Scusate per le mie esternazioni "colorite"; chi mi ha conosciuto di persona sa che sono una persona piuttosto mite, tuttavia ogni tanto mi lascio trascinare dall'"infervoro".
Precisazione doverosa: parlavo dei grillini parlamentari e non simpatizzanti del partito di Grillo.
Piccola riflessione di carattere generale.
In politica(così come nel resto della realtà) per me vale molto di più quello che uno fa e sa fare piuttosto che i titoli o i ruoli che riveste.
La nostra Italia( in particolar modo le nostre eccellenze) spesso e volentieri nasce da gente che sa fare, da gente che ha il gusto, la passione, l'amore per le cose belle e ben fatte. Pensate in ambito automobilistico, in ambito artigianale: il nostro paese è uscito dalla terribile crisi del dopoguerra grazie a gente con la terza media(forse il diploma) che si è messa a fare!
Questo non vuole essere un discorso relativista per giustificare i "furbetti" o i "falsificatori" (io semmai sono fin troppo assolutista), è solo per dire che mi corrisponde decisamente di più l'atteggiamento di chi dopo uno sbaglio chiede scusa e riparte, facendo quello in cui è eccellente. Per questo citavo Giannino con un pizzico di tristezza: perchè ha peccato d'orgoglio e di superbia(predicando bene e razzolando male). Quello che proponeva era una cosa buona, ma lo era non perchè vantava una laurea inesistente...
forUHMer ha scritto:

Ne fai uscire un Grillo paladino degli ideali stereotipati della sinistra anni 70. Tutto ciò è paradossale, io lo vedo come un populista di destra che accanto a degli zuccherini spot di equità in realtà propugna l'opposto di quello che dici, e vuole cancellare tanti meccanismi di tutela, di regolazione e di rappresentanza (es sindacato, rai, finanziamento dei partiti, dei giornali, del parlamento (

- ovvio che era una battuta .. forse).
La giustizia non è un valore etico? se non vi è giustizia, vuol dire che c'è qualcuno che prevarica e altri che subiscono...
io criticavo la disuguaglianza al rialzo tu l'uguaglianza al ribasso, il che non vuol dire che ciascuno sostenga l'opposto in modo binario, ma in ogni caso, indipendentemente dall'etica, dal punto di vista della competitività del paese, andava meglio una volta con una sonnolente uguaglianza al ribasso che ora con una agguerrita disuguaglianza al rialzo, almeno a me pare...
Una volta si laureavano col 6 politico e non va bene, ora non si laureano e millantano e va peggio
Non sono d'accordo. A parte che in parlamento stanno con i sel, poi leggendo attentamente il loro programma mi vien sempre più da dire che, Grillo e il programma del suo partito, sia più vicino al pensiero di sinistra(ecologismo, istruzione pubblica, statalizzazione dei trasporti, abolizione della legge Biagi, della legge Gelmini, ecc)
Per quanto riguarda la giustizia io soffro molto le ingiustizie. Tuttavia credo che ci sia una certa differenza tra ingiustizia e disuguaglianza.
Per esempio non mi disturba il fatto che i politici siano strapagati, in sè e per sè. Se questi fossero impegnati a
servire la cosa pubblica e il bene comune, non mi farebbe problema. Diventa odioso quando questi servono solo i loro comodi.
Io non godo per la situazione in cui i poveri si impoveriscono e i ricchi speculano, credo che la competitività di un paese non sia possibile con un livellamento verso il basso(stile 6 politico), nè con il soffocamento del mercato del lavoro voluto dai sindacati(e anche da Grillo).
Ci vuole gente che
investa sul lavoro in Italia, i privati non sono di per sè degli sfruttatori/evasori/approfittatori.
Tante eccellenze tutte italiane sono nate dalla volontà e dalla caparbietà di personaggi che avevano il desiderio di essere i
numeri uno (Ferrari, Mattei, Ducati solo per citare i primi tre che mi sono venuti in mente al volo).
La diversità non è una cosa negativa nè scandalosa: è forse una delle più grandi risorse che abbiamo in Italia.