Comunque ,1985 gennaio grande nevicata che sradica parecchi castagni, di conseguenza una squadra di "volontari" si offre per portare a casa i "caduti" , in quell' occasione mio suocero decide di portare a casa due piccole piantine di rovere, fin qui tutto normale.
Le trovatelle crescono ,complice anche il terreno soffice e la tanta acqua, con buona lena fino a quando minano la stabilita del vialetto di ingresso e delle colonne del cancello, la solita squadra di pronto intervento si offre di tagliare i roveri e di portarli in segheria, smadonnando in maniera ignobile per il poco spazio a disposizione ela buona possibilita di far danni.
Passano 3 anni e visto che deve cambiare l' arredamento di casa e vuole fare un tavolo come dio comanda , si ricorda nel rovere accantonato, e adeguatamente regettato, la sorpresa viene quando aperto il pacco (nel vero senso della parola) cii si ritrova con le tavole esterne tutte spaccate trasversalmente (praticamente inutilizzabili) e quelle centrali piu simili a delle eliche che a delle tavole, nonostante il generoso spessore , in piu' i famigerati tarli hanno lautamente banchettato, risultato ; giusto per non buttare tutto si recupera il recuperabile che pero ' basta appena per fare un cuccia per un ......canarino.
Altra serie di improperie al padre al figlio alla madre e allo spirito santo, e si decide di farlo di noce , solo che tavole di 2.5 metri di noce non ci sono e cosi si passa al piano B due piani uguali con una losanga centrale.
In foto alcune fasi di lavorazione , nulla di straordinario un classico tavolo con le gambe a tronco di piramide , solo che lavorare il noce fa venire l'ulcera , si scarta una marea di materiale , non sta fermo nemmeno a minacciarlo i nodi sono bellissimi ma tiranio durante la lavorazione .
Comunque ormai e' finito e devo solo finire di lucidarlo ( mezzacera)
E stato approvato anche dal ragioniere Sigra Silvestro Pelocorto
Per ricavare queste e le gambe
c' e un leggero scarto
gambe grezze
e squadrate

















