Giannone ha scritto:Altra cosa; ridurre ad un solo ed esclusivo motivo economico la mancanza di coscienza personale in fatto di salvaguardia della propria incolumità
Gianni secondo me il nocciolo della questione è tutto qui.
Forse può apparire banale ma non è così, anzi a mio modestissimo avviso è un discorso profondo e vasto.
Il nocciolo della questione è proprio la "Coscienza Personale".
Le persone svolgono attività pericolose, coscientemente e incoscientemente.
Chi va in montagna spesso sa della pericolosità di quello che sta facendo, coscientemente si assume il rischio, adotta quelle precauzioni che sa essere utili nelle situazioni che si possono presentare. Però in parte il pericolo resta e lo si affronta, come dire è parte del gioco, crea emozione, l'ammirazione altrui, anche fama e notorietà in certi casi.
Altri affrontano gli stessi pericoli oggettivi incoscientemente.
Ed è così anche nell'attività lavorativa.
C'è chi se ne rende conto e chi no. Perchè?
Perchè il primo ha avuto un percorso formativo, delle esperienze che hanno formato in lui la "coscienza" di quel tipo di pericolo.
C'è da dire, che individui diversi possono "reagire" diversamente a esperienze simili, non è detto che la stessa esperienza, per esempio uno scampato pericolo, susciti la stessa reazione.
Alcune volte uno scampato pericolo resta "stampato" nella "coscienza" a fuoco, per tutta la vita, altre volte l'esperienza passa come l'acqua sotto il ponte..
Altro punto fondamentale è che la norma non sostituisce la coscienza.
Possono esserci tutte le norme possibili, ma se non mi rendo conto del pericolo le ignoro. Così come se la mia "coscienza" non mi avverte del pericolo, anche se la norma c'è "coscientemente" posso ignorarla.
Banalmente passo sotto le sbarre del passaggio a livello, "violo la norma" certo ma se il treno non c'è, non si vede in un campo visivo di Km...
Portare a "coscienza" lo si fa imprescindibilmente, pensando ragionando sull'argomento, è banale, ma se lo si fa la norma non serve, se non lo si fa, si può attuare la norma meccanicamente in tanti casi va bene comunque in altri no!
Tornando alle lavorazioni, tu mi hai insegnato l'importanza delle procedure, che sono un po' delle "norme" comportamentali che oguno si da: "Sotto 7 cm non si spinge "a mano" alla circolare". Chi avrà ragionato sulla pericolosità del gesto adotterà la procedura, chi no dirà: "E' un'abitudine di Gianni, ma io sono più bravo, che c'è di male a tagliare 6 cm...?"
E' un po' come nell'educazione.
Da una parte c'è il galateo la norma, dall'altra l'educazione che sorge dal rispetto altrui.
In una società fatta di individui maturi, coscienti, servirebbero le leggi...?
Ma qui si divaga...
Portare a "coscienza" lo si fa quindi parlandone divulgando, suscitando discussioni quindi ..... pensieri!
Grazie Gianni!!
Perdonatemi se la solità verbosità ha suscitato solo noia..