CavalloGoloso ha scritto:
Credo che Edo esprima un pensiero un poco diverso da come potrebbe intendersi a primo acchito. La religione cattolica non è il Cristianesimo che è matrice comune tanto degli Anglicani, quanto dei Luterani e di tante altre confessioni. Penso piuttosto, ed Edo mi correggerà se sbaglio, che egli si riferisca all'influenza della Chiesa Cattolica e di tutto il suo apparato indiscutibilmente proiettato (ovviamente non solo!!) a proteggersi in quanto tale, in quanto stato, in quanto potere. Questo non implica una totale negatività ma se è vero che Papa Giovanni Paolo 2° è stato un papa progressista che ha aperto il Cattolicesimo anche al dialogo interreligioso, evidentemente qualcosa da riformare in quel pensiero -che è stato il pensiero dominante anche sul piano sociale e politico per secoli e secoli- c'era.
Ma non allontaniamoci troppo dal tema di questa discussione che si sta rivelando assolutamente intrigante.
gmgd ha scritto:Prendo spunto dal topic "il fantasma", ma se ne parla spesso qui sui forum, della necessità di tramandare a quelli che verranno le tecniche , i trucchi, i segreti che messi insieme fanno "il mestiere".
Me ne parla spesso mio padre, che alla soglia degli 80 trascorsi quasi tutti in bottega, mi riempie di consigli e suggerimenti che non vuole finiscano con lui,
ma io sono il suo leggittimo successore, unico figlio maschio, ed è normale che sia così, ma sempre alla fine del discorso aggiunge un lapidario " questo non dirlo a nessuno" .
Queste parole cozzano contro la sua generosità ed apertura agli altri e spesso mi lasciano pensare su come debba io considerare il suo atteggiamento.
Lui sostiene che il rapporto tra maestro e allievo in una società reale non può essere improntato sulla pura generosità del primo verso il secondo, sarebbe bello ma non può essere così.
Porta l'esempio di suo padre che ricevette tramandato dal padre il mestiere e che lo tramandò a lui e a suo fratello e che ebbe anche parecchi allievi, ai quali non tramandò ma insegnò ( forse le cose non avevano lo stesso valore) ma che in cambio ricevette da questi diversi anni del loro lavoro, una sorta di pagamento.
Racconta che era consuetudine prestare a colleghi, gli attrezzi si, ma le conoscenze per usarli no, nel senso che "ti presto la pialla ma se non la sai usare son fatti tuoi", non si poteva rischiare di far diventare il tuo amico dirimpettaio un possibile concorrente, ma manco farlo morire di fame perchè vincoli di amicizia, rispetto e solidarietà erano reali tra queste persone.
Io non saprei dargli torto, specie con le ristrettezze degli ultimi tempi, se guardiamo ai copyright ai brevetti o ai vari segreti industriali ( famoso quello della cocacola) non sono questi forse la stessa cosa?
Sui forum, ogni giorno, diamo e riceviamo insegnamenti perchè il più delle volte l'altro si occupa di tutt'altro a centinaia di km di distanza, ma saremmo disposti a scambiarceli con nostro vicino quando entrambi combattiamo per la stessa unica pagnotta ?
Cosa ne pensate?
Edo ha scritto:
Volevo solo dire che a mio parere l'etica del lavoro sia molto più sviluppata nei paesi di religione luterana, calvinista e anglicana.
Al contrario, nella religione cattolica, si tende a vedere il lavoro come un castigo di Dio, inflitto all'uomo per punirlo dal peccato universale.
Forse è per questo motivo che la condivisione del sapere è molto più sviluppata nei paesi nordici di religione non cattolica.
Ma non vorrei spingermi oltre, sono soltanto delle considerazioni elementari...
mastro stefano ha scritto:Appunto, per farlo bisogna che l'artigiano sappia cosa dire, meno sanno cosa dire e sempre meno clienti sono informati ed esigenti, esattamente il gioco dei grandi centri e della produzione in quantità, che forse non viene manco più fatta in Italia.
A Rovato ho sempre più apprendisti e su questa onda sento in giro che altre scuole professionali si stanno attrezzando, lavoro da tanti anni per questo e credo fermamente nel tramandare e insegnare, non credo sia tutto merito della crisi, quella piuttosto ha fatto riaprire gli occhi.
Ciao
Stefano
mastro stefano ha scritto:.......................
A Rovato ho sempre più apprendisti e su questa onda sento in giro che altre scuole professionali si stanno attrezzando, lavoro da tanti anni per questo e credo fermamente nel tramandare e insegnare, non credo sia tutto merito della crisi, quella piuttosto ha fatto riaprire gli occhi.
Ciao
Stefano