siamo alle prese da diversi anni con un progetto di depotenziamento del servizio pubblico, a favore di un sistema privato accreditato che è rappresentato, dalle mie parti, essenzialmente da Casa Sollievo della Sofferenza; le clinichette del capoluogo e dei dintorni non so cosa sviluppino (mia ignoranza);parliamo di un ospedale dotato e con alte specialità, ma posizionato sul cocuzzolo della montagna, assolutamente inadatto a fare da hub per una stroke unit o per qualunque altro ruolo "centrale" nell'ambito di una rete di strutture.
inoltre tale Azianda non dimostra collaborazione nei confronti delle Aziende pubbliche limitrofe (non scendo in dettagli, roba personale).
Il tutto in un territorio afflitto da inettitudine e clientelismo a livello amministrativo.
In pratica si vuole applicare il modello lombardo.
E' come voler ricreare un pezzo di Baviera in Etiopia.
Ci sono liste d'attesa asssurde per esami al limite del banale; oltre a rappresentare un disservizio, anche questo innesca un meccanismo clientelare.
La regione non prende iniziative, zero.
Non è ancora pervenuta alcuna azione della regione, sul fronte organizzativo-produttivo,se non l'installazione di un nuovo PACS che sembra non sarà in rete nè con il CUP nè con i reparti (e a che serve, a farci giocare???).
Si lavora in qualche caso con macchine obsolete; qui forse, il 2018 mi porterà novità.
Un bel quadretto
Pretendere che la gente non si lamenti,mi pare davvero troppo.
Le faccine incazzate riguardano la nostra situazione in generale,non i commenti sul forum, su facebook, in sala d'attesa.
Ho lavorato al Sud come al Nord.
Ho conosciuto prima il modello "masseria" 10-12 notti al mese senza smonto, poi quello "fabbrichetta" con turni di 16h continuative, quindi sono tornato in patria perchè alla signora non garbava quel cielo grigio, e (SOPRATTUTTO) a me non garbava un primario malato di mente che faceva costantemente l'esatto contrario di quello che diceva (a mio danno).
Sono risceso in provincia-grave errore, non si torna sul luogo del delitto- dove sono rimasto vittima di una cricca amministrativa che mi ha tenuto in ostaggio un anno rischiando di farmi saltare la mobilità (motivo per cui ho smesso di lavorare al mio piccoolo laboratorio).
Oggi che lavoro in una struttura universitaria, godo di piccoli lussi che farebbero sbavare i miei colleghi nordici costretti a turni con carichi di lavoro allucinanti, e che si ammazzano di turni aggiuntivi per mandare i flgli alle scuole private, venendo ricompensati con l'elemosina.
Eppure, ho una terribile nostalgia dell'efficienza amministrativa di quell'Azienda, mi vengono ancora le lacrime quando penso a tutti quei problemi risolti in cinque minuti, quando qui nel tavoliere incontravo quegli sguardi vacui...spenti... e con l'immancabile risposta "ah, non so, oggi il collega non c'è, ripassi la settimana prossima".
E quando sento il mio capo (e sto parlando del Capo dei Capi dell'Azianda hub nel raggio di 100 km) rispondermi puntualmente "eh sì,dovremmo fare una riunione" "eh sì, le cose si dovrebbero fare diversamente" sfoderando anche lui quello sgardo vacuo di cui sopra...beh credetemi, un pò rimpiango di non aver superato il confine svizzero (non so come sarebbe finita, viste le vicende dei transfrontalieri
Sicuramente ho dimenticato qualcosa e ho detto cose inutili su di me, ma volevo anche un pò sfogarmi, scusate e buona serata.
Nicola
