ciao a tutti, torno sull'argomento dopo un po' per aggiornarvi. In questo periodo sono riuscito ad andare alla Bassoli e Barrie ad acquistare alcune raspe, che poi sono rimaste ignominiosamente a giacere più di un mese a causa di una temporanea inabilità dell'utilizzatore
però, a lasciare lì un pacchetto inutilizzato mi sentivo veramente in colpa, e così le ho portate all'incontro che si è tenuto da Mario a Delebio, dove sono state testate in maniera estensiva da gente che ci capisce (e anche no, come il sottoscritto). Un bel numero di persone (tutti) per tutta la giornata si è avvicinato agli strumenti, li ha presi in mano, e li ha testati sui vari pezzi di legno presenti in giro per il laboratorio, perlopiù durissimo rovere e filaccioso okumè.
La cosa bella è che la maggioranza delle persone ha lanciato dei fischi di ammirazione durante i primi secondi in cui aveva le raspe in mano, ma io mi sono concentrato a raccogliere le impressioni successive: i commenti sono stati pressochè uniformi, e rivolti soprattutto alla buona fattura degli attrezzi e alla velocità di lavoro. Come informazione da parte dei costruttori, poi verificata sul campo, la superficie delle raspe è lucidata prima dell'incisione dei denti, come di fa (o si dovrebbe fare) con le lime, proprio per formare con precisione il dente stesso. La disposizione dei denti segue perfettamente la forma del corpo (cosa impossibile con la fabbricazione a macchina) dando così vita ad uno strumento di estrema precisione: il risultato dei colpi sul legno è prevedibile e ripetibile, l'asportazione è costante e non ha mai solchi singoli che eccedono la profondità dell'asportazione complessiva. Questo fa sì che, lavorando con la parte piatta, sia possibile procedere in maniera controllata, con ogni colpo che risulta uguale al precedente, e senza bisogno alcuno di aggiustamento finale, quando si tende ad usare altri attrezzi in maniera più dolce; qui, finito un qualsiasi colpo, la superficie è già finita (relativamente alla grana di cui stiamo parlando, naturalmente). lavorando con la parte semitonda, l'asportazione diventa invece corposa ed aggressiva, ma il legno non viene rovinato o spezzato dall'azione dei denti, bensì tagliato pressochè di netto. Anche in questo caso il risultato dell'utilizzo è ottimo, mostrando una quasi totale assenza di fibre strappate in qualsiasi senso di vena ed una precisione di utilizzo con qualsiasi parte della raspa: per sagomare si può usare indifferentemente il corpo, la punta, e senza alcun problema anche il fianco.
io stavo solo attento che nessuno, preso dall'entusiasmo, provasse a raspare qualche pezzo di ferro...
qualche foto:
EDIT: queste brevi righe prendono in considerazione due delle tre raspe presenti, una raspa grande da sgrosso ed una cabinet con taglio più delicato.
la terza, ovvero l'"oggetto misterioso" seguirà nei prossimi giorni... appena ho tempo.
però è un'innovazione mica da ridere