nikigio ha scritto:Per orione...
Forse c'è risposta.
si Giovanni conosco quel modello, ma non spiega quale delle tre deformazioni sia quella corretta e se lo sono tutte e tre, com'è probabile, dato che sono tratte da documenti attendibili e inoltre tutti e tre i tipi ricorrono molte volte, in che condizioni le coste delle assi restano parallele o convergono verso il lato corteccia, il sopra, che darebbe l'imbarcamento complessivo del tavolo, o dall'altra parte.
Poi sono comvinto pure io che ci sia una risposta, bisogna vedere quanto sia complesso ottenerla, quanti dati necessita, e in fondo, se è utile, o è una pura speculazione. Oltre a privilegiare l'estetica Aurelio dice sostanzialmente "tanto poi fa quello che vuole" e in effetti ci sono molti fattori ... http://wfs.swst.org/index.php/wfs/article/viewFile/562/562
qui ad esempio dice che come e con che tempi è stato essiccato costituisce un "percorso" storico del processo che contribuisce a determinare la forma , la storia di "quel legno" diventa un parametro come i tassi di ritiro radiale e tangenziali. Il problema è pure non lineare ovvero l'umidita nel suo penetrare nel profondo, o venir diffusa all'estermo, ad un dato tempo durante l'esposizione, dipende dalle caratteristiche ovvero dai coefficienti di ritiro radiali e tangenziali in quel momento, che a loro volta dipendono dall'umidità e quindi il suo avvicinarsi ad un equilibrio e le condizioni dell'equilibrio stesso alla fine dipendono da che "strada" il processo di essicazione ha fatto...il tasso di ritiro tangenziale dipende da quanto sono fitti gli anelli di crescita che variano durante la crescita stessa e quindi dipendono pure dal raggio di "estrazione" della tavole considerate dalla sezione originale dell'albero.... ecc ecc.
tutte cose che a naso tormano ma formalizzarle in un modello è dura.








