Io,ad esempio,sono poco propenso all'uso delle termocolle (da non confondersi con la classica colla a caldo).
La termocolla normalmente usata è una resina a base di etilen-vinil-acetato;il composto si scioglie intorno ai 140/150° ed è sensibile alla porosità della superficie e,naturalmente,alla sua conducibilità termica.
Significa che, su un pezzo di legno,la goccia di colla solidifica abbastanza velocemente obbligando appunto ad una stesura a punti;con un incollaggio piuttosto esteso è difficile mantenere il range di temperatura di presa costante su tutta la superficie.
Con un pezzo di dimensioni contenute e sottoposto a lavorazioni poco stressanti (soprattutto nel senso trasversale,ovvero quello che faciliterebbe la delaminazione) la presa può anche tenere.
La tenuta potrebbe invece decadere in modo sensibile con pezzi di un certo peso e/o molto sbilanciati;questo tipo di termocolla,inoltre,ha una temperatura di rinvenimento intorno ai 70° (ossia non si scioglie ma si rammollisce) e con lavorazioni insistite (capita mai di sentire la sgorbia scottare in mano?) potrebbe dare spiacevoli sorprese.
Meglio delle EVA (appunto etilenvinilacetato) risultano essere le termocolle a base poliuretanica (PUR) sia per la resistenza al calore che per una applicazione a più basse temperature.Sono per contro difficili da gestire:la base reattiva additivata è sensibilissima all'umidità. Le barrette vengono vendute in confezioni sottovuoto e vanno utilizzate entro brevissimo tempo dopo che sono state esposte all'aria.
Quanto esposto,unito all'osservazione che questo tipo di colla è solitamente consigliato per utilizzi "stazionari" (cornici,piani d'appoggio,elementi d'arredo,etc,etc) fa sì che io nutra una certa avversione al suo uso in tornitura.
Ma è sicuramente una convinzione personale che nulla toglie alla validità di testimonianze avverse
