giacomo ha scritto:
La considerazione è questa: Noi stiamo sempre a dire che in passato i mobili erano costruiti con criteri diversi e migliori di quelli attuali. Questo caso illustra invece un grossolano errore di progettazione in cui il privilegio dato alla parte estetica (la mossa delle zampe è bellissima) mina alla base la durata del manufatto. Quindi le cazz ate le facevano anche all'epoca. E pure grosse!
Ma dopo quanti anni ha ceduto? E come è stata conservata in quegli anni? E' stata traslocata con cura o mal trasportata? E' rimasta riparata in un luogo fresco e arieggiato o in una cantina umida?
Voglio dire, si tratta di un mobile artistico, nato per abbellire una stanza lussuosa e sopportare tutt'alpiù un vaso di fiori un candelabro o qualche ninnolo, è chiaro che se ci hanno messo su un grosso televisore d'altri tempi o ci hanno accatastato della roba sopra, sotto un portico o in una soffitta con condizioni ambientali avverse, il costruttore non ne ha colpa.
Questo non è un mobile da utilizzare quotidianamente come potrebbe essere un cassettone, un armadio o un tavolo da cucina, ma è un opera d'arte, come un quadro e come tale va trattata, se il quadro cade per terra o se viene utilizzato come ripiano per farci giocare i bambini con le forbici e la colla, non è che si può dare la colpa al pittore se si rompe o si rovina.
Mi permetto di essere un po' polemico perchè sto parlando con persone adulte che sono sicuro non se la prenderanno per le opinioni avverse di un illustre sconosciuto incompetente.
Comprendo benissimo che, se gli interventi che avete descritto sono stati espressamente richiesti dal committente, c'è poco da fare, sopratutto in questi tempi di magra non c'è tanto da andare per il sottile, ma spero almeno che abbiate cercato di far valere un certa moral suasion prima di accettare i dicktat del cliente.
Quindi faccio solo una considerazione generale senza entrare nel merito dei casi esposti.
A volte mi capita, come immagino capiti a molte altre persone qua dentro, che conoscendo la mia passione per la falegnameria, amici,conoscenti o parenti mi chiedano di restaurere qualche vecchio mobile. Quando ho tempo e volgia lo faccio volentieri, ma solo nel caso di mobili vecchi, tipo il classico comò della zia o il comdino della notta.
Se invece mi propongono un mobile pregiato o antico io mi rifiuto e li invito a rivolgersi ad un restauratore perche ammetto di non avere la cultura e le conoscenze necessarie per eseguire un lavoro a regola d'arte che rispetti le tecniche e i materiali dell'epoca.
Se adesso voi mi dite che usate compensato, vinavil e vetroresina, perchè la pratica val più della grammatica, a me mi cascano le braccia. Ma come, mi dico, io mi rifiuto di mettere le mani su un mobile antico perchè sono conscio di non averne la competenza e poi scopro che quelli che dovrebbero avere questa competenza utilizzano metodi hobbystici che potrei benissimo utilizzare anch'io. Allora dov'è la differenza tra un restauratore e un bricoleur?