Mi sono iscritto e presentato da poco ma vi seguo da tanto tempo.
Attingo da parecchio tempo dalla vostra esperienza e (anche se da dietro le quinte ed indegnamente) tanto che ormai mi sento un pò uno di voi.
Vorrei chiedervi cosa ne pensate di questa mia idea:
Realizzare infissi in legno lamellare di abete a spessore 68 mm utilizzando vecchi gruppi programmati che ho a disposizione da far lavorare su una ...Furore 300...
Il legname proviene dalla demolizione di una vecchia struttura in abete lamellare dalla quale ho potuto recuperare quadrotti di sezione 120 x 120 mm in quantità sufficiente per realizzare quello che ho in mente ed anche per commettere qualche errore che purtroppo metto in cantiere.
Comincio però a descrivervi quelli che penso saranno i problemi più seri da affrontare oltre naturalmente a quelli che voi mi esporrete e spero che mi aiuterete a risolvere.
1) I Gruppi di cui sono in possesso provengono da falegnamerie artigianali che hanno rinnovato il serramento o che hanno acquistato macchinari più complessi e/o a CNC. Sono quindi tutti assemblati con mozzi dal diametro esterno di 60 e diametro interno da 35 e altezze variabili da 80 a 110mm.
Sono tutti programmati per lavorare senza spostare mai la guida della toupie e l'altezza dell'albero ed i vari componenti (teste portacoltelli) partono da un Diam min di Programmazione di 130 mm.
Quindi il Diam Max di ogni singolo gruppo oscilla a seconda dell'approfondimento dei vari profili fino a un massimo di 190mm.
2) Ho una sicar Furore 300 del 2005 con motori trifase da 3hp ma funzionanti in monofase 220V pilotati da un
Inverter. Il pozzetto della toupie può ospitare utensili fino a Dmax 160 mm, L'altezza dell'albero utile è di 100mm, la cuffia di protezione e della guida può contenere utensili fino a un Dmax di 200 mm.
Partendo da qui ho pensato innanzitutto di realizzare:
A) Un piano toupie supplentare
da sovrapporre a quello della macchina con un multistrato bilaminato da 19mm e con un foro di pozzetto del diametro di 210 mm.
Questo perchè molti dei gruppi programmati, composti quasi tutti da più teste, hanno le teste più basse di diametro superiore ai 160 mm ammessi dal pozzetto ed una parte dello spessore di queste teste deve stare sotto la quota 0 di programmazione che corrisponde al piano di appoggio del pezzo da lavorare.
B) Prolunga mobile dell'albero toupie
L'albero ha una lunghezza complessiva di 105 mm ed una corsa verticale di 115 mm caratteristiche queste che non consentono di attrezzare con i gruppi che io ho. Ho bisogno infatti di aumentare la lunghezza complessiva dell'albero almeno fino a 140 mm. e di incrementare la corsa verticale in altezza di ulteriori 15/20 mm.
Qualcuno mi ha suggerito di fare una "prolunga mobile" dell'albero con ferro tondo da 30, foro centrale passante per una vite m14 testa svasata attacco esagonale da 70 mm. (praticamente come a quella in dotazione ma più alta di 40 mm) facendo attenzione di praticare i fori per accogliere e ricostruire le spine antisvitamento presenti sulla testa dell'albero.
Ma questo è solo l'inizio, la parte più facile che ho già messo in cantiere.
I dubbi quelli seri cominciano ora.
IL PESO DEI GRUPPI
Io che ho sollevato smontato, pulito, e sostituito anche gli inserti (coltelli reversibili, raggiatori e/o spigolatori)
per poi riassemblarli so quanto pesano e approfittando che i mozzi di qualche gruppo erano da 80 mm e non da 105 come per i più complessi e pesanti ho provato a montarli sull'albero e a farli girare a vuoto.
Devo dire che fino a questo punto le cose sono andate oltre le più rosee previsioni perchè l'inverter ha avviato regolarmente il motore toupie senza indugi e con la minima differenza di tempo di avviamento. Posso dire la stessa cosa anche per lo stop riscontrando soltanto qualche secondo in più del solito per l'arresto.
Potrei anche intervenire sull'inverter per migliorare in termini temporali le prestazioni di Start e Stop dell'insieme ma ritengo che conviene non perderci tempo.
Quindi forse il dubbio e la preoccupazione del peso può essere fugata? O forse meglio trascurabile?
LA SUPERFICIE DI ASPORTAZIONE
A me sembra evidente che se aumento la superficie di asportazione nel legno in un'unica passata ho bisogno di avere a disposizione maggiore forza motrice. Per ovviare a questo limite (i 3 HP dei miei motori) non mi resta altro da fare che limitare la superficie di asportazione ricorrendo a passaggi successivi del pezzo aumentando progressivamente l'approfondimento con successivi step della guida d'appoggio, o di corsa verticale o , dive possibile scomporre i gruppi (diciamo due più piccoli) e fare due passate.
Qui invece l'argomento si fa complesso ed interessante Perchè ad entrare in gioco non è soltanto la superficie di asportazione e quindi la richiesta di forza motrice ma anche la solidità della macchina vibrazioni e quant'altro.
Purtroppo le mie conscenze si fermano qui ma i miei dubbi restano.
Che cosa ne pensate? Mi piacerebbe veramente sentire qualche vostra esperienza ed opinione.
Ciao a tutti dal Salento con Calore
Renzo
