10 E Rotti

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Messaggioda Andrea » lun 14 giu, 2010 22:27

Dopo aver sbozzato la traduzione della parte riguardante la Stanley #10 mi è rimasto un interrogativo.
Perchè si chiamano "carriage maker's rabbet plane"?
Nella lavorazione di quali parti dei carri venivano impiegate?

Patrick Leach in questo caso non ci viene in aiuto, anzi pone al primo posto degli utilizzatori di questa pialla, i carpentieri che si occupavano delle intelaiature nelle miniere.
Eppure è evidente che il target originario principale di queste pialle erano i costruttori di carri, altrimenti l'avrebebro chiamata "large rabbet bench plane" oppure "open sides bench plane".

In attesa di qualche dotta delucidazione perchè non proviamo a fare qualche speculazione?
Secondo me queste pialle venivano usate per unire le spesse tavole che componevano i pianali (e forse anche le sponde) dei carri con una battua a mezzo spessore.
Ci può stare?

E secondo voi?
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda Andrea » mar 15 giu, 2010 13:15

Andrea ha scritto:
E secondo voi?


Calma, calma, non assembratevi a rispondere tutti insieme che poi il risultato è solo di una gran confusione e basta. ;-)

Butto lì un'altra ipotesi:
Può essere che i pianali in legno dei carri, col tempo, il maltempo e l'uso, si rovinavano e ogni tanto andavano ripiallati e se avevano le sponde fisse l'unico modo per piallare i bordi era con una pialla con i fianchi tipo sponderuola.

Può starci?
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda AlbertoA » mar 15 giu, 2010 14:07

Eh... mica facile risponderti! Tu hai fatto quella della 10 ed io della 10 e mezzo... e mi domandavo come dovessi tradurre questa parola, alla fine ho appunto usato... fabbricante di carrozza. Sarebbe il carrozziere di oggi, non solo i carri "da merce" ma anche le carrozze più fini, zucche a parte (che avevano comunque durata piuttosto limitata :lol: ).
Probabilmente servono come delle rabbeting, per "fare lo scalino" a pianale su cui attaccare poi i fianchi, unioni a mezzo legno e di misura più ampia di una shoulder o rabbeting pura... Insomma, magari sono stati proprio i carrozzieri a "chiedere" la pialla...
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda artista » mar 15 giu, 2010 14:18

Cocordo sulla probabilità della richiesta da parte dei carrozzieri..........a loro il nome della pialla. :wink:
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda Andrea » mar 15 giu, 2010 20:02

donhaldo ha scritto:
Sul libriccino della Record, "Planecraft",


Di che anno è la tua edizione?
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda Andrea » mar 15 giu, 2010 21:22

AlbertoA ha scritto:Eh... mica facile risponderti! Tu hai fatto quella della 10 ed io della 10 e mezzo... e mi domandavo come dovessi tradurre questa parola, alla fine ho appunto usato... fabbricante di carrozza. Sarebbe il carrozziere di oggi, non solo i carri "da merce" ma anche le carrozze più fini, zucche a parte (che avevano comunque durata piuttosto limitata :lol: ).
Probabilmente servono come delle rabbeting, per "fare lo scalino" a pianale su cui attaccare poi i fianchi, unioni a mezzo legno e di misura più ampia di una shoulder o rabbeting pura... Insomma, magari sono stati proprio i carrozzieri a "chiedere" la pialla...


Anche la tua ipotesi ci sta tutta.

Ho provato a fare qualche ricerca in rete ma senza grossi risultati.

Qui un tale si chiede più o meno quello che ci stiamo chiedendo noi:
http://forums.finewoodworking.com/fine-woodworking-knots/hand-tools/uses-carriage-makers-rabbet-plane

E nel catalogo della Records del 1938 c'è scritto solo questo:
"It was designed and recommended for carriage and wagon building and similar heavy work."
http://www.record-planes.com/record-no-010-carriage-makers-rabbet-plane
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda Andrea » mar 15 giu, 2010 21:43

donhaldo ha scritto:
Andrea ha scritto:
donhaldo ha scritto:
Sul libriccino della Record, "Planecraft",


Di che anno è la tua edizione?


La mia dovrebbe essere quella del 1945.


L'ultima volta che ne ho vista una copia su ebay è stata venduta per 20 sterline e, anche se mi piacerebbe molto avere questo libro, è troppo per il mio magro budget.
Se il copyright fosse scaduto, sarebbe bello e utile farne un .pdf ma se non sbaglio, in Italia bisogna aspettare almeno 70 anni, dopo la morte dell'autore e quindi temo che non ci siamo ancora.
In UK avevo letto che la durata del copyright sulle opere musicali scadeva 50 dopo la prima esecuzione, ma non so nulla sulla legislazione attuale e in particolare sulle opere letterarie.

C'è qualcuno più informato?

P.S.
Grazie per la foto della pagina del libro.
Ultima modifica di Andrea il mar 15 giu, 2010 21:44, modificato 1 volta in totale.
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda mumu » mer 16 giu, 2010 07:06

Nella mia "beata" ignoranza la vedo più come una pialla compromesso, con la quale è possibile fare diversi tipi di lavorazione adatta a chi se le portava a spasso tutti i giorni e non nel baule dell'automobile.

Per quanto riguarda i soprannomi delle pialle mi incuriosisce molto leggerne le origini, ma per quel poco che capisco di inglese spesso fanno solo supposizioni. :mryellow:
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda MisterQ » mer 16 giu, 2010 07:54

Ritengo che per capirci meglio sarebbe necessario andare a ricercare le tecniche costruttive dei carri dell'epoca per poi capire in quali frangenti poteva realmente essere utilizzata.
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda Andrea » sab 19 giu, 2010 09:34

Ho scritto a Christopher Schwarz, ma il mistero di dove esattamente queste pialle venissero usate dai costruttori di carrozze resta misterioso.

Ci fa i complimenti per l'argomento della discussione e dice che merita di essere approfondito anche da lui.
Dice che lui ha familiarità con gli utensili usati dai "carriage-makers" negli Stati Uniti. Essi usavano molte sponderuole con la sagoma a T e con la suola sia dritta che curva, ma le pialle tipo la #10 non rientravano nel loro inventario.

Da quel che lui sà, queste pialle erano usate per i pannelli bugnati e per le carene delle barche.

Dice che la Stanley era nota per inventarsi dei nuovi utensili per stare davanti alla concorrenza anche se in realtà, i clienti a cui erano destinati in origine, non ne avevano bisogno.
Il suo sospetto è che questa pialla rientri in questa categoria di utensili.
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda mumu » mar 22 giu, 2010 06:30

Anche secondo me hai fatto un'ottima cosa a scrivergli, chissà se tratterà la cosa nel suo blog...
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda whybob71 » mar 22 giu, 2010 07:43

Andrea sei un grande! :wink:
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda AlbertoA » mar 22 giu, 2010 08:39

Forte! Quindi... la pialla "carriage makers" ai carriaga makers non è mai andata a genio :lol:
Un po' come la combination plane non piace ai possessori di combinata :marameo: :rotfl:
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda ebanista » mar 22 giu, 2010 20:33

Andrea ha scritto:Ho scritto a Christopher Schwarz, ma il mistero di dove esattamente queste pialle venissero usate dai costruttori di carrozze resta misterioso.

Ci fa i complimenti per l'argomento della discussione e dice che merita di essere approfondito anche da lui.
Dice che lui ha familiarità con gli utensili usati dai "carriage-makers" negli Stati Uniti. Essi usavano molte sponderuole con la sagoma a T e con la suola sia dritta che curva, ma le pialle tipo la #10 non rientravano nel loro inventario.

Da quel che lui sà, queste pialle erano usate per i pannelli bugnati e per le carene delle barche.

Dice che la Stanley era nota per inventarsi dei nuovi utensili per stare davanti alla concorrenza anche se in realtà, i clienti a cui erano destinati in origine, non ne avevano bisogno.
Il suo sospetto è che questa pialla rientri in questa categoria di utensili.


Resta da capire xKè su ebay raggiungano mediamente quotazioni elevate :cry:
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Re: 10 E Rotti

Messaggioda whybob71 » mer 23 giu, 2010 09:50

ebanista ha scritto:
Andrea ha scritto:Ho scritto a Christopher Schwarz, ma il mistero di dove esattamente queste pialle venissero usate dai costruttori di carrozze resta misterioso.

Ci fa i complimenti per l'argomento della discussione e dice che merita di essere approfondito anche da lui.
Dice che lui ha familiarità con gli utensili usati dai "carriage-makers" negli Stati Uniti. Essi usavano molte sponderuole con la sagoma a T e con la suola sia dritta che curva, ma le pialle tipo la #10 non rientravano nel loro inventario.

Da quel che lui sà, queste pialle erano usate per i pannelli bugnati e per le carene delle barche.

Dice che la Stanley era nota per inventarsi dei nuovi utensili per stare davanti alla concorrenza anche se in realtà, i clienti a cui erano destinati in origine, non ne avevano bisogno.
Il suo sospetto è che questa pialla rientri in questa categoria di utensili.


Resta da capire xKè su ebay raggiungano mediamente quotazioni elevate :cry:
Ciao :mryellow:


per due motivi:
1) per la scarsa diffusione (legata anche allo modesto successo commerciale)
2) perchè molte di queste pialle hanno un fianco rotto
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