L'olio di lino cotto, essendo in parte già polimerizzato, penetra con maggiore difficoltà nel legno creando una pellicola impermeabile sulla sua superficie. Questa, nel tempo si secca e perde compattezza, flessibilità. L'olio di lino cotto, essendo soggetto a seccarsi e rompersi, tende a sfogliarsi e distaccarsi, esattamente come avviene a certe scadenti vernici (flatting) in cui è utilizzato come legante. Non di meno era ed è ancora usato come impregnante (crudo, come fondo preparatorio per la lucidatura a gommalacca di mobili in legno dolce, poroso) o finitura (cotto, come protezione del legno o nel trattamento impermeabilizzante di pavimenti in “cotto”). L'olio di lino polimerizzato (cotto) può essere colorato con le terre e gli ossidi.
L’olio di lino crudo asciuga molto lentamente e resta appiccicoso a lungo. L’olio di lino cotto è più denso e asciuga un po’ più in fretta, ma sempre dopo molto tempo.
La maggior parte dei prodotti oggi etichettati “Olio di lino cotto” sono in realtà costituiti da una combinazione di olio di lino, solventi derivati dal petrolio ed essiccanti metallici. Sono disponibili alcuni prodotti che contengono esclusivamente olio di lino cotto mediante trattamento termico senza esposizione all'ossigeno. L'olio di lino cotto col solo trattamento termico è più denso e secca molto lentamente. Questi oli sono di solito commercializzati con la definizione “polimerizzato” o “stand-oil”, sebbene alcuni possano essere semplicemente definiti “cotti”.
ti metto un link come riferimento
http://www.antichitabelsito.it/olio_lino.htm
NB: gli tracci di cotone imbevuti d'olio di lino esposti ai raggi solari, possono facilmente incendiarsi per autocombustione.