OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

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Messaggioda NIKK » sab 17 dic, 2011 16:08

In pratica il solito amico mi informa che ha un "piccolo " olmo in mezzo alla legna da ardere appena tagliata , il piccolo olmo si rivela in 6 metri di tronco e 1000 kg di peso .
Naturalmete ho detto va bene lo prendo io , detto e fatto e tagliato 150€ compreso il taglio per 1 m3 di olmo mi sembra ragionevole .
Ora oltre gli smadonnamenti per il peso :fatica: :fatica: (le tavole centrali sono attorno ai 40Kg) mi sorge un dubbio il fase di lavoro la parte "bianca " esterna si scarta completamente ???? :roll: :roll:

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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda Cartouche » sab 17 dic, 2011 16:31

La parte bianca è l'alburno, la parte scura è il durame.
Tante volte l'alburno viene scartato per via dell'eccessivo contrasto con il durame ma se questo contrasto è usato "giudiziosamente" si possono creare degli effetti "voluti" piacevoli all'occhio.

Questo contrasto esiste in altreessenze, come il ciliegio, mentre, per esempio, nel rovere, non è così pronunciato.
Io che lavoro tanto con il ciliegio, includo quasi sempre l'alburno (almeno in parte) tagliando la tavola a metà lungo vena e incollando le due parti di alburno assieme nel centro.
Se vai sul mio sito, potrai vedere degli esempi.

A.
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda Claudio51 » sab 17 dic, 2011 16:41

NIKK ha scritto:In pratica il solito amico mi informa che ha un "piccolo " olmo in mezzo alla legna da ardere appena tagliata , il piccolo olmo si rivela in 6 metri di tronco e 1000 kg di peso .
Naturalmete ho detto va bene lo prendo io , detto e fatto e tagliato 150€ compreso il taglio per 1 m3 di olmo mi sembra ragionevole .
Ora oltre gli smadonnamenti per il peso :fatica: :fatica: (le tavole centrali sono attorno ai 40Kg) mi sorge un dubbio il fase di lavoro la parte "bianca " esterna si scarta completamente ????

Non credo proprio; almeno per il tasso, che presenta caratteristiche di colore analoghe con differenza altrettanto netta di colore fra alburno e durame, non si butta via nulla e sull'utilizzo combinato delle due parti è nata la fortuna dell'arco lungo inglese nell'alto medioevo e quando mancava il tasso su usavano altre essenze come olmo o frassino. Ora direi che se quei legni sono adatti a sopportare le sollecitazioni di un potente arco da guerra in quanto a resistenza e elasticità non dovrebbero essere assolutamente secondi a nessuno e tanto meno dovrebbero essere soggetti a spaccarsi. Credo che combinando sapientemente i colori potrebbero venirne fuori lavori interessanti e comunque non ti manca il legno per provare
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda Claudio51 » sab 17 dic, 2011 16:48

Scusa Cartouche, la tua risposta è arrivata mentre scrivevo il mio messaggio e non ne ho tenuto conto ma non mi sono certo sognato di snobbarla
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda artista » dom 18 dic, 2011 15:11

A me l'olmo s'è tutto spaccato in testa, alcune tavole fino a metà anche :cry: :cry:
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda NIKK » dom 18 dic, 2011 15:20

"A me l'olmo s'è tutto spaccato in testa" Vuol dire che hai la testa dura, piu dura dell' olmo :sguaiata: :sguaiata: :sguaiata: :sguaiata:
Scusa ma era servita su un piatto d'argento e non potevo evitarlo.

Grazie comunque a tutti delle delucidazioni ma credo di essermi esperesso in maniera contorta, ovvero : come diavolo si muove questo legno????? in pratica la parte piu chiara si muove per conto suo? ? , la parte scura ho visto gia nel taglio che dovro' smezzerla visto che ha gia cominciato a segnarsi e spaccarsi.
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda - » dom 18 dic, 2011 19:25

La scarsa uniformità della struttura della grana compatta rende il legno di olmo poco affidabile, in quando tende a deformarsi e fessurarsi e l'imprevidibilità della stessa grana lo rende difficile a lavorarsi a macchina. infatti da non molti anni l'olmo si usa in tavole ma solo grazie alle nuove tecniche di essicazione e non di stagionatura.
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda Christian » lun 19 dic, 2011 14:14

Eccheculo! :mryellow:
Io mi sto arrabattando per recuperare le potature e le parti gia tutte tarlate ed imbacuccate...
Ultima modifica di Christian il lun 19 dic, 2011 14:15, modificato 1 volta in totale.
Ciao e grazie, Christian
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda NIKK » lun 19 dic, 2011 15:22

nikigio
In pratica mi sono procurato un metro cubo di rogne :fischietta: :fischietta: :fischietta:
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IL c............ classe non e' acqua :risata: :risata:
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda vito » lun 19 dic, 2011 21:30

nikigio ha scritto:La scarsa uniformità della struttura della grana compatta rende il legno di olmo poco affidabile, in quando tende a deformarsi e fessurarsi e l'imprevidibilità della stessa grana lo rende difficile a lavorarsi a macchina. infatti da non molti anni l'olmo si usa in tavole ma solo grazie alle nuove tecniche di essicazione e non di stagionatura.



questo se non lo si sa lavorare... l'olmo è un bellissimo legno, ottimo per lastronature. ma anche massello .
la storia dei legni difficili da lavorare vale per l'industria( DANNATA INDUSTRIA) , non per gli artigiani veri.
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda artista » lun 19 dic, 2011 23:22

Condivido appieno Vito......... :wink:
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda - » mar 20 dic, 2011 17:49

Vito condivido...quanto detto sulla lastronatura..sul resto non completamente, ritengo le dimensioni importanti . :lol:
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda alebonat » dom 22 gen, 2012 06:27

nikigio ha scritto:La scarsa uniformità della struttura della grana compatta rende il legno di olmo poco affidabile, in quando tende a deformarsi e fessurarsi e l'imprevidibilità della stessa grana lo rende difficile a lavorarsi a macchina. infatti da non molti anni l'olmo si usa in tavole ma solo grazie alle nuove tecniche di essicazione e non di stagionatura.


Ciao a tutti... non scrivo molto ma vi leggo con piacere, però sulla questione OLMO vorrei portarvi anche la mia esperienza. Io non ho trovato le difficoltà che ho letto sopra, ho usato sia la parte di alburno ( in quantità minore ) che ovviamente il durame, ho lavorato spessori che vanno dai 45mm fino al centimetro. non ho riscontrato ne spaccature e tanto meno movimentazioni anomale.
Io l'ho utilizzato per realizzarmi il banco e lo stò usando per terminare antina e cassetti del sotto banco... in fin dei conti è un legno che da sempre è stato usato nei lavori di falegnameria, tanto piu che un tempo veniva usato per realizzare anche le viti delle morse. per quanto riguarda la movimentazione, credo dipenda solo dagli sbalzi termici e di umidità a cui è posto il tavolame.
Se non sai che farne, fammi sapere che ti porto una cassa di Prosecco in cambio! :mryellow:
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda giacomo » dom 22 gen, 2012 14:30

un bel tavolo. Le zampe mi sembrano abete, un poco stonano.
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Re: OLMO QUESTO SCONOSCIUTO GUIDA AD UN USO CORRETTO

Messaggioda Cartouche » dom 22 gen, 2012 17:39

alebonat ha scritto:
nikigio ha scritto:La scarsa uniformità della struttura della grana compatta rende il legno di olmo poco affidabile, in quando tende a deformarsi e fessurarsi e l'imprevidibilità della stessa grana lo rende difficile a lavorarsi a macchina. infatti da non molti anni l'olmo si usa in tavole ma solo grazie alle nuove tecniche di essicazione e non di stagionatura.


Ciao a tutti... non scrivo molto ma vi leggo con piacere, però sulla questione OLMO vorrei portarvi anche la mia esperienza. Io non ho trovato le difficoltà che ho letto sopra, ho usato sia la parte di alburno ( in quantità minore ) che ovviamente il durame, ho lavorato spessori che vanno dai 45mm fino al centimetro. non ho riscontrato ne spaccature e tanto meno movimentazioni anomale.
Io l'ho utilizzato per realizzarmi il banco e lo stò usando per terminare antina e cassetti del sotto banco... in fin dei conti è un legno che da sempre è stato usato nei lavori di falegnameria, tanto piu che un tempo veniva usato per realizzare anche le viti delle morse. per quanto riguarda la movimentazione, credo dipenda solo dagli sbalzi termici e di umidità a cui è posto il tavolame.
Se non sai che farne, fammi sapere che ti porto una cassa di Prosecco in cambio! :mryellow:
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A vederlo così da lontano quello sembrerebbe olmo rosso americano ! Molto più uniforme, sia in colore che in fibra, di quello europeo.
Anche molto meno interessante esteticamente di quanto mostrato sopra da Nikk.

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