Ragazzi, non sono stato proprio bravo.
Ho inizialmente dato una sgrossata con la motosega, poi ho fatto delle prove di centraggio per il mio platorello autocostruito (è il più grande che ho).
Ho anche bombato un po l'altro lato, visto che in fase di abbattimento non ne era uscita una fetta di spessore uniforme. In teoria questa avrebbe dovuto essere il fondo della ciotola.
Ho fissato il platorello con 8 viti 5x50 e montato il tutto sul mio tornietto. Ho dovuto morsettarlo al banchetto e comunque tenerlo fermo con una mano, perchè saltellava come un capretto. Non ricordo chi ha detto (forse lo zio sbucc?) che un tornio piccolino vale quanto il bancone sul quale è fissato, ma ha ragione da vendere
Iniziato lo sgrossamento e fatto la presa mandrino sul lato dove c'era più "materiale" consistente. Purtroppo come si vede la parte centrale è quella dove convergono le tre inclusioni di corteccia; credo sia questo il motivo per il quale il pezzo mi si squilibrava in continuazione durante la tornitura e sono stato costretto a riprenderlo più volte.
Preso il pezzo tra le griffe del mandrino e completato lo sgrossamento, fino a che il punto dove agiva la contropunta si è frantumato, senza conseguenze.
Il pezzo include, oltre ai tre midolli spugnosi, anche un vecchio ramo morto ed un altra crepa oltre a quella a raggera.
Finalmente ho iniziato lo scavo.
ho proseguito fino ad avere uno spessore su tutta la ciotola di meno di un centimetro.
Ora ho messo tutto in un bidone assieme ai suoi trucioli bagnati (che doccia!

)
Domande:
Uno spessore del genere (siamo sugli 8 mm) può andare?
Quanto devo lasciarlo li?
Sempre che non si spacchi prima, poi che ci faccio

? Nel senso, la fase rischiosa di esplosione, è passata o è quella prossima?
Prometto che stavolta vi ascolto
