, le cose non stanno cosi.
Degli impiegati, di un grosso produttore di vino, non faccio nomi, (Conte Tasca D'Almerita) mi ha riferito che si mette il vino nelle botti di rovere e/o castagno prprio par fare avvenire il trasferimento di tannino.
Infatti, nelle grandi aziende produttrici di vino, dopo 3 max 5 anni le botti vengono cambiate con le nuove.
Proprio perche' perdono questa facolta'.
E' chiaro che ci sono delle procedure da seguire.

Io proprio l'anno scorso sono anadato in cantina, di cui sopra, e mi sono portato una botte di rovere, che era stata messa fuori proprio per questi motivi.

Ho messo il mio mosto e ne e' venuto fuori un gran vino. Non paragonabile al vecchio inquilino di quella botte naturalmente. :lol:



p.s. Magari le proprieta' di assorbimento dell'acqua e le capacit' di resistenza di questi legni, fanno anche la differenza.
Ultima modifica di masterbeat il gio 11 set, 2014 23:59, modificato 1 volta in totale.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda Ortica » ven 12 set, 2014 01:24

Asca e Masterbeat,
Non andate a contraddire il Vito che lui le sa le cose !
Infatti, il termine francese "barriqué" tradotto in italiano è paraffinato ! :marameo:

Le botti di legno ormai le fanno solo per far vedere ai turisti, il vino viene stagionato in contenitori di plastica.
Paraffinata però ... Paraffinata !

:marameo:

:risata: :risata: :risata:

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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda masterbeat » ven 12 set, 2014 09:25

Questi benedetti tannini.

Dunque:
Bevete un bel bicchiere di vino di quello buono, con un bel rosso.
Sentite quella sensazione di ruvido che vi asciuga e vi da un senso di astringimento al palato?

Bene, quella sensazione è tutta dovuta alla loro presenza.
infatti queste "sostanze" sono forse i principali elementi che caratterizzano il vino che si dividono in tannini endogeni e tannini esogeni, i primi vengono dalle bucce degli acini e i secondi sono quelli che passano dal legno (delle botti) al vino e sono contenuti nelle fibre dei legni.
Nel vino i tannini sono presenti per diversi fattori ma il loro utilizzo primario è previsto per dare sostanza e profumi di vaniglia, cioccolato, pepe ecc. e più il vino è rimasto a contatto con le bucce e... il legno, più questi saranno evidenti.
I tannini, inoltre, svolgono un’importante funzione nella stabilizzazione del colore e fungono anche da antiossidanti naturali. Col tempo decadono, si ammorbidiscono e il vino diventa meno rustico e più bevibile.
E' chiaro che è tutta una questione di gusti.


Chiaramente, quanto detto, non è tutta farina del mio sacco, ho dovuto sbirciare qua e là nella rete. :lol:



Uno può anche dire: Che centra tutto questo con i movimenti del legno?

C'entra c'entra, infatti nel mese di settembre avviene un specie di pellegrinaggio dagli appartamenti alle cantine, per rifornirsi di una buona dose di Vino di quello buono.

Di conseguenza le botti si spostano. :risata:
Ultima modifica di masterbeat il ven 12 set, 2014 09:27, modificato 1 volta in totale.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda Ascariddu » ven 12 set, 2014 11:00

Ortica ha scritto:Asca e Masterbeat,
Non andate a contraddire il Vito che lui le sa le cose !


:marameo:

:risata: :risata: :risata:

Carletto

Davvero! :-) :lol:
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda albertone » ven 12 set, 2014 11:04

Cartouche ha scritto:
albertone ha scritto:attenzione a non confondete permeabilita con ritiro-rigonfiamento. Comunque sono concetti asssodati e riportati su tutti i manuali ed in diversi articoli anche su legnolab per restare in casa nostra


Dopo tutti questi anni, sono arrivato alla conclusione che delle tabelle, quando si parla di movimento stagionale, non ci si può fidare.
Puoi avere una tavola di tiglio che si muove meno di una di faggio e poi hai un'altro faggio che si muove meno del tiglio.
Come ho già detto sopra, le varianti sono troppe.
L'andare a orecchio mi ha sempre salvato ... fin'ora :risata:

A.



sono d'accordo, le tabelle servono solo per dare dati indicativi e per spiegare i fenomeni,
la variabilità esiste, eccome!
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda albertone » ven 12 set, 2014 11:06

d'accordissimi,
i calcoli erano solo per dare una dimensione, ed una risposta reale, alle domande

non è necessario farli, nè tantomeno conoscerli, per fare un mobile o una porta!











Giannone ha scritto:
Cartouche ha scritto:

Dopo tutti questi anni, sono arrivato alla conclusione che delle tabelle, quando si parla di movimento stagionale, non ci si può fidare.
Puoi avere una tavola di tiglio che si muove meno di una di faggio e poi hai un'altro faggio che si muove meno del tiglio.
Come ho già detto sopra, le varianti sono troppe.
L'andare a orecchio mi ha sempre salvato ... fin'ora :risata:

A.


Non solo a te :oops:
:inchino:

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La maggior parte delle volte l'esperienza ( "l'orecchio" di Aurelio) permette ottimi risultati, e qualche volta produce piccoli disallineamenti, spaccature porte che non chiuduno bene o altro, che ogni persona o falegname affronta da centinaia di anni, correggendo o lasciando così come è.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda albertone » ven 12 set, 2014 11:12

ciò che provoca l'imbarcamento è l'umidità del legno e le sue vairazioni. su questo non esiste alcun dubbio....
altre deformazioni possono essere dovuteanche a fenomeni simili a quelli che descrivi. (tipo le tensioni interne), ma l'imbarcamento proprio no.
i trattamenti termici che descrivi stabilizzzano il legno proprio perchè rendono più difficile la penetrazione dell'acqua all'interno





.

anni buttati....... altro che maestro :mrorange: . allora l'umidita conta solo entro i primi anni di vita della tavola poi quello che conta è il decadimento organico. dentro le tavole ci sono tante cordicelle (fibre ) che tirano in tutte le direzioni. sono quelle a provocare le imbarcature e tutte le deformazioni alle tavole dopo ogni lavorazione. ad ogni asportazione le fibre si riassettano e si rimettono in tiro ma mancando opposizione, quelle più forti vincono su quelle più deboli e la tavola si ritorce. per questo ci vuole occhio e non c'è tabella che serva. l'umidita agisce SOLO nel mischiare questi movimenti di fibra con quelli di espansione e restringimento delle cellule. quindi un legno asciutto NON VUOL DIRE CHE SIA STAGIONATO. appunto stagionato vuol dire che abbia trascorso un pò di stagioni e che abbia avuto un minimo di decadimento organico in modo tale da rendere le fibre più docili e questo solo il tempo lo da. oppure la cottura del legno a una temperatura superiore ai 90 gradi centigradi...... sono processi ben noti e mi meraviglio che qui non si conoscano. è la base della falegnameria.
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Re: Movimenti Stagionali

Messaggioda vito » ven 12 set, 2014 13:18

contenti voi....... i tannini vengono assorbiti se il legno non è paraffinato. difatti nelle cisterne delle grosse cantine ci si butta la segatura di castagno... ecc ecc.... ma neanche questo si può dire. ora voi lavorate come credete, ma io non ho fenomeni di imbarcamento da almeno 10 anni. cioè da quando faccio stagionare personalmente il mio legno. il resto chiacchiere al vento. ciao belli.
l'ho spiegato 100 volte e mi sono stufato.
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