montegentile ha scritto:Non porto a spessore con una sola passata ma con passate successive fino a raggiungere lo spessore che desidero.
Però non inverto mai le facce (A ed opposta ad A) ma lavoro SOLO sulla opposta alla A.
Per l'aspirazione... mi sto organizzando, ho un aspiratore ma voglio cablare i tubi (che oggi vado a prendere).
I trucioli, prima di far entrare la tavola, li tolgo stando attendo a far entrare la tavola sul pulito... ma immagino sia abbastanza inevitabile che dentro ce ne siano... però dovrebbero essere spinti via.
Comunque farò ulteriori prove ma penso sia abbastanza evidente che è un mio errore... però sulla vecchia 260 ho sempre fatto così (lavorando ovviamente tavole più strette e sempre di toulipier) senza aver mai rilevato problemi...
In effetti qui si aprirebbe un mondo, ma, sinteticamente:
Piallare tavole così larghe e di spessore così sottile è difficile, non solo per una questione di tecnica ma anche di conformazione del legno.
Per prima cosa quindi sarebbe bene non farlo (e quindi spaccare in larghezze più contenute) ma, se lo si vuol fare è bene adottare degli accorgimenti.
Il primo è quello di piallare a filo e controllare bene la planarità, poi, se dopo una decina di minuti è ancora piana si può spianare a spessore lasciando un po' di margine e far riposare la tavola un paio di giorni. Dopodichè si guarda cosa è successo e si corregge di conseguenza.
La seconda cosa, ed è valida sempre, è che appena la faccia opposta a quella a filo risulta piana dopo il passaggio o i passaggi a spessore, si inizia ad alternare le passate sulle due facce.
Per prima cosa perchè spesso si riesce a compensare qualche piccolo errore, secondo perchè non si sbilancia la tavola dal punto di vista dell'umidità e terzo perchè il grado di finitura risulta uguale sulle due facce.
Per quanto riguarda l'aspirazione, il fatto di non averla non comporta solo il problema del piano a spessore che si risolve ovviamente pulendo l'ingresso (ma meglio sarebbe pulire tutto) ma anche che i trucioli di lavorazione si appoggiano superiormente sulla tavola e vengono schiacciati dal rullo in uscita, cosa che è bene evitare sia per la vita sana del rullo che per i segni che questi lasciano poi sulla tavola.
Il fatto di non aver mai rilevato problemi nelle lavorazioni è abbastanza irrilevante in questo caso, dato che hai cambiato macchina e dimensioni delle tavole.
Gianni
p.s. sempre presupponendo che la macchina sia ben settata.
"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)