mceolan ha scritto:Sandro, oltre a farti i complimenti ti faccio una domanda
tu usi per i tuoi progetti parti di alburno e durame ( come nel caso della sedia_scala)
come ti comporti per capire come si muoveranno le tavole? tieni conto che dalla parte dell'alburno avranno un maggiore movimento?
sto leggendo un libro sulle proprietà dal legno e mi vengono molti dubbi sulle fasi di progettazione, perchè riporta le probabibilità di movimento a seconda della zona di taglio nel tronco
quindi ho pensato subito alle tue tavole
essendo così preciso e metodico mi interessa molto il tuo punto di vista!
grazie
Ciao Michele grazie per i complimenti e, per la stima.
Se devo fare un manufatto che impegna una superficie ampia e devo accoppiare più tavole, tipo piani, fianchi, ad esempio come ho fatto per la credenza cristalliera, allora sto attento ad usare solo la parte del durame così evito di avere movimenti diversi tra le assi.
Se non posso fare a meno di adoperare in parte anche un filo di alburno, per mancanza di legname o per pochi cm, cerco di farlo capitare ai margini esterni dell'assemblato essendo così libero di muovere senza forzare le parti di durame che stanno ferme.
Nel caso della sedia scala le parti che vedi più chiare non sono alburno ma la parte più chiara del noce che in questo caso non sono stato a selezionare, come nell'ultima credenza, ma, adoperando solo alcune tavole di spessore 3 cm ho cercato di sfruttare al meglio tutto ciò che ci usciva.
Essendo poi un manufatto con parti di legno che lavorano su 4 punti di appoggio ed in verticale, e non essendoci piani collegati esclusa la seduta, rigorosamente senza alburno, se piccoli movimenti ci dovranno essere non creeranno distacchi tra tavole avendo spazio di sfogo come dico io, al più si dovrà spessorare una gamba o rasparne un'altra, le sedie reagiscono in modo diverso dai mobili complessi.
Come puoi vedere dalla foto n° 4 su legno-lab la tavola dove sono appoggiate le dime o sagome, è già stata tagliata ai lati togliendo quasi tutto l'alburno, si vede il centro tronco che io cerco sempre di evitare, anche quello fa muovere le tavole tirando le fibre e creando assi convessi e concavi, in modo diverso anche sulla stessa tavola.
Non voglio essere troppo lungo ma ti vorrei dire che dipende anche dal tipo di essenza di cui uno dispone.
Se adopero ciliegio mi guarderei bene di adoperare l'alburno, già muove molto il durame anche se stagionatissimo.
Con il rovere tolgo l'alburno soprattutto perchè non tanto per il movimento quanto per il pericolo che può essere attaccato dai tarli, il durame non piace agli animaletti.
Con il noce, ben stagionato il movimento è minimo anche nell'alburno, peccato che è molto appetitevole per i tarli, anche dopo molto tempo e se il tasso di umidità sale in modo esponenziale è sempre soggetto.
Avendo tagliato di recente alcuni tronchi di noce anche belli grossi, ho provveduto immediatamente a togliere la corteccia e tagliare il tronco in 4 parti in modo da ricavare degli assi di quarto, il modo migliore per evitare in futuro torsioni dovute al tiraggio delle fibre, si hanno tavole meno larghe con un po più di spreco ma, secondo me vale la pena per avere un legno fermo in futuro.
Perdona la lungaggine.
Un caro saluto