Il nastro di partenza recitava rally Fork One
Arrivo: data 1789, luogo place de la bastille.
Il solito chiese allora: "sta bastiglia è ber il mal d'auto?" Era quello del vitalizio. Gli venne suggerito che, una volta giunti a destino, si rivolgesse a monsieur Le Guillotin, un ottimo farmacista specialista in emicrania.
Figuriamoci se capirono, quindi, il motto riportato in calce, attribuibile ai Cherubini, un ordine piallista "Quando avrai le scarpe piene di sassi, troverai comode le suole piene di buchi" Era lì a significare che il ritorno doveva svolgersi con mezzi propri.
Come ulteriore handicap la mappa da Parigi, prevedeva di imboccare un tunnel a senso unico alternato a Ginevra. Veniva garantito che, nonostante fosse privo di illuminazione, solo l'adrone sarebbe andato soggetto a collisione. E visto che erano tutti in trasferta....
Incredibile a dirsi, ma qualcuno, grazie ai suoi avvocati, fece ritorno persino dalla bastiglia, si dice che dopo aver detto "Lettà c'est moi" subito smentì e pronunciò la frase: " libertè, egalitè et fraternitè" prima di darsi alla fuga.
Fu il primo a presentarsi al gran Sasso e collidendo fece una gran luce di sincrotrone, il segnale che aspettavano gli italiani: dalla sala comandi si sentì la voce di un grosso furlano che non aveva partecipato, un discusso nobelomo disonorevole per alcuni, che scandì "3,2,1 Ignition!" La Russa, che seguiva, fece appena in tempo a dire "presende!" che tutto venne risucchiato nell'ombelico del mondo seguito dai Cherubini in colonna, che ne avevano cantato l'esistenza. Era stato creata la terza repubblica o meglio il buco nero della seconda.
La macchina "de Leo e Andrea" nome che come al solito gli anglosassoni storpiarono in de Leoreand e successivamente delorean, aveva segnato l'inizio di una nuova era.

