gmgd ha scritto:Io non ce l'ho,
e non sento nemmeno l'esigenza di averne uno,
ma forse perchè non so esattamente cosa si può fare con tale,
certo alcune cose le intuisco ( in falegnameria non sono nato ieri),
ma (forse) il più mi sfugge,
perchè non fate una carrellata di quello che si può fare con un banco
o banchetto fresa, in special modo quello che è prerogativa assoluta
di tale aggeggio.
Sento spesso parlare di "piastra" su cui montare la fresatrice, non ne ho mai
vista una, cosa ha di particolare ?
Io ho una hitachi M8 e altro di più vecchio, ma che ho sempre usato a mano.
Giusto per non rimanere quel vecchio antiquato che sono,
grazie.
Partendo dal presupposto che gli unici strumenti indispensabili in falegnameria sono quelli manuali, conoscendoti, è assolutamente logico e comprensibile il perchè tu non senta l'esigenza di averne uno. E hai ragione.
Hai ragione perchè rispetto ad una lavorazione impostata tradizionalmente il banchetto fresa non porta niente di particolarmente nuovo o peculiare.
E non porta niente di particolarmente nuovo perchè, di fatto, il banchetto fresa non è altro che un accessorio dell'elettrofresatrice che, è inutile dirlo, non fa altro che sostituire anche se in tanti casi benissimo, attrezzi che hanno lavorato egregiamente per centinaia di anni.
Detto questo, è comunque vero che questo accessorio anche se non ha portato niente di nuovo, ha comunque ampliato sia il campo di applicazione dell'elettrofresatrice, che il modo di lavorarci.
Se con l'elettrofresatrice si profila e si sagoma, montandola su di un banchetto, queste operazioni si possono effettuare utilizzando frese di diametro più generoso, lavorando con una guida di appoggio che offre più continuità rispetto alla guida laterale solidale alla macchina e potendo effettuare operazioni di "tenonatura" cioè lavorando sui lati corti di pezzi per sagomarci degli incastri.
Sostanzialmente, come già detto, una toupie in miniatura, con lo svantaggio dell'utensile tutto sommato piccolo rispetto alle frese della sorella maggiore, ma con vantaggi economici, di spazio e di versatilità non indifferenti, soprattutto per un hobbysta, ma anche per molti professionisti che ci riconoscono l'evoluzione capovolta del pantografo verticale (poi arrivo anche a questo).
Quindi, prerogative assolute, credo a mio avviso non ce ne siano, se non appunto il grande aiuto ed ampliamento che viene offerto alle lavorazioni con l'elettrofresatrice.
Per quanto riguarda la piasta di montaggio è un accessorio del banco che migliora il tutto. Come già detto da altri, basta veramente poco per farsi un banco: avviti la macchina ad un pannello, fai un buco dove deve passare la fresa ed il banco è fatto. La piastra è l'evoluzione dell'avvitatura semplice con buco; può essere comunque autocostruita o commerciale, è di materiale che permette uno spessore molto minore del restante piano facendo guadagnare escursione al mandrino e quindi profondità di fresatura, può montare degli anelli concentrici per adattare l'apertura al meglio rispetto al diametro fresa e può essere dotata di aggiustamenti fini della planarità e anche di sistemi di sollevamento.... ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Per quanto riguarda invece la differenza tra utilizzo con il banco cioè da sotto o con il supporto cioè da sopra, una di queste è quella già citata da Gabriele. Il supporto da sopra non è altro che la semplificazione estrema del vecchio pantografo verticale, ormai sostanzialmente abbandonato ed evolutosi in pantografi e macchine a controllo numerico. Svolge ottimamente i lavori di sagomatura e profilatura con frese dotate di cuscinetto mentre per i lavori dove è necessaria una guida di battuta le cose sono un po' più complicate perchè di fatto si può avere un banchetto con la fresa che lavora da sopra però si lavora da sinistra verso destra ed è un problema montare i pressori verticali.
Lo so, sono noioso..... smetto!
Cia
Gianni



