corydoras ha scritto:Immaginate di prendere un po' di cannucce e di legarle tutte insieme. Se mettete sul tornio tra le punte le teste delle cannucce (dove si beve) avrete il legno lungo vena e quando scaverete lo farete di testa. Viceversa mettendole di lato avrete le cannucce di traverso e scaverete di traverso.
maranno ha scritto:omega300 ha scritto:maranno ha scritto:Non per contraddire, ma solo per capire, si vede chiaramente che la vena è parallela, e che l'azione in quel punto era di scavo in risalita, quindi a ragion di logica la fibra lunga stava sotto a quella corta, non vedo nessun errore, a meno che a volte si debba andare contro la teoria.
Ciao Max
No no, Max, legno traverso...derivato da una tavola di frassino di 6 cm di spessore.
Scusa se insisto, io la vena la vedo parallela, oppure fino adesso non ho capito un accidente, io ho sempre inteso così
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Ciao Max
maranno ha scritto:corydoras ha scritto:Immaginate di prendere un po' di cannucce e di legarle tutte insieme. Se mettete sul tornio tra le punte le teste delle cannucce (dove si beve) avrete il legno lungo vena e quando scaverete lo farete di testa. Viceversa mettendole di lato avrete le cannucce di traverso e scaverete di traverso.
E nella foto come le vedi le cannuccie ? dritte o di traverso ?
omega300 ha scritto:maranno ha scritto:omega300 ha scritto:maranno ha scritto:Non per contraddire, ma solo per capire, si vede chiaramente che la vena è parallela, e che l'azione in quel punto era di scavo in risalita, quindi a ragion di logica la fibra lunga stava sotto a quella corta, non vedo nessun errore, a meno che a volte si debba andare contro la teoria.
Ciao Max
No no, Max, legno traverso...derivato da una tavola di frassino di 6 cm di spessore.
Scusa se insisto, io la vena la vedo parallela, oppure fino adesso non ho capito un accidente, io ho sempre inteso così
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Ciao Max
Max, è la foto che inganna...quella che tu hai segnato come vena parallela in realtà è la sezione del legno, quindi, non si tratta di vena ma di cerchi concentrici del tronco.
pinella ha scritto:Io faccio confusione nel coricare le fibre, a volte mi fermo e accarezzo il legno per capire meglio. Se ho ben capito sul legno di traverso, se si deve scavare, si procede dall'esterno verso l'interno, ma se si deve fare una forma tondeggiante, come il fondo esterno di una ciotola, si deve tornire dal centro verso l'esterno. E' così?
omega300 ha scritto:corydoras ha scritto:Giampiero, In quel punto dove hai piantato stavi risalendo la vena, se osservi la disposizione e la forma che stavi dando si può equiparare ad una ciotola "quadrata" quindi, legno traverso, scavo dall'esterno verso l'interno, con sgorbia a scavare. Differente invece per la parte del corpo che essendo come la parte esterna di una ciotola va tornita dal centro verso l'esterno. Questo almeno per ottenere lo schiacciamento della fibra e di conseguenza una finitura migliore. Ciò non toglie che su alcuni legni uno strumento affilato e presentato correttamente di possa usare anche controvena, la finitura ne risentirà ma sarà più agevole lavorare. Purtroppo il frassino non è un legno che ti perdona.
Ora potresti eseguire un manta ray alla Terry scott, cioè lasciare tre punte che guardano verso l'alto e una verso il basso tenendo la meno rovinata.
E' così Richard, uso non corretto della sgorbia. Eppure lo sapevo che con legno traverso dovevo scavare dall'esterno verso l'interno. Il problema è che anche scavando dall'esterno verso l'interno avvertivo degli strappi che mi facevano preoccupare, ciò era dovuto, forse, al fatto che non "sentivo" la sgorbia sul legno, considerato l'esiguo spessore e le dimensioni delle punte. Per questo ho voluto provare diversamente, sbagliando.
Ho visto un lavoro di Terry Scott, molto bello ma, per me, difficile da realizzare...e poi ci sarebbe anche il problema della presenza del solco che divide le punte e che sul lavoro di Scott non c'è.
Cecco ha scritto:omega300 ha scritto:corydoras ha scritto:Giampiero, In quel punto dove hai piantato stavi risalendo la vena, se osservi la disposizione e la forma che stavi dando si può equiparare ad una ciotola "quadrata" quindi, legno traverso, scavo dall'esterno verso l'interno, con sgorbia a scavare. Differente invece per la parte del corpo che essendo come la parte esterna di una ciotola va tornita dal centro verso l'esterno. Questo almeno per ottenere lo schiacciamento della fibra e di conseguenza una finitura migliore. Ciò non toglie che su alcuni legni uno strumento affilato e presentato correttamente di possa usare anche controvena, la finitura ne risentirà ma sarà più agevole lavorare. Purtroppo il frassino non è un legno che ti perdona.
Ora potresti eseguire un manta ray alla Terry scott, cioè lasciare tre punte che guardano verso l'alto e una verso il basso tenendo la meno rovinata.
E' così Richard, uso non corretto della sgorbia. Eppure lo sapevo che con legno traverso dovevo scavare dall'esterno verso l'interno. Il problema è che anche scavando dall'esterno verso l'interno avvertivo degli strappi che mi facevano preoccupare, ciò era dovuto, forse, al fatto che non "sentivo" la sgorbia sul legno, considerato l'esiguo spessore e le dimensioni delle punte. Per questo ho voluto provare diversamente, sbagliando.
Ho visto un lavoro di Terry Scott, molto bello ma, per me, difficile da realizzare...e poi ci sarebbe anche il problema della presenza del solco che divide le punte e che sul lavoro di Scott non c'è.
Seguendo lo sviluppo della discussione,vedo che avete già sviscerato la problematica.
Sicuramente quando si tornisce in queste situazioni è importante un approccio molto delicato e una velocità elevata di rotazione ( nell'unità di tempo la sgorbia " vedrà" più superficie e questo permetterà di evitare l'affondamento indesiderato della sgorbia).
Mentre considero corretta la scelta del legno traverso ( in questo tipo di lavori l'uso di legno parallelo, concettualmente errato,avrebbe portato allo sbriciolamento delle ali,visto che si sarebbero recise tutte le fibre "portanti") sono poco propenso all'uso di legno con fibratura larga: la differenza di densità,sensibile,aumenta la possibilità di differenza di elasticità fra le varie zone che rischiano di presentarsi in modo ondivago al taglio.
Personalmente opterei per legni decisamente più compatti ed omogenei.
mareaperto ha scritto:Complimenti Giampiero per l'idea e dell'occasione di seguire una lezione di tornitura.
Molto interessante
Sempre!!!
un salutone
pinella ha scritto:Grazie a te, Giampiero, abbiamo potuto chiarire molti dubbi!
Ricordati che tutti piantiamo, ma questo ci serve per migliorare. Il pezzo cerca di recuperarlo, magari togliendo le ali inferiori, e lasciando quelle superiori, ti puoi ispirare al lavoro di Massimo, anche se lui è partito da un cubo, e le tre punte sono più suggestive di quattro, ma almeno lo salvi.
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Se invece riesci a recuperare una punta inferiore, potresti provare a fare una sorta di ala, una punta verso l'alto e una verso il basso