Edo ha scritto: Se invece che cattolici fossimo anglicani, luterani o valdesi, tutto cambierebbe....
E non solo in falegnameria...
un fardello che non ci scrolleremo mai di dosso
Edo ha scritto: Se invece che cattolici fossimo anglicani, luterani o valdesi, tutto cambierebbe....
E non solo in falegnameria...
mceolan ha scritto:Edo ha scritto: Se invece che cattolici fossimo anglicani, luterani o valdesi, tutto cambierebbe....
E non solo in falegnameria...
un fardello che non ci scrolleremo mai di dosso
gmgd ha scritto:Prendo spunto dal topic "il fantasma", ma se ne parla spesso qui sui forum, della necessità di tramandare a quelli che verranno le tecniche , i trucchi, i segreti che messi insieme fanno "il mestiere".
Me ne parla spesso mio padre, che alla soglia degli 80 trascorsi quasi tutti in bottega, mi riempie di consigli e suggerimenti che non vuole finiscano con lui,
ma io sono il suo leggittimo successore, unico figlio maschio, ed è normale che sia così, ma sempre alla fine del discorso aggiunge un lapidario " questo non dirlo a nessuno" .
Queste parole cozzano contro la sua generosità ed apertura agli altri e spesso mi lasciano pensare su come debba io considerare il suo atteggiamento.
Lui sostiene che il rapporto tra maestro e allievo in una società reale non può essere improntato sulla pura generosità del primo verso il secondo, sarebbe bello ma non può essere così.
Porta l'esempio di suo padre che ricevette tramandato dal padre il mestiere e che lo tramandò a lui e a suo fratello e che ebbe anche parecchi allievi, ai quali non tramandò ma insegnò ( forse le cose non avevano lo stesso valore) ma che in cambio ricevette da questi diversi anni del loro lavoro, una sorta di pagamento.
Racconta che era consuetudine prestare a colleghi, gli attrezzi si, ma le conoscenze per usarli no, nel senso che "ti presto la pialla ma se non la sai usare son fatti tuoi", non si poteva rischiare di far diventare il tuo amico dirimpettaio un possibile concorrente, ma manco farlo morire di fame perchè vincoli di amicizia, rispetto e solidarietà erano reali tra queste persone.
Io non saprei dargli torto, specie con le ristrettezze degli ultimi tempi, se guardiamo ai copyright ai brevetti o ai vari segreti industriali ( famoso quello della cocacola) non sono questi forse la stessa cosa?
Sui forum, ogni giorno, diamo e riceviamo insegnamenti perchè il più delle volte l'altro si occupa di tutt'altro a centinaia di km di distanza, ma saremmo disposti a scambiarceli con nostro vicino quando entrambi combattiamo per la stessa unica pagnotta ?
Cosa ne pensate?
mimmons ha scritto:gmgd ha scritto:Prendo spunto dal topic "il fantasma", ma se ne parla spesso qui sui forum, della necessità di tramandare a quelli che verranno le tecniche , i trucchi, i segreti che messi insieme fanno "il mestiere".
Me ne parla spesso mio padre, che alla soglia degli 80 trascorsi quasi tutti in bottega, mi riempie di consigli e suggerimenti che non vuole finiscano con lui,
ma io sono il suo leggittimo successore, unico figlio maschio, ed è normale che sia così, ma sempre alla fine del discorso aggiunge un lapidario " questo non dirlo a nessuno" .
Queste parole cozzano contro la sua generosità ed apertura agli altri e spesso mi lasciano pensare su come debba io considerare il suo atteggiamento.
Lui sostiene che il rapporto tra maestro e allievo in una società reale non può essere improntato sulla pura generosità del primo verso il secondo, sarebbe bello ma non può essere così.
Porta l'esempio di suo padre che ricevette tramandato dal padre il mestiere e che lo tramandò a lui e a suo fratello e che ebbe anche parecchi allievi, ai quali non tramandò ma insegnò ( forse le cose non avevano lo stesso valore) ma che in cambio ricevette da questi diversi anni del loro lavoro, una sorta di pagamento.
Racconta che era consuetudine prestare a colleghi, gli attrezzi si, ma le conoscenze per usarli no, nel senso che "ti presto la pialla ma se non la sai usare son fatti tuoi", non si poteva rischiare di far diventare il tuo amico dirimpettaio un possibile concorrente, ma manco farlo morire di fame perchè vincoli di amicizia, rispetto e solidarietà erano reali tra queste persone.
Io non saprei dargli torto, specie con le ristrettezze degli ultimi tempi, se guardiamo ai copyright ai brevetti o ai vari segreti industriali ( famoso quello della cocacola) non sono questi forse la stessa cosa?
Sui forum, ogni giorno, diamo e riceviamo insegnamenti perchè il più delle volte l'altro si occupa di tutt'altro a centinaia di km di distanza, ma saremmo disposti a scambiarceli con nostro vicino quando entrambi combattiamo per la stessa unica pagnotta ?
Cosa ne pensate?
Penso che i mestieri come questo stiano scomparendo come i dialetti. Io sono un ragazzo di 35 anni che da un mese si è messo in moto, perchè ha scoperto che il legno l'ho appassiona. Quando vado nella ferramenta della mia città di Ravenna le persone anziane che mi vedono entrare con le sgorbie e la pialla in mano si incuriosiscono e mi domandano:" le sai usare?". Io rispondo solo che ci provo e che grazie al pc ( e perciò voi) sto riuscendo ad imparare qualcosa. Questi mi guardano con ammirazione e mi dicono:"Bravo, Bravo" con tanto di entusiasmo. Probabilmente se voi non mi aiutavate e non mi consigliavate io avrei abbandonato tutto dopo le prime ciofeche che ho costruito., ma non l'ho fatto, perchè voi mi spronate. Non conosco nessun coetaneo che lavori il legno qui da me....eppure conosco un sacco di gente. Quindi vi chiedo se possibile.... condividete le vostra saggezza, perchè di gente che vuole lavorare il legno ce ne sempre di meno.
Ema ha scritto:ho forse detto detto tutti i neri?
il fatto che hai trovato un centometrista bianco cosa significa semplicemente che nel suo patrimonio genetico è presente un detterminato corredo, ma ne hai trovato 1 su 100.
mceolan ha scritto:Edo ha scritto: Se invece che cattolici fossimo anglicani, luterani o valdesi, tutto cambierebbe....
E non solo in falegnameria...
un fardello che non ci scrolleremo mai di dosso
Cartouche ha scritto:Cavallo Goloso,
Tornando alla tua domanda: come mai si trova molto più materiale didattico in inglese che in italiano,
Gianni ti ha risposto parzialmente, dicendo: non ancora ma verrà e gli do ragione.
Un altro aspetto è una questione di numeri. Cioè in un paese come gli stati uniti, per esempio, ci sono letteralmente milioni di persone che ad un livello o ad un altro si interessano di legno.
Questo anche per una questione di spazio: quante volte leggi su un forum che uno lavora sul balcone o in cucina perchè non ha altro spazio ?
Qui, appena vai fuori dalle grandi metropoli, la gente vive in case individuali, con garage o cantina o "outbuilding" o che so io. Posti dove un laboratorio è facilmente allestito.
A.
artista ha scritto:mceolan ha scritto:Edo ha scritto: Se invece che cattolici fossimo anglicani, luterani o valdesi, tutto cambierebbe....
E non solo in falegnameria...
un fardello che non ci scrolleremo mai di dosso
.....troppo facile dare sempre la colpa alle religioni, cose tra l'altro costruite a tavolino Da esseri umani per prevaricare altri esseri umani...........
...premetto che io sono uno che si tiene a buona distanza da chiese e preti come faceva mio padre, ma una cosa da lui ho imparato e la trasmetto
ogni volta che posso "....nessun prete ha mai insegnato a fare del male ..".........che poi lui predichi bene e razzoli male è un'altra questione..............
e nel divulgare l'insegnamento pochi possono dirsi al pari dei cattolici..........anche nei lavori come la falegnameria.
.......è solo questione di carattere e chiusura culturale ben farciti di un (se posso te ciavo) se posso ti frego, che a ben guardare può anche essere uno scudo (e come tale in parte scusabile) naturale per una popolazione che nella storia è sempre stata soggiogata dallo straniero.
CavalloGoloso ha scritto:Cartouche ha scritto:Cavallo Goloso,
Tornando alla tua domanda: come mai si trova molto più materiale didattico in inglese che in italiano,
Gianni ti ha risposto parzialmente, dicendo: non ancora ma verrà e gli do ragione.
Un altro aspetto è una questione di numeri. Cioè in un paese come gli stati uniti, per esempio, ci sono letteralmente milioni di persone che ad un livello o ad un altro si interessano di legno.
Questo anche per una questione di spazio: quante volte leggi su un forum che uno lavora sul balcone o in cucina perchè non ha altro spazio ?
Qui, appena vai fuori dalle grandi metropoli, la gente vive in case individuali, con garage o cantina o "outbuilding" o che so io. Posti dove un laboratorio è facilmente allestito.
A.
Certo, Aurelio, mi è assolutamente chiaro il discorso dei grandi numeri, aggiungo qualcos'altro sul punto, smentiscimi se la mia idea non è corretta, il legno in America è più valorizzato come materia prima in genere di quanto non lo sia in Italia. Il fatto è che, mi pare di percepire (non conosco l'inglese e quindi quando guardo quei filmati sono come un bambino che guarda le figure delle riviste)
che dalle vostre parti lo spazio del "falegname artigiano" sia ritagliato in maniera autonoma ed autosufficiente rispetto alla grande industria del legno. ho come la sensazione che i due settori non si disturbino l'un l'altro (commercialmente intendo) e che, se è vera questa mia impressione, una ragione deve pur esserci ed io credo di coglierla proprio nell'approccio che gli artigiani d'oltreoceano hanno col proprio lavoro inclusa anche la necessità, per così dire, di riprodursi trasmettendo sapere.
Dimmi se sbaglio! la tua opinione mi interessa molto.
Cartouche ha scritto:
Un fattore importantissimo è anche la facilità, qui, con la quale un'artigiano può operare, non bisogna richiedere permessi, non ci sono partite IVA, non si è obbligati ad aderire a registri artigianali ecc.
Per esempio, quando sono venuto qui nel Massachusetts da NY, ho affittato una bottega e mi son messo a lavorare, basta ... una volta all'anno, dichiaro il mio guadagno e pago le tasse, tutto li.
Quando mi son comprato questa bottega, ho dovuto chiedere un permesso per cambiare lo "zoning" da residenziale ad artigianale ($120) ho dovuto richiedere un permesso di costruzione per apportare le modifiche necessarie ($100) ho fatto i lavori, ho traslocato e mi son messo a lavorare.
Se fosse così anche in Italia, quanti bravo hobbisti scontenti del loro lavoro, farebbero il salto ?
Certo che la clientela deve rendersi conto che c'è una differenza enorme tra un lavoro eseguito artigianalmente e un prodotto industriale.
Il nostro dovere, come artigiani è appunto di educare il pubblico.
A.
P.S.
Dimenticavo una cosa importante, qui lavorano tutti con la 120, alcuni anche con la 220.
Non sono considerati sfigati se non hanno la 380 !
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A.
CavalloGoloso ha scritto:
[highlight=#FFFFAA]
Credo che Edo esprima un pensiero un poco diverso da come potrebbe intendersi a primo acchito.[/highlight] La religione cattolica non è il Cristianesimo che è matrice comune tanto degli Anglicani, quanto dei Luterani e di tante altre confessioni. Penso piuttosto, ed Edo mi correggerà se sbaglio, che egli si riferisca all'influenza della Chiesa Cattolica e di tutto il suo apparato indiscutibilmente proiettato (ovviamente non solo!!) a proteggersi in quanto tale, in quanto stato, in quanto potere. Questo non implica una totale negatività ma se è vero che Papa Giovanni Paolo 2° è stato un papa progressista che ha aperto il Cattolicesimo anche al dialogo interreligioso, evidentemente qualcosa da riformare in quel pensiero -che è stato il pensiero dominante anche sul piano sociale e politico per secoli e secoli- c'era.
Ma non allontaniamoci troppo dal tema di questa discussione che si sta rivelando assolutamente intrigante.