giacomo ha scritto:
Nemmeno io mi sento colpevole per questo stato di cose. Ma sono perfettamente consapevole del ruolo che, mio malgrado, ricopro in questa socioeconomia del cavolo (in cui la mia pialla conta e pure assai!). Però un poco viviamo tutti la sindrome del pilota militare. Finchè non vedi la gente a brandelli non ti rendi conto che le bombe che hai sganciato da duemila metri di azzurro sono strumenti infernali. Per il resto che dire. Certi fenomeni esistono da sempre e credo che siano connaturati all'uomo. O, meglio, all'uomo organizzato nella cosidetta società civile.
Si, capisco quello che vuoi dire in qualche modo è la differenza che c'è tra il commettere un'azione e l'omettere di opporsi e soggiacere allo stato delle cose. Credo di ricordare quando da piccolo andavo in chiesa con mia madre e sentii, forse cambiarono il rito in quegli anni, che si può anche essere colpevoli di omissioni. Lì per lì mi dissi: eh ma devo pure aver colpa di quello che non faccio?
E' chiaro che sì, e anche nel diritto l'omissione è un reato. Resta il fatto che le sfumature sono infinite e molteplici.
Che se uno vuole opporsi forse è più utile che agisca da dentro il sistema usandone i mezzi, piuttosto che andare in cima a una montagna per non volere usare un computer. Ma forse pure questo è un pretesto e uno del burkina faso, se sapesse che con il costo di questo computer che sto usando per scrivere cose di nessuna utilità, potrebbe mangiare per mesi, mi farebbe mangiare il mouse. E non avrebbe torto.
Ma se prima, depilasse il tipo delle scommesse e lo mollasse nella savana, o mettesse a pedalare il tipo dello yacht per pompare l'acqua dai pozzi fino ad aver prodotto un lavoro equivalente al consumo di un ora del suo gingillo, credo che forse lo digerirei pure, il mouse.
