Bene. Stamattina io e Daniele (DH) siamo andati a visitare la ditta Bassoli & Barrie, per vedere questa nuova realtà artigianale dal vivo.
Ripeto "bene" perchè è la prima parola che mi è venuta in mente ed è la parola che mi torna alla mente quando ci ripenso; "bene" nel senso che le cose, lì, sono fatte bene. Ma andiamo con ordine:
primo, non pensiate che si tratti di sprovveduti che si sono inventati un mestiere dall'oggi al domani. Sono persone che hanno prodotto raspe da decenni a questa parte, ed ora stanno partendo con una nuova iniziativa avendo un background incredibile su tecnica, materiali, produzione e riferimenti.
secondo, l'officina dove si svolge l'attività è un incrocio tra conoscenze metallurgiche d'avanguardia e l'antro di vulcano, dove le scintille dell'acciaio al carbonio si mischiano ai colpi del punzone e al soffio rovente del forno. immaginate un contorno di macchinari vintage dove predominano le curve pesanti della ghisa, e capirete perchè ho avuto estreme difficoltà ad allontanarmi da lì.
l'altro motivo è l'affabilità dei titolari che ci hanno trattato e intrattenuto, noi, perfetti sconosciuti, con un calore e mostrando una passione degni davvero di nota. Durante il paio d'ore in cui ci siamo trattenuti abbiamo parlato, discusso, ci siamo confrontati su legni, acciai, abitudini e nuove manie d'europa e d'oltre oceano, in un continuo che partiva dalle ferramenta di paese ed arrivava al signor Lie Nielsen. Incredibile.
Punto forte del tutto, il processo di produzione: sotto i nostri occhi una barretta di acciaio è stata riscaldata, passata sotto al bilancere per modellare la punta, sbavata alla mola, carteggiata su un paio di levigatrici a nastro fino a ricevere la forma finale. Da lì dovrà poi incominciare il processo di rinvenimento, incisione e tempra finale.
Vi allego poche foto fatte al volo, nella certezza che non rendano l'idea di quanto visto dal vivo. Come ultima chiosa, nel caso ravvisaste inesattezze nella terminologia, è sicuramente colpa mia.
