CavalloGoloso ha scritto:
Gianni! Qualcuno dice "Nessuno tocchi Caino". Apprezzo la tua serietà e la volontà di essere preciso nei discorsi così come, immagino, nel tuo lavoro. Essere approssimativi non è una bella cosa nemmeno nei discorsi, tanto più quando investono temi seri.
L'appunto che mi sono permesso di fare non attiene alla sostanza delle tue affermazioni che condivido, ma alla polemica che ne è scaturita e che mi pare tardi a sedarsi perché volenti o no in fatti brutti, a vario titolo, ci siamo imbattuti un po tutti e il tema della discussione è tale che tutti abbiamo un'idea, più o meno condivisibile, di quali potrebbero essere i rimedi o le reazioni legittime a fatti del genere di quello di cui si discute.
Il fatto è che parliamo un po tutti di queste cose senza avere l'accortezza di collocarci nel giusto punto di vista, o forse non vogliamo farlo. I fatti ci toccano in maniera diversa in ragione della loro distanza da noi, quando noi stessi o persone a noi vicine (e Giovanni è a noi vicino) ci identifichiamo con la vittima mentre solidarizziamo col ladro a cui vengono mozzate le mani in contesti sociogiuridci, per fortuna, distanti dai nostri. E' il gioco delle parti e delle suggestioni di cui tutti, in varia misura siamo investiti.
I credo, Gianni, che non sia un male che certe discussioni si facciano, aiutano tutti noi a riflettere sulle cose, perché dire: "A me non lo ordina certo il dottore di intervenire in post non attinenti al legno, e se devo giungere alla conclusione che ogni cosa può voler dire tutto o il contrario di tutto, posso anche evitare"
perché mai? detta così potrebbe sembrare, che vuoi troncare una discussione dove non sia corale il punto di vesta più sensato. Dire un'amenità anche toccando temi c.d seri come la Sicurezza, la Giustizia, la Religione, può offrire spunti di approfondimento utili a tutti noi. Anche il c.d. Metodo Scientifico usa il paradosso per provare la forza di una teoria o per raffinarla, perché privarci della possibilità che ci offre Asrtista con la sua evidentissima Iperbole.
Il valore del metodo dialettico (EGHEL) che ha determinato la nascita del dominio della ragione e del moderno pensiero liberale trova nella forza dell'antitesi contrapposta alla tesi il presupposto di ogni moto intellettivo "RAZIONALE". Paradossalmente, nel caso specifico, non si potrebbe mai ragionare sulle reali ragioni che rendono improponibile, in un conteso democratico (o almeno che così si autodefinisce) la pena di morte se non ci fosse chi se ne fa strenuo sostenitore.
Ogni idea ha il suo valore perché ogni idea è parte di un meccanismo razionale, non è l'idea stessa a dominare ma il suo dinamismo, quasi essa sia un ingranaggio in un meccanismo. I.B. Singher (Premio nobel per la letteratura nel 1981, mi pare di ricordare!) sosteneva che " non esiste una sola riga che sia mai stata scritta che non meriti d'essere letta.
Per chiudere voglio soffermare l'attenzione di tutti quanti su una tua affermazione che a mio parere deve fare riflettere seriamente su questo tema ed è questa: "Ma se uno dei vostri figli, o cugino, o amico caro (non mi fate elencare tutte le possibilità) per un qualsiasi motivo, anche il più bieco possibile, si introducesse in un appartamento e rubasse i gioielli di famiglia, un quadro, lo stipendio di qualcuno, insomma la stessa cosa che è stata fatta a Giovanni (quella, attenzione, perchè non stavamo parlando di altro) riterreste giusto che per tale reato gli fosse tolta la vita?."
Questa tua domanda ci pone di fronte a uno dei temi più scomodi dell'ETICA (prima ancora che del diritto o della criminologia) e cioè se sia preferibile essere vittime o carnefici. E' un dualismo paradossale, ma i ragionamenti binari non sono forse la forza su cui si regge il pensiero post moderno? Non ci sono vie d'uscita se accettiamo che esista solo il bianco e il nero dobbiamo anche accettare di confrontarci col paradosso!
Un caro saluto!
Ho evidenziato un riferimento, e rispondo anche a Rolando.
Credevo di essermi spiegato sufficientemente bene, ma evidentemente non ci sono riuscito e allora ci riprovo.
Io non stavo parlando dell'argomento, ma di come si interviene spesso nei forum. A me non interessa minimamente che uno, dieci, cento siano d'accordo o non d'accordo con i pensieri che esprimo. Questo è normale, sta alla base di un qualsiasi dibattito, sotto quale forma sia fatto e portato avanti. Non ci piove.
Quello che ho detto io è un'altra cosa, e cioè il fatto che spesso appare palese che alcuni interventi, costruiti in un certo modo, poi vengono, per così dire, svalutati, annacquati a volte anche apertamente disconosciuti... nonostante, ripeto, che alla tastiera ci sia modo e tempo di pensare a ciò che si sta scrivendo...
Ecco, cosa intendo con la frase evidenziata, e cioè, se ciò che viene scritto viene scritto tanto così per fare, ed oltretutto si tratta di argomento generico, è una discussione tanto così per fare.
Quindi il problema non sta nella divergenza di opinioni, che è sacrosantemente una dinamica sana, ma nel modo di interloquire che può rivelarsi anche poco interessante.(Oh! naturalmente poco interessante soggettivamente eh!

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Gianni
"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)