Si inizia con delle barrette (credo 10x10mm) tagliate alla giusta misura con una trancia semiautomatica.
Le estremità delle barrette vengono poi arroventate al calor rosso per ammorbidirle.
Si passa quindi alla pressa. All'interno vi sono diverse forme. La pressa si abbassa e, tramite due matrici, una superiore ed una inferiore, stampa il rifloir nella forma voluta.
La rifinitura comincia dalla sbavatura e dalla sagomatura del manico che, da quadrato, diviene esagonale con due rastremature in prossimità delle lame. Il pezzo di ferro inizia un'operazione di dimagrimento che, a fine lavorazione, lo porterà a perdere circa la metà del peso iniziale.
Le palette del rifloir vengono ripulite con un nastro meno aggressivo. Qui vediamo la lavorazione di una forma a foglia. Piatta da una parte e semitonda sull'altra.
I vari stadi della lavorazione. Contando anche il taglio iniziale, siamo già a sei steps.
Inizia l'intaglio dei denti, la picchiettatura. il rifloir è bloccato su di un "cuscino" in piombo per non rovinare la dentatura. Prima di effettuare l'incisione con un bulino in metallo duro, la superficie da lavorare viene lievemente lubrificata con una mistura di grassi naturali che la ditta produce in proprio da decenni (segreto industriale!). Si procede in diagonale spostando il bulino e assestando colpi ben calibrati e costanti.
Per i tagli più sottili è d'obbligo l'uso di una lente d'ingrandimento.
La serie di lavorazioni completa. Dopo l'intaglio la raspa subisce ancora tre trattamenti: la tempra, la sabbiatura e un'oliatura che preserva il metallo dalla ruggine. in tutto si arriva ad una decina di operazioni.
In quest'ultima foto vedete un durometro in scala Rockwell. I singoli lotti vengono controllati a campione per controllare se rispondono alle specifiche.
Spero di essere stato chiaro e, sopratutto, di non avervi annoiato. Se avete domande non esitate. Per quel poco che so cercherò di rispondere.

