Strumento Mai Visto

Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda Arsenico » mer 11 gen, 2017 23:14

mumu ha scritto:
Arsenico ha scritto:Ahhhhhhhhhh capito, 22 gradi e mezzo scritto 22,5 anziché 22 30' e io che pensavo parlassi sul serio :mryellow:
Esistono poi anche i gradi sessadecimali :mryellow:


Giustesimo

Ho scritto alla Elu e gli ho detto di mettersi a pigrecomezzi :rotfl: :risata: :sguaiata:


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;-) :mryellow:
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Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda orione » gio 12 gen, 2017 12:22

stiamo mettendo tantissima "carne al fuoco".
Durante la realizzazione di un manufatto ci sono errori casuali, non intendo quelli del discorso comune, "ho fatto un errore" , ma quelli statistici dove molti fattori incidino a rendere irripetibile un operazione, come dice Snickare, errori di imperfetto settaggio alle macchine di lavorazione, diremo sistematici, e tolleranze appositamente introdotte per consentire gli accoppiamenti. Poi ci sono le variabilità dimensionali o di forma dei materiali, dovute alle variazioni delle condizion ambientali, reversibil o reversibili con isteresi come dilatazione termica, o variazioni del contenuto d'acqua nei materiali igroscopici, o irreversibili come corrosione, marcescenza, decadimento delle proprietà dovuto a reazioni chimiche ad esempio fotoindotte

La procedura di realizzazione, se prevede un adattamento di un singolo esemplare ad esempio tenone/mortasa in una realizzazione artigianale può essere "aggiustata" (che è anche termine tecnico) dopo verifica per prove e ritocchi successivi, come dice Arsenico. Se prevede l'intercambiabilità come in certi puzzle dove i pezzi possono essere montati in molti modi (come l'esempio che ho mostrato) o la produzione di grandi numeri, deve invece essere garantita l'adattabilità senza interferenza dei pezzi, senza il bisogno di controlli successivi

Per fare un esempio, Gianni si è dato un vincolo di rimanere entro uno scarto molto, molto contenuto, quindi deve aver tenuto conto di un intervallo di variazioni ambientali ai quali potrà essere esposto il manufatto e quindi scelti i materiali in modo che queste rimangano entro il limite. Poi ci sono le lavorazioni per alcune delle quali è dovuto ricorrere a macchine di alta precisione, non tutte perchè come accennato alcune risultano particolarmente sensibili ed incidono in maniera evidente, altre meno. ad esempio il miter di un banco sega, in genere è molto più critico sia accurato del tilt della lama.
Poi gli accoppiamenti, poniamo l'agio tra telaio e anta ove presente una battuta non può certo aver lo stesso valore dell'accuratezza con cui è stata realizzata l'anta stessa, ci sono delle tolleranze o giochi introdotti ad arte per consentire manovre ripetute e frequenti che fanno affidamento anche su altri componenti, cerniere, guide, binari di cui accennava Fabio.
Infine le dimensioni assolute del manufatto, che richiedono crescenti tolleranze con l'aumentare delle stesse visto che le variabilità dei materiali sono relative cioè un pezzo piccolo si espande meno in assoluto di un pezzo grande e quindi sarebbe assurdo richiedere lo stesso scarto assoluto. E questo argomento, o la sua sottovalutazione, sincera o un po' strumentale, esagerata o iperbolica come definita da beppecv è stato forse il flogisto della discussione.

poi tutte queste valutazioni le facciamo prendendo delle misure con degli strumenti, caratterizzati da propria risoluzione, precisione e accuratezza e li si apre un altro mondo.
Scusate, ho provato a riassumere..
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Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda guglielmo » gio 12 gen, 2017 13:56

orione ha scritto:stiamo mettendo tantissima "carne al fuoco".
Durante la realizzazione di un manufatto ci sono errori casuali, non intendo quelli del discorso comune, "ho fatto un errore" , ma quelli statistici dove molti fattori incidino a rendere irripetibile un operazione, come dice Snickare, errori di imperfetto settaggio alle macchine di lavorazione, diremo sistematici, e tolleranze appositamente introdotte per consentire gli accoppiamenti. Poi ci sono le variabilità dimensionali o di forma dei materiali, dovute alle variazioni delle condizion ambientali, reversibil o reversibili con isteresi come dilatazione termica, o variazioni del contenuto d'acqua nei materiali igroscopici, o irreversibili come corrosione, marcescenza, decadimento delle proprietà dovuto a reazioni chimiche ad esempio fotoindotte

La procedura di realizzazione, se prevede un adattamento di un singolo esemplare ad esempio tenone/mortasa in una realizzazione artigianale può essere "aggiustata" (che è anche termine tecnico) dopo verifica per prove e ritocchi successivi, come dice Arsenico. Se prevede l'intercambiabilità come in certi puzzle dove i pezzi possono essere montati in molti modi (come l'esempio che ho mostrato) o la produzione di grandi numeri, deve invece essere garantita l'adattabilità senza interferenza dei pezzi, senza il bisogno di controlli successivi

Per fare un esempio, Gianni si è dato un vincolo di rimanere entro uno scarto molto, molto contenuto, quindi deve aver tenuto conto di un intervallo di variazioni ambientali ai quali potrà essere esposto il manufatto e quindi scelti i materiali in modo che queste rimangano entro il limite. Poi ci sono le lavorazioni per alcune delle quali è dovuto ricorrere a macchine di alta precisione, non tutte perchè come accennato alcune risultano particolarmente sensibili ed incidono in maniera evidente, altre meno. ad esempio il miter di un banco sega, in genere è molto più critico sia accurato del tilt della lama.
Poi gli accoppiamenti, poniamo l'agio tra telaio e anta ove presente una battuta non può certo aver lo stesso valore dell'accuratezza con cui è stata realizzata l'anta stessa, ci sono delle tolleranze o giochi introdotti ad arte per consentire manovre ripetute e frequenti che fanno affidamento anche su altri componenti, cerniere, guide, binari di cui accennava Fabio.
Infine le dimensioni assolute del manufatto, che richiedono crescenti tolleranze con l'aumentare delle stesse visto che le variabilità dei materiali sono relative cioè un pezzo piccolo si espande meno in assoluto di un pezzo grande e quindi sarebbe assurdo richiedere lo stesso scarto assoluto. E questo argomento, o la sua sottovalutazione, sincera o un po' strumentale, esagerata o iperbolica come definita da beppecv è stato forse il flogisto della discussione.

poi tutte queste valutazioni le facciamo prendendo delle misure con degli strumenti, caratterizzati da propria risoluzione, precisione e accuratezza e li si apre un altro mondo.
Scusate, ho provato a riassumere..


Scusa ma il commento sorge spontaneo: Me cojoni! :inchino:
---- omissis---- cancello quanto scritto precedentemente non voglio essere polemico anche se devo dire che mi pare un discorso fortemente speculativo e scarsamente contestualizzato.
Ultima modifica di guglielmo il gio 12 gen, 2017 14:12, modificato 2 volte in totale.
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Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda orione » gio 12 gen, 2017 15:07

guglielmo ha scritto:
Scusa ma il commento sorge spontaneo: Me cojoni! :inchino:
---- omissis---- cancello quanto scritto precedentemente non voglio essere polemico anche se devo dire che mi pare un discorso fortemente speculativo e scarsamente contestualizzato.


scusami tu, ma tanto valeva togliere tutto il messaggio, dato che cominci con un inchino e finisci con una critica. Se ti spieghi meglio posso rispondere ma così non ti seguo...
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Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda guglielmo » gio 12 gen, 2017 17:33

orione ha scritto:
guglielmo ha scritto:
Scusa ma il commento sorge spontaneo: Me cojoni! :inchino:
---- omissis---- cancello quanto scritto precedentemente non voglio essere polemico anche se devo dire che mi pare un discorso fortemente speculativo e scarsamente contestualizzato.


scusami tu, ma tanto valeva togliere tutto il messaggio, dato che cominci con un inchino e finisci con una critica. Se ti spieghi meglio posso rispondere ma così non ti seguo...


Ma non c'è nulla da rispondere!
Un inchino perché un discorso così come l'hai fatto tu con tanto di precisione di termini, definizioni e concetti di metrologia merita tanto di cappello, ma certo che si che poi termino con una critica perché personalmente ritengo sia totalmente decontestualizzato e teorico!
Tutto bello e vero ma nella prassi pensi che si possa stare attenti a tutto ciò e con metodo scientifico soprattutto nel campo dell'artigianato?! Tanto , tanto in una grossa industria del mobile come forse Scavolini, li forse si che si possono applicare più che altro metodologie per il controllo dei processi, soprattutto per quanto riguarda la produzione di serie, mirate più che altro a ridurre scarti, difetti, variabilità nelle caratteristiche dei pezzi. In un contesto del genere puoi arrivare ad applicare concetti, strumenti e metodi del Six-sigma e comunque con grandissimo sforzo di risorse! Posso garantirlo perché è dai primi anni 2000 che vedo aziende tentare di implementare questi metodi ma pochissime sono quelle che riescono a strutturarsi in modo da incorporarli come strumenti di utilizzo quotidiano nell'ambito dei propri processi di miglioramento continuo. E comunque stiamo già parlando di qualcosa di diverso e forse già più approcciabile nella produzione di prodotti in legno o derivati.
Ultima modifica di guglielmo il gio 12 gen, 2017 17:38, modificato 2 volte in totale.
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Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda orione » gio 12 gen, 2017 18:21

ok capito. Si può essere, ma questo è un luogo di discussione e non necessariamente ogni argomento aperto o ogni commento postato deve essere riconducibile ad un qualcosa con finalità pratiche o soluzioni da mettere in campo nell'artigianato per migliorare la qualità o la produzione o il rendimento o diminuire i costi ecc.
Ho cercato di fare un riassunto dei vari aspetti delle 8 pagine precedente unendo i vari punti di vista in un quadro che tenesse conto delle argomentazioni introdotte.
Poi che serva a nulla di pratico, sarà vero, ma non mi interessa piu di tanto. La comprensione di certi aspetti, per me, è utile in se e come altri mi hanno permesso di capire e approfondire degli aspetti, allo stesso modo, spero qualcuno possa aver tratto qualcosa di utile da quanto ho scritto.
Se tu trovi il discorso ordinato e condivisibile, dal punto di vista "teorico" per me è gia un buon risultato e ti ringrazio.
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Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda Giannone » gio 12 gen, 2017 18:40

guglielmo ha scritto:
Un inchino perché un discorso così come l'hai fatto tu con tanto di precisione di termini, definizioni e concetti di metrologia merita tanto di cappello, ma certo che si che poi termino con una critica perché personalmente ritengo sia totalmente decontestualizzato e teorico!


Non sono assolutamente d'accordo.
Rolando ha articolato il suo ragionamento basandosi anche su esempi, citazioni e spunti riferiti in questo caso a me ed a Fabio. Che siamo artigiani e parliamo per esperienza diretta su procedure e problematiche che affrontiamo quotidianamente. Quindi il contesto c'è ed eccome ed è tutt'altro che teorico.
A meno che non si pensi che l'artigiano, oggi sia ancora paragonabile al carbonaio Gasperino, con tutto il rispetto. :-D
I risultati ed il livello qualitativo che molti di noi raggiungono non è frutto del caso, ma di analisi, studio e scelte.
E quando si dice che in molte delle nostre lavorazioni non occorrono livelli di precisione estremi non è una scusa per nascondere incapacità, ma conoscenza di parte del nostro lavoro.
E le cose che ha detto Rolando, e cioè la valutazione delle variabili, dell'approccio al livello realizzativo, della scelta di procedure e flussi e metodi fanno ormai parte dell'artigiano che produce oggetti. A maggior ragione quando di tratta di produzione su misura e personalizzata che non ha nemmeno la facilitazione della standardizzazione che invece ha l'industria.

E grazie a Rolando che meglio di tanti altri sta riuscendo a portare alla luce quel concreto tratto di unione tra teoria e realtà quotidiana.
Ultima modifica di Giannone il gio 12 gen, 2017 18:48, modificato 1 volta in totale.
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Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda guglielmo » gio 12 gen, 2017 19:20

Giannone ha scritto:
guglielmo ha scritto:
Un inchino perché un discorso così come l'hai fatto tu con tanto di precisione di termini, definizioni e concetti di metrologia merita tanto di cappello, ma certo che si che poi termino con una critica perché personalmente ritengo sia totalmente decontestualizzato e teorico!


Non sono assolutamente d'accordo.
Rolando ha articolato il suo ragionamento basandosi anche su esempi, citazioni e spunti riferiti in questo caso a me ed a Fabio. Che siamo artigiani e parliamo per esperienza diretta su procedure e problematiche che affrontiamo quotidianamente. Quindi il contesto c'è ed eccome ed è tutt'altro che teorico.
A meno che non si pensi che l'artigiano, oggi sia ancora paragonabile al carbonaio Gasperino, con tutto il rispetto. :-D
I risultati ed il livello qualitativo che molti di noi raggiungono non è frutto del caso, ma di analisi, studio e scelte.
E quando si dice che in molte delle nostre lavorazioni non occorrono livelli di precisione estremi non è una scusa per nascondere incapacità, ma conoscenza di parte del nostro lavoro.
E le cose che ha detto Rolando, e cioè la valutazione delle variabili, dell'approccio al livello realizzativo, della scelta di procedure e flussi e metodi fanno ormai parte dell'artigiano che produce oggetti. A maggior ragione quando di tratta di produzione su misura e personalizzata che non ha nemmeno la facilitazione della standardizzazione che invece ha l'industria.

E grazie a Rolando che meglio di tanti altri sta riuscendo a portare alla luce quel concreto tratto di unione tra teoria e realtà quotidiana.


Non ho dubbi che dietro l'artigianato moderno vi sia dello studio, un'analisi basata sul proprio ricco bagaglio di conoscenze e di conseguenza delle scelte, ci mancherebbe altro! Ma non credo in alcun modo che cio avvenga attraverso complessi trip mentali che passino attraverso studi complessi di interferenze, variabilità, controllo statistico dei parametri di processo etc. Credo che ci siano processi ponderati ma no voli pindarici!
E con questo chiudo l'argomento d'accordo o non d'accordo! Cordialità e buon divertimento!
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Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda orione » gio 12 gen, 2017 21:20

Aggiungo una cosa a quanto scritto da Gianni che ringrazio:
Ed è ricordare che "teorico" non è un disvalore.
Rilevo che in certi ambienti, non parlo di qui, il termine "pratico" è visto come qualcosa di produttivo e concreto, per contro "teorico", caratteristico di chi si trastulla a dibattere su questioni di nessuna utilità, o di trip mentali.
Vi sono altri ambienti dove "teorico" è chi esercita il pensiero, quindi lavora col più evoluto strumento che abbiamo, mentre è "pratico" chi sa far le cose ma non sa perchè e perciò incapace di affrontare un problema che si discosta dalla routine. Personalmente non mi piacciono i settarismi ne in un senso ne nell'altro, quando sento criticare o considerare inutili, libri, formule, studi e discussioni sul funzionamento delle cose e applaudire alla mano svelta e all'occhio che "sostituisce" lo strumento di misura, mi verrebbe da ricordare che senza il "teorico" molta parte delle cose che il "pratico" usa quotidianamente non sarebbero mai state inventate come senza "il pratico", "il teorico" starebbe ancora pensando come costruirle o si farebbe male al solo provarci.

In ultimo, è più "pratico" parlare di cose "teoriche", collegandole in dettaglio ai singoli aspetti di una attività, o più "teorico" dire che vi sarebbero processi ponderati "pratici" ma non dire quali siano?
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Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda Snickare » gio 12 gen, 2017 21:22

orione ha scritto:Aggiungo una cosa a quanto scritto da Gianni che ringrazio:
Ed è ricordare che "teorico" non è un disvalore.
Rilevo che in certi ambienti, non parlo di qui, il termine "pratico" è visto come qualcosa di produttivo e concreto, per contro "teorico", caratteristico di chi si trastulla a dibattere su questioni di nessuna utilità, o di trip mentali.
Vi sono altri ambienti dove "teorico" è chi esercita il pensiero, quindi lavora col più evoluto strumento che abbiamo, mentre è "pratico" chi sa far le cose ma non sa perchè e perciò incapace di affrontare un problema che si discosta dalla routine. Personalmente non mi piacciono i settarismi ne in un senso ne nell'altro, quando sento criticare o considerare inutili, libri, formule, studi e discussioni sul funzionamento delle cose e applaudire alla mano svelta e all'occhio che "sostituisce" lo strumento di misura, mi verrebbe da ricordare che senza il "teorico" molta parte delle cose che il "pratico" usa quotidianamente non sarebbero mai state inventate come senza "il pratico", "il teorico" starebbe ancora pensando come costruirle o si farebbe male al solo provarci.

In ultimo, è più "pratico" parlare di cose "teoriche", collegandole in dettaglio ai singoli aspetti di una attività, o più "teorico" dire che vi sarebbero processi ponderati "pratici" ma non dire quali siano?


condivido in gran parte..!
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Re: Strumento Mai Visto

Messaggioda CavalloGoloso » gio 12 gen, 2017 23:00

Io credo che non ci sia niente di più interessante e produttivo di "bene" della "teorizzazione", ossia di quel processo logico per cui, dall'analisi della raltà concreta o del "fare pratico" si determinino i paradigmi logici dell'esistenza e le "regole del fare"
Ad avercene di "menti" che sappiano "dedurre" "teorie" e "leggi" dalla "pratica". Il mondo funzionerebbe meglio perchè le teorie e le Leggi (fisiche e non )scaturirebbero, finalmente, dalla "realtà" e non dalla "diabolica" pretesa di porre il dato teorico-dogmatico quale generatore la realtà!!
.... Filosofeggiamemto equino!! :risata:
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