Il portone, veramente malconcio e impallinato da qualche cacciatore inesperto, è di larice scavatissimo, ed io per riuscire a dare un po di struttura alle fibre, ho pensato di chiedere informazioni al più antico maestro vivente della scuola Ricchino
4 parti di cera vergine d'api
1 parte di paraffina
2 parti di trementina veneta (è una resina mielosa difficile da reperire)
3 parti di olio di lino cotto
acqua ragia, che io ho messo in abbondanza per evitare la solidificazione delle cere nelle fibre troppo profonde e comunque, come dice lui, la diluizione si fa passo passo in base all'esigenza.
Si stende una soluzione più fluida la prima mano e un totale utile di tre.
Per evitare poi che le stesse cere sbianchino ho aggiunto un pizzico di anilina ai grassi color bruno noce.
Il tutto viene cucinato e mantenuto durante tutta la lavorazione a bagnomaria.
Incrocio le dita e spero che funzioni
Ciao Stefano
