Estel ha scritto:
Scusa il ritardo, ma ci tenevo a rispondere, anche per correttezza.
Premetto che (per la serie: do not try this at home) attualmente uso una specie di catafalco che ricorda un banco sega(leggasi banco bello solido con circolare a mano ribaltata sotto...c'è crisi!), dove lavoravo prima c'era una bella squadratrice.
Sinceramente non ho mai avuto un motivo recondito, esistenziale o pseudo-poetico per non usare il coltello divisore. Sarà che chi mi ha insegnato a smacchinare ha lavorato diversi decenni sul banco di cui sopra(con la differenza che avevano un albero azionato dal solito motore di recupero...le robe di una volta) e il coltello divisore era un impiccio enorme(leggasi: lusso che non potevano permettersi). Perciò hanno sviluppato un modo di lavorare efficiente che si tutelasse dai pericoli comuni a questi arnesi infernali.
Dopo anni di liti tra il mio maestro e suo figlio(nonchè "il capo")causati dall'avvento della tecnologia futuristica(la squadratrice), la cosa che è rimasta è il metodo di lavorare di una volta: preciso, molto attento e con alcuni accorgimenti tecnici e di valutazione dei rischi.
Inutile dire che il coltello ha preso il volo nel giro di 0,2 e io ho imparato a lavorare col metodo "catafalco"(molto simile al "metodo Giannone"(solo per capirsi

) come gia detto in precedenza...).
Ad ogni modo entrando in merito dai tre punti mossi da Giannone:
- drastica riduzione del pericolo di rifiuto del pezzo
sinceramente non mi è mai capitato. Con i pannelli il pericolo è ragionevolmente inesistente; col massello è un altro discorso anche se la guida leggermente aperta, la mano sinistra che accompagna in uscita alla bisogna, il saper interpretare il legno e i pezzi "a rischio", ma sopratutto evitare di spingere sullo scarto/creare punti di attrito sulla lama in uscita riducono decisamente il pericolo di rifiuto avvicinandolo allo zero
- conduzione migliore del taglio
questa non l'ho capita bene, potresti approfondire?
- mancanza o quasi della necessità di dover usare la sinistra per l'aderenza post-lama perchè ci pensa lui, salvo appunto casi limite.
questo è vero quanto più la guida è parallela alla lama, comunque non toglie la necessità di mantenere l'aderenza del pezzo(quando si parla di massello) al piano per contrastare il sollevamento prodotto dalla lama(ad es. quando la lama sta perdendo il filo, quando si taglia roba molto dura, quando si fanno tagli ciechi, ecc sopratutto se si non si ha una macchina molto potente)
Alla fine della tiritera posso sintetizzare dicendo che, lavorando col metodo e la sensibilità imparati, non ho mai avuto i problemi derivanti dall'assenza di coltello divisore nè ne ho mai sentito la necessità...forse per questo non l'ho mai montato; così come invece al "metodo catafalco" ho aggiunto un più intensivo uso dello spingipezzo.
Spero di aver capito bene e rispsosto alle domande.
Si, credo che tu abbia capito bene, e ti ringrazio delle risposte, anche se la domanda era una sola, e cioè se qualcuno aveva una motivazione tecnica per togliere il coltello divisore.
Sostanzialmente vedo che anche tu non ce l'hai, a meno che non si faccia passare il "non ho mai avuto problemi derivanti dall'assenza di coltello divisore" come una motivazione tecnica, ma immagino che tu sappia benissimo che non lo è.
Per quanto riguarda la miglior conduzione del taglio, approfondisco volentieri: è legata all'impossibilità o quasi di chiusura del taglio immediatamente a valle della lama e quindi una diminuzione di possibili attriti e rallentamenti. Qui devo ammettere che per mia indole ho riportato un concetto molto valido per chi non ha macchine molto potenti, vero. Ma sono anche la stragrande maggioranza dei frequentatori del forum e comunque non è detto che la macchina potente elimini i problemi di fatto.
Mi piace "metodo catafalco" anche se non è molto di buon auspicio!
Piu' in generale (non sto più rispondendo specificamente a Benedetto):
Io, in tutta sincerità, chiusure di taglio ne ho viste, le ho viste mentre lavoravo e mentre lavorava il mio maestro e le ho viste da piccolo quando bazzicavo nella falegnameria di famiglia. Sicuramente tutta una serie di falegnami di serie B, senza dubbio, tra i quali l'ultimo (io) di serie C

. Però, dal mio maestro, quando gli dissi "ma perchè non si prova a montare quello?" chiusure di taglio non ce ne sono state più. Lui lo ha ancora montato, io ce l'ho montato e mi sembra ovvio e lampante il perchè. Perchè siamo due sfigati, probabilmente.
I falegnami di serie A non ne hanno bisogno. Sanno valutare il legno, hanno tecniche di taglio sopraffine, self made o per pochi eletti, e utilizzano partite di legname diritto come un fuso.
I falegnami di serie C e tutti coloro che non hanno una perfetta padronanza delle tecniche o non sanno "leggere" perfettamente il legno, o più semplicemente coloro che non vogliono correre rischi inutili, o anche del tutto teorici, utilizzano un accessorio che certamente non peggiora la vita. Del resto, è il classico accessorio di cui non si ha controprova perchè non segnala un problema, ma lo elimina. In fondo però io preferisco di gran lunga un giorno domandarmi "ma sarà mai servito a qualcosa?" che non dire "porca miseria mi sono fatto male" o anche sentir dire "ragazzi mi sono fatto male".
Detto questo, la mia filosofia è sempre stata quella di cercare di capire il contesto. Questo è un forum con massiccia presenza di hobbysti, appassionati e affini. Persone che come ha detto qualcuno, fanno altro, solitamente. Non credo siano falegnami di serie A e di conseguenza io personalmente, per quello che può valere, gli consiglio vivamente di usare il coltello divisore, per i motivi che ho addotto fino ad ora. Quelli bravi facciano un po' quello che vogliono; non è per caso che sono bravi.
Gianni
"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)