Nella falegnameria, come in tanti altri mestieri, c'è un sacco di poesia...e forse è anche per questo che è il mio mestiere.
Tuttavia bisogna capire lo scopo di ciò che si fa.
C'è una differenza abissale traun lavoro fatto per diletto e uno fatto per "dovere"...se poi il lavoro fatto per diletto te lo pagano profumatamente uno ha fatto bingo!
Paul Sellers, che stimo per la sua praticità e pragmaticità più ancora che per la sua manualità(pur eccellente), è uno che di code di rondine ne ha fatte delle migliaia nella sua carriera. Ormai le fa ad occhi chiusi, certo magari non saranno perfette come quelle di Cosman; sono ben fatte, funzionali, solide...insomma il livello giusto per la maggiorparte dei casi in cui potrebbero fare code.
Mi pare che Sellers in quel piccolo video (oltretutto poco attendibile: solo due code, legno sottile e morbido, piallatina finale delle teste con taglio aggressivo per mascherare i difettucci, ecc) ci mostri una cosa molto semplice: la differenza tra lavoro e hobby. Quelle code andranno alla grande per un cassetto di un comò!
Non servono attrezzi supercostosi, ne coltelli da traccio laminati, nè dime astronomiche. L'inclinazione delle code si fa ad occhio, certo le prime della sua vita le avrà segnate anche lui, la distanza dai bordi e tra una coda e l'altra ad occhio pure quelle.
Ok in fondo è bello (

per me in primis) stare a disquisire per due pagine, cercando spaccare il capello in quattro parlando di linee di tracciatura, posizione delle dita sul pezzo, angolo di taglio, ecc...
Tuttavia in anni di lavoro mi sono accorto che l'approccio che ha Sellers per un hobbista è più gratificante: lui ti insegna a tirare fuori il meglio usando i due ferri vecchi che hai per mano. Dopo uno fa sempre in tempo a migliorare le proprie capacità...e il parco giochi
