Primi passi verso il "virus segaensis"

Primi passi verso il "virus segaensis"

Messaggioda mumu » gio 24 apr, 2014 10:05

Ho letto di recente un articolo interessante di Matt Cianci in cui da alcuni suggerimenti per entrare nel favoloso mondo delle seghe. Gli anglofoni lo chiamano "slippery slope", noi lo chiamiamo virus, in questo caso il rarissimo ma temibile "segaensis" :mryellow:

Alcune considerazioni in realtà per noi italiani risultano falsate, soprattutto per l' approvvigionamento del materiale e dei ricambi: i siti segnalati sono sicuramente validi ma i costi già alti più spedizione ed eventuale dogana potrebbero diventare sconvenienti :lol:

L'articolo in realtà è uno spottone per un suo DVD (che ho un po' censurato) ma credo sia molto interessante e mi sono permesso di tradurlo (perdonate le imprecisioni).

L'originale è qui.

[hr]
Seghe a dorso, primi passi verso il virus.

Avete deciso di provare a restaurare una sega? Congratulazioni! Non avete una sega da restaurare? Non preoccupatevi amici, ho messo insieme alcuni consigli per aiutarvi nel vostro cammino. Leggete e sarete sempre più dell'idea di non accendere più il vostro banco sega.

1) Cercate le seghe brutte.
Il problema per la maggior parte dei principianti non è trovare una sega di qualità. Il problema è sapere quali seghe comprare e quali evitare. Il trucco? Cercare quelle brutte.
Quasi ogni vecchia sega a dorso può essere risistemata e tornare ad alto livello e fare un lavoro fantastico. Per questo, vi consiglio di non perdere tempo con lame lucide, i manici immacolati con l'etichetta originale e con i denti nuovi di fabbrica. Anche perché i collezionisti porteranno queste seghe a prezzi altissimi.
Inoltre, nel peggiore dei casi, se si acquista una vecchia sega per 5 dollari che si rivela essere un raschietto col manico, avrete perso solo 5 dollari e imparato qualcosa.
Non ho mai speso più di 20 dollari per nessuna delle seghe che uso. Lame deformate e arrugginite, manici rotti e viti mancanti sono cose che i collezionisti non considerano nemmeno... voi invece dovreste farlo! E più la sega è vecchia meglio è.
Cercate viti in ottone, manici dalla forma classica e tanta patina. Queste sono le caratteristiche delle migliori seghe.

2) Non comprate nient’altro (per adesso).
Mi raccomando non comprate lime per affilare seghe, pinze stradasega e lime varie fino a quando la vostra sega non è pronta per essere affilata.
La maggior parte del tempo e del lavoro sporco per rimettere in ordine una vecchia sega a dorso consiste nel rimuovere la ruggine, sistemare il dorso, riparare il legno del manico e rimettere tutto insieme. Tutto questo può essere realizzato con roba che probabilmente avete già nel vostro laboratorio: carta vetrata, solventi, martello e ritagli di legno.
Non c'è bisogno di pensare ad alcun tipo di lima finché non si è in dirittura d'arrivo. Inoltre, avrete bisogno di capire che dimensione di lima serve per la vostra sega.
Un sacco di studenti si presentano ai miei corsi con ogni tipo di lima, jig e gadget realizzati per affilare le seghe ma molte cose non le useranno mai. Non comprate nulla fino a quando ne avete bisogno. In questo modo è possibile risparmiare tempo e denaro.

3) Aggiornamenti.
Grazie al “rinascimento del 21° secolo” (come viene chiamato da qualcuno) degli attrezzi manuali ora ci sono molte più risorse disponibili per coloro che decidono di risistemare vecchie seghe.
E a differenza delle seghe più grandi, qualsiasi componente di una vecchia sega a dorso può essere sostituito con uno migliore o nuovo se necessario. Lame, dorsi, viti rotte e nuovi manici possono tutti essere sostituiti. Quindi, procedete e fate un tentativo con una di quelle splendide seghe con la lama rovinata.
Se la lama dimostrerà di essere troppo rovinata una volta che l’avete ripulita, potrete sempre ordinarne una nuova di zecca da Dom Greco su TGIAG.com.
Il dorso della lama è piegato o rotto? È possibile trovarne uno nuovo su misura in ottone o bronzo da Isaac Smith su BlackburnTools.com.
Viti rotte? Ci sono ormai quasi una mezza dozzina di produttori di split-nuts disponibili on-line.
E, ultimo ma non meno importante, che dire del manico? Beh, presumo che siate falegnami, giusto? Se avete colla e raspe si può risolvere qualsiasi problema su un manico.

4) Smettete di leggere questo post.
Iniziate a lavorare su una sega e cambierà il vostro mondo!
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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda albertone » gio 24 apr, 2014 15:57

come non condividere?
alla fine è più semplice di quanto si possa credere........
per fortuna sono ancora salvo dal virus, ....ne ho solo 4! il minimo sindacale! :wink:
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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda Umberto63 » gio 24 apr, 2014 18:30

Grazie per la traduzione
Umberto
chi trova errori grammaticali può tenerseli
Saluti, Umberto
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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda mceolan » mer 30 apr, 2014 10:32

carino l'articolo!!
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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda Orsomagno » mer 30 apr, 2014 11:15

io punto sempre alle jap, che sono un'invenzione meravigliosa :mryellow:
Luca

prima di criticare una persona, prova a fare un miglio nelle sue scarpe; così, se la critichi, sarai un miglio lontano. E avrai le sue scarpe.
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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda mceolan » mer 30 apr, 2014 11:26

Luca hai mai provato una jap seria??
ci sono differenze?

due settimane fa ho provato la veritas di lorenzo e devo dire che taglia veramente molto bene
una giornata dedicata alle seghe ( e qui già vedo le faccine di molti maliziosi) con prove jap ed europee sarebbe molto carina
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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda Orsomagno » mer 30 apr, 2014 11:39

so solo che le jap tagliano bene e che non sono da riaffilare. è come la barzelletta degli otto piani: io sono arrivato al secondo e lì mi accontento.

c'è da farci un po' la mano, ma questo per tutte le cose.

piccola parentesi: in europa continentale si sono sempre usate per la maggior parte le seghe a telaio, indi per essere rigorosi nel mantenimento delle tradizioni basterebbe autocostruirsene una ed equipaggiarla con una lama jap (queste sono le mie intenzioni non appena avanzerò del tempo - nel 2078).

il segaccio modello disston, nonchè le seghe a dorso sono presenti perlopiù nella tradizione anglosassone, invece.
cose già dette e ridette, ma giusto per dire che (almeno) delle seghe veritas posso pensare di farne a meno
Luca

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Re: Primi passi verso il "virus segaensis"

Messaggioda mumu » mer 30 apr, 2014 11:44

mceolan ha scritto:...
una giornata dedicata alle seghe ( e qui già vedo le faccine di molti maliziosi) con prove jap ed europee sarebbe molto carina
La si organizza per settembre/ottobre? :fischietta:

Orso, a volte si prendono dei virus... :mryellow:
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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda mceolan » mer 30 apr, 2014 13:50

organizza mumu che noi veniamo :mryellow: :mryellow:

@Luca
non conoscevo la geografia degli usi e domando
la sega a telaio mi sembra più adatta ad un taglio di avvicinamento al profilo ideale, quella a dorso ideale per tagli precisi, sbaglio?
quindi cosa usavano i continentali per le code ed i tenoni e gli albioni per le lavorazioni di preparazione?

a Rovato dovrebbe arrivare la mia prima nonjapsawforseanchedaaffilar
:mryellow: :mryellow:
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Re: Primi passi verso il "virus segaensis"

Messaggioda mumu » mer 30 apr, 2014 14:56

Trovo corretta l'osservazione di Luca, per analogia metterei pure le pialle in legno piuttosto che quelle metalliche.
Però ci sono due però :mryellow:

1- Pialle in ferro e seghe a dorso di cent'anni fa si sono conservate molto meglio delle cugine in legno e a telaio;

2- Il mercato collezionistico del web mi pare "anglocentrico".
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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda Orsomagno » mer 30 apr, 2014 15:02

mceolan ha scritto:@Luca
non conoscevo la geografia degli usi e domando
la sega a telaio mi sembra più adatta ad un taglio di avvicinamento al profilo ideale, quella a dorso ideale per tagli precisi, sbaglio?
quindi cosa usavano i continentali per le code ed i tenoni e gli albioni per le lavorazioni di preparazione?

no, non credo. tutte le seghe servivano per un taglio preciso, la differenza la faceva la mano dell'utilizzatore. i continentali per le code usavano... la sega a telaio (cfr. persino Franz Klaus), gli albioni per i lavori di grosso il segaccio, quello lungo senza costa, per intenderci.

mumu ha scritto:Trovo corretta l'osservazione di Luca, per analogia metterei pure le pialle in legno piuttosto che quelle metalliche.
Però ci sono due però :mryellow:

1- Pialle in ferro e seghe a dorso di cent'anni fa si sono conservate molto meglio delle cugine in legno e a telaio;

2- Il mercato collezionistico del web mi pare "anglocentrico".


concordo. puoi anche mettere i due punti come conseguente l'uno all'altro. del resto la produzione di attrezzi che in europa era artigianale, nella perfida albione è subito divenuta industriale. hai voglia a competere!!...

mceolan ha scritto:a Rovato dovrebbe arrivare la mia prima nonjapsawforseanchedaaffilar
:mryellow: :mryellow:

perchè, secondo te io non ho una tenon saw nello scatolone?? :rotfl:
Luca

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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda Albinos » mer 30 apr, 2014 21:58

Io quoto Luca ! Da quando ho provato la mia ryoba ,faccio quasi tutto con quella! Ho una buona telaio (con lama Jap ) che uso per i lavori piu pesanti, ma il resto lo faccio con le jap che trovo molto pratiche , leggere e maneggievoli.
Premetto che i segacci tradizionali che ho sono tutti vecchi ,e da affilare, quindi non fanno testo, ma per ora le seghe che ho mi permettono di fare tutto , e non mi fanno sentire la neccessità di spendere in segacci!
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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda mceolan » mer 30 apr, 2014 23:21

Io di JAP ne ho 5 :mryellow: , ma sono convinto che le nostre buone e ben affilate siano ottime
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Re: Primi passi verso il "virus segaensis"

Messaggioda mumu » gio 08 mag, 2014 12:30

Un altro articolo di Chris Schwarz che da un'infarinatura sulle seghe occidentali, tradotto con qualche licenza, l'originale è qui.

[hr]

Numero dei denti
Normalmente quando scelgo una sega cerco di abbinare il numero dei denti per pollice (detto anche pitch o ppi) allo spessore del pezzo da tagliare. Con le seghe normali calcolo che sei o sette denti rimangano all’interno del legno mentre sego. Con le seghe a dorso invece considero circa 10 denti.
Per esempio se devo eseguire delle code di rondine su pezzi spessi 3/4” (18mm) per una cassa opterò per una sega con 15 denti per pollice (ppi). Ma se le code le devo fare su un cassetto con i fianchi spessi 1/2” (12mm) sceglierò una sega più fine con 18 o 20 denti per pollice.
Ciascuna sega potrebbe eseguire le code sia per la cassa che per il cassetto, è più una questione di quale lavora meglio. Non è necessario avere due seghe dovetail, ma conviene scegliere quella che meglio si adatta ai vostri lavori più frequenti. (Questa regola non è valida per le seghe giapponesi che hanno denti più alti che non si intasano con la segatura).
Considerate anche che ci sono dei limiti pratici. Sono poche le seghe per tenoni con meno di 10 ppi ma a volte capita di dover tagliare un tenone da 50mm (2”). Con una sega da 5 ppi sarebbe complicato iniziare a tagliare quindi bisogna adeguarsi.


Tipi di seghe e quali comprare
Se costruite mobili, armadi, sedie, tavoli e cassapanche, il seguente elenco di seghe è valido. Se fate piccole cose (scatole) o roba più grande (grandi armadi), vi aggiusterete di conseguenza. Ma penso che questo sia una buona lista.


Immagine
Carcass saw
Lunghezza della lama: da 10” (25cm) a 14” (36cm)
Denti: da 12 a 14 ppi
Affilatura: traverso vena (crosscut)

Penso che questa sia un’ottima sega per iniziare. E’ facile far partire il taglio, controllarlo ed è utile per tutti i tagli traverso vena. Imparare ad usare questa sega sarà utile anche per usarne altre più impegnative.
Che lunghezza scegliere? Come tutte le seghe penso che una lama lunga aiuta a fare tagli più dritti ma è meno maneggevole per i principianti. La mia preferita è quella con lama da 14” e non vedo una grande differenza tra una 12 ppi e una 14 ppi.


Immagine
Dovetail saw
Lunghezza della lama: da 6” (15cm) a 10” (25cm)
Denti: da 14 a 21 ppi
Affilatura: lungo vena (ripcut)

Indipendentemente da ciò che scrivo comprerete una dovetail saw il prima possibile. Le seghe piccole hanno denti molto fini e la lunghezza della lama non è importante quanto il numero dei denti. Sceglietene una adatta a quello che farete. Farete molti cassetti? Prendetene una con i denti più fitti (da 18 a 20 ppi). Vi piacciono le cassapanche? Prendete qualcosa che si avvicini ai 15 ppi.
Cosa dire sull’affilatura progressiva, quella con i denti più vicini sulla punta e più distanti nel resto della lama? A me piace ma ci ho messo un po’ ad apprezzarla. Provarla prima di comprarla sarebbe l’ideale.


Immagine
Tenon saw
Lunghezza della lama: da 16” (40cm) a 20” (50cm)
Denti: da 10 a 11 ppi
Affilatura: lungo vena (ripcut)

Ho scritto le specifiche per delle seghe tenon di una volta. Solitamente non sono più così grandi tranne quelle realizzate da Wenzloff & Sons. A me piace una sega grande (19” 48cm), ma è una mia prerogativa.
Quando faccio un corso i miei studenti si dividono, a metà di loro piace usarne una grande l’altra metà invece sceglie una più piccola sash saw.


Immagine
Sash saw (o tenon saw moderna)
Lunghezza della lama: da 14” (36cm) a 16” (40cm)
Denti: 10 ppi
Affilatura: disponibili sia lungo vena (ripcut) che traverso vena (crosscut)

Il termine “sash saw” è scomparso da molti cataloghi, ma il formato è quello che ora viene chiamato “tenon saw”. A me piace l’affilatura lungo vena perché per tagliare le guance di un tenone si lavora in quella direzione. Alcuni scelgono una sash con tagli cross invece di una carcass perché preferiscono seghe più grandi o hanno lavori di dimensioni maggiori. Come vedete la cosa non è semplice.
Non è indispensabile avere due sash saw con entrambe le affilature cross e rip (ma siete liberi di farlo). Prendete quella che preferite. Io preferisco una sash da 14” indipendentemente dall’affilatura.


Immagine
Handsaw
Lunghezza della lama: da 22” (56cm) a 26” (66cm)
Denti: da 5 a 12 ppi
Affilatura: traverso vena (crosscut)

Queste seghe senza il dorso vengono usate per portare a misura le tavole grezze prima di iniziare le lavorazioni e per sezionare grandi pezzi in modo approssimativo. A me piace una sega con 7 ppi (molto comuni). Sceglietene una corta se non siete tanto alti o se lavorate sul banco. Sceglietene una lunga se siete alti o se lavorate su un sawbench (una sorta di cavalletto alto circa 45cm da terra utilizzato per segare le tavole).
Penso che queste seghe siano ottime perché offrono un buon allenamento che tornerà utile quando dovrete realizzare un incastro a code di rondine. Di solito le seghe più corte di 26” sono chiamate “panel saw”.


Immagine
Ripsaw
Lunghezza della lama: da 22” (56cm) a 26” (66cm)
Denti: da 3,5 a 5 ppi
Affilatura: lungo vena (ripcut)

Non uso questa sega molto spesso, infatti la mia è piena di polvere. Onestamente preferisco usare la sega a nastro. Consiglio questa sega solo se siete amanuensi puri o se avete i bambini che dormono al piano di sopra.
Ultima modifica di mumu il gio 08 mag, 2014 12:46, modificato 1 volta in totale.
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Re: Primi Passi Verso Il "virus Segaensis"

Messaggioda Orsomagno » gio 08 mag, 2014 14:07

bella, grazie per la traduzione.
non consiglierei la ripsaw nemmeno con i bambini che dormono. mia moglie si lamentava con due piani di distanza da dove segavo... :roll:
Luca

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