Sto ristrutturando un casale degli inizi del 1900. Ha una notevole personalità nonchè grandezza, che mi porta a ponderare il restauro da eseguire. Ma andiamo per gradi.
Il casale si sviluppa su tre piani. Oggetto della mia preoccupazione è il pavimento del primo piano.
E' in travi in legno (sezione non rilevabile al momento), ricoperto con tavolame in abete (credo da tre cm ma non ne sono sicura), su cui è stato incollato del pvc.
Dal piano terra in tutta la zona giorno, le travi sono state coperte da intonaco.
In alcune zone il tavolame è lesionato
Presumo che le tavole e le travi, possano essere recuperabili per la quasi totalità, ma finchè non vengono smantellati i soffitti, non ne avrò una idea.
Arrivo con la domanda: L'impresa edile che si occupa del restauro (o meglio una delle due che mi ha fatto il preventivo), mi ha parlato di utilizzare delle barre in acciaio da fissare alle travi esistenti, mettere quindi delle rete elettrosaldata, e infine fare una gettata di cemento alleggerito. L'idea non mi convince troppo.
Sono pienamente consapevole che l'immobile essendo ubicato in Friuli, è in zona sismica. Ma un resturo utilizzando il cemento, non lo trovo in sintonia con il tipo di costruzione.
Detto questo, la seconda impresa, mi dice che considerati i livelli dei vari pavimenti, potrei optare per mettere dei magatelli in diagonale rispetto alle travi esistenti, incassate dentro al muro e avvitate alle travi esistenti, senza togliere il tavolame esistente, ma isolando solo con un foglio di nylon, e poi procedere con un nuovo pavimento con tavolame portante. Nemmeno questa ipotesi però mi convince pienamente (mettere travi nuove di sezione più piccola su delle travi esistenti.. mah).
Voi che ne pensate?
(allego una foto del pavimento esistente nel deposito che potrebbe essere simile al pavimento delle camere)


