Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

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Messaggioda forUHMer » ven 06 set, 2013 21:36

La legge della televoluzione dei mammì ferì gli equilibri del regno animale e diede inizio alla apatiazootica, una piaga che colpisce ancor oggi milioni di bovini, le mucche diventano vacche, i tori eunuchi, tutti gli altri costituiscono il popolo bue. Le mammelle vengono siliconate e non danno più latte, il tasso di vitelli nuovi nati diminuisce e i capi anziani invece di venir macellati si mettono in testa strani toupet. L'eziologia è ora nota, non è, come si credeva un prione ma un priapo di origini marine, uno sfortunato caso nel quale il brodo primordiale, non era stato bollito prima del consumo. In questa tragicommedia ci possiamo tutti ritagliare un ruolo, in fondo, siamo tutti ragazzi dello zoo di bettino

L'eterno delfino, della famiglia dei pesci martelli dopo anni di esilio, decise di tornare in africa a trovare l'amico del defunto suo mentore. Egli, l'amico, sottopostosi a numerosi camuffamenti, al punto che veniva da alcuni definito un protosqualo da altri un caimano, era ospite di uno strano leone con pareo, entrambi più che le tempeste solari temevano le fiamme gialle. il delfinomartelli non voleva viaggiare nel suo elemento, l'acqua, per evitare di incrociare le comuni di pesci rossi dalle discutibili abitudini e i delfini di acqua dolce, le trote, che erano talmente salmonate. che si dice che i padri per imporsi l'astinenza dopo aver preso visione della prole, avessero fatto un nodo all'anguilla.
Si mise quindi in viaggio via terra ignorando il vespaio che il pellegrinaggio avrebbe scatenato. Alla vista del delfino con le tasche piene di cartine e con la fama di tombeur di mammifere che, da buon martelli, piantava non appena sedotte, un moto di invidia si accese.
Si fece avanti un gobbo che a prima vista somigliava ai leopardi ma era un esile cammello, in dieta per la prova cruna dell'ago. Egli, che aveva sempre desiderato la foca monaca, e giorni da leone, ma non avendo i mezzi, si faceva venire il fegato di occhetto, sentenziò acido, all'indirizzo dei pesci libertini:
Penitenziagìte: codeste immorali condotte fanno diventare ciechi come la talpa o peggio: cechi come il topo-lanek predicò infervorato da sembrare il giovan hardy. Vuotò talmente il sacco della bile che alla fine si ritrovò secco come un leader radicale, libero dal peccato come dopo un cdm in convento anche se lo svuotamento provocò la biforcazione della gobba cosicché tutti riconobbero in lui un animale preistorico il DC, il Dromedario Cammelliforme nel suo travestimento preferito.
Ma le piccanti accuse ormai lanciate fecero il giro del globo terracqueo.
Si fece allora scuro in cielo. Il rettile tornò dapprima in mare, dove solitamente navigava con codazzo di servi nauseabondi, velenosi pesci palla, e lucciole di posizione che ne segnalavano l'ingombro, si fece serio, cambiò strategia ed elemento: con una voliera di falchi, colombe, quaglie e spennacchiati avvoltoi, emerse dalle acque. E con lui qualcuna delle sue azioni venne finalmente alla luce in modo inequivocabile.
Il mondo animale di terra, da anni versava abbindolato come le falene dalla luce catodica, in un torpore come di tassi in letargo. Ma a seguito della spudorata emersione del pesce volante qualcuno aprì gli occhi. I primi che si risvegliarono, un mattino livido come la banconota da 10 euro, furono quelli con l'oro in bocca, i tassi d'interesse. A perdita d'occhio non si scorgeva un attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, nulla di nulla, e più loro si ergevano per guardare lontano, più le cose peggioravano. Il bel paese sembrava avvelenato, regredito, triste come un minigolf d'inverno, al passo coi tempi come una Delorean in attesa della pressa dello sfasciacarrozze.
Per capire che più che governare, nel periodo del letargo collettivo, avevano pensato solo al proprio membro ... non ci voleva certo un segugio.
Mentre l'oboe suonava l'Eurequiem con già pronto il fagotto per la beatificazione del coccodrillo lacrimevole, tutti i pesci vennero a galla per sentire le palle sulla pelle dei polli, sfornate da Apuleio figlio di Atreiu.

così scrisse il Torchiato Tasso in condizioni di conflitto interiore di interessi

:marameo:
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda CavalloGoloso » ven 06 set, 2013 22:16

Rolando ciò che hai scritto è di un lirismo straziante!!
Lo pubblicherei sulle antologie della scuola media (esiste ancora?!) potrebbe essere l'inizio d'un romanzo d'appendice! Uno spaccato semiserio della nostra storia recente!
Chissà come verrà ricordata la nostra epoca!!
Grande Lando! Mi hai regalato una zaffata di buonumore !! :inchino: :inchino: :inchino: :inchino:
S'hana satari centu piatti vacanti pi nni pigghiari unu chinu!
-Tony-
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda forUHMer » ven 06 set, 2013 23:14

Ti ringrazio Tony :inchino:

CavalloGoloso ha scritto: Chissà come verrà ricordata la nostra epoca!!


probabilmente non verrà nemmeno ricordata, e forse è meglio.

Comunque io da grande mi piaceresse fare il scritore se solo sapessi come si fa, lo facerei :mryellow:

ciao!

PS Lo so che la conoscevi ma a beneficio di chi vuol farsi quattro risate, non col mio sbalestrato componimento intendo, ma col maestro balash!
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda corydoras » ven 06 set, 2013 23:18

:sguaiata: :risata: :rotfl: :inchino: :inchino: :inchino:
Il minigolf d'inverno rende proprio l'idea! ;-)
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda Nicola_66 » sab 07 set, 2013 07:34

:inchino: Capolavoro! :inchino:
La vita è troppo breve per usare il multistrato! :mryellow:
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda cosimocs » sab 07 set, 2013 07:51

quello che proprio non riesco a capire è come cavolo fa, il caimano, nonostante tutto
ad essere in testa nei sondaggi.............. speriamo che siano sbagliati o falsi oppure
che la gente intervistata, finalmente risvegliata, lo stia, per una volta prendendolo
in giro .................. ;-)
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda forUHMer » sab 07 set, 2013 13:09

grazie Richard e Nicola!

Cosimo, è una perplessità che ho anch'io ma come si diceva qui http://www.legnofilia.it/viewtopic.php?p=136317#p136317 i segni sono preoccupanti e non è questione di fare i sofisticati con la puzza sotto il naso ... come fa notare Giacomo in quel topic la mancata padronanza della lingua (la prima, s'intende) denota una mancanza di comprensione in generale. Temo quindi che chi è in balia di quanto viene trasmesso in tv abbia la convinzione che sia la verità. E la fa propria :( . La frittata si doveva girare prima, ormai su un lato è bruciata. E su questo si che concordo che il PD ha gravissime responsabilità.
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda cosimocs » sab 07 set, 2013 17:03

quoto al 100 % :(
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda mceolan » lun 09 set, 2013 14:15

Nicola_66 ha scritto::inchino: Capolavoro! :inchino:


sei veramente incredibile Rolly!!!
:inchino: :inchino: :inchino:
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda sbuccino » lun 09 set, 2013 21:37

Grazie Rolly, sei sempre il meglio !!!
Ciao,
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda maepi » lun 09 set, 2013 22:38

..............grande Rolly!!! me gusta!!!!! un appunto,però, te lo devo fare:i capi vecchi macellati,ma ............personalmente il brodo non è che piaccia molto e poi .....................non sarebbe meglio utilizzarlo come concime organico????almeno i vermi apprezzerebbero :risata: :risata: :risata: :risata: :risata:


ciaoooooooooooooooooooooooooooooooo
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L.DA VINCI.
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Messaggioda Edo » mar 10 set, 2013 08:17

forUHMer ha scritto:La legge della televoluzione dei mammì ferì gli equilibri del regno animale e diede inizio alla apatiazootica, una piaga che colpisce ancor oggi milioni di bovini, le mucche diventano vacche, i tori eunuchi, tutti gli altri costituiscono il popolo bue. Le mammelle vengono siliconate e non danno più latte, il tasso di vitelli nuovi nati diminuisce e i capi anziani invece di venir macellati si mettono in testa strani toupet. L'eziologia è ora nota, non è, come si credeva un prione ma un priapo di origini marine, uno sfortunato caso nel quale il brodo primordiale, non era stato bollito prima del consumo. In questa tragicommedia ci possiamo tutti ritagliare un ruolo, in fondo, siamo tutti ragazzi dello zoo di bettino

L'eterno delfino, della famiglia dei pesci martelli dopo anni di esilio, decise di tornare in africa a trovare l'amico del defunto suo mentore. Egli, l'amico, sottopostosi a numerosi camuffamenti, al punto che veniva da alcuni definito un protosqualo da altri un caimano, era ospite di uno strano leone con pareo, entrambi più che le tempeste solari temevano le fiamme gialle. il delfinomartelli non voleva viaggiare nel suo elemento, l'acqua, per evitare di incrociare le comuni di pesci rossi dalle discutibili abitudini e i delfini di acqua dolce, le trote, che erano talmente salmonate. che si dice che i padri per imporsi l'astinenza dopo aver preso visione della prole, avessero fatto un nodo all'anguilla.
Si mise quindi in viaggio via terra ignorando il vespaio che il pellegrinaggio avrebbe scatenato. Alla vista del delfino con le tasche piene di cartine e con la fama di tombeur di mammifere che, da buon martelli, piantava non appena sedotte, un moto di invidia si accese.
Si fece avanti un gobbo che a prima vista somigliava ai leopardi ma era un esile cammello, in dieta per la prova cruna dell'ago. Egli, che aveva sempre desiderato la foca monaca, e giorni da leone, ma non avendo i mezzi, si faceva venire il fegato di occhetto, sentenziò acido, all'indirizzo dei pesci libertini:
Penitenziagìte: codeste immorali condotte fanno diventare ciechi come la talpa o peggio: cechi come il topo-lanek predicò infervorato da sembrare il giovan hardy. Vuotò talmente il sacco della bile che alla fine si ritrovò secco come un leader radicale, libero dal peccato come dopo un cdm in convento anche se lo svuotamento provocò la biforcazione della gobba cosicché tutti riconobbero in lui un animale preistorico il DC, il Dromedario Cammelliforme nel suo travestimento preferito.
Ma le piccanti accuse ormai lanciate fecero il giro del globo terracqueo.
Si fece allora scuro in cielo. Il rettile tornò dapprima in mare, dove solitamente navigava con codazzo di servi nauseabondi, velenosi pesci palla, e lucciole di posizione che ne segnalavano l'ingombro, si fece serio, cambiò strategia ed elemento: con una voliera di falchi, colombe, quaglie e spennacchiati avvoltoi, emerse dalle acque. E con lui qualcuna delle sue azioni venne finalmente alla luce in modo inequivocabile.
Il mondo animale di terra, da anni versava abbindolato come le falene dalla luce catodica, in un torpore come di tassi in letargo. Ma a seguito della spudorata emersione del pesce volante qualcuno aprì gli occhi. I primi che si risvegliarono, un mattino livido come la banconota da 10 euro, furono quelli con l'oro in bocca, i tassi d'interesse. A perdita d'occhio non si scorgeva un attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, nulla di nulla, e più loro si ergevano per guardare lontano, più le cose peggioravano. Il bel paese sembrava avvelenato, regredito, triste come un minigolf d'inverno, al passo coi tempi come una Delorean in attesa della pressa dello sfasciacarrozze.
Per capire che più che governare, nel periodo del letargo collettivo, avevano pensato solo al proprio membro ... non ci voleva certo un segugio.
Mentre l'oboe suonava l'Eurequiem con già pronto il fagotto per la beatificazione del coccodrillo lacrimevole, tutti i pesci vennero a galla per sentire le palle sulla pelle dei polli, sfornate da Apuleio figlio di Atreiu.

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:marameo:


Il tuo stile mi ricorda uno dei più grandi scrittori sudamericani, Gabriel Garcia Marquez, nel suo più famoso romanzo: Cent'anni di solitudine.
Alla fine della storia, Aureliano Buendia vide arrivare l'uragano che avrebbe distrutto Macondo, mentre ancora leggeva la pergamena di Melquiades, dove stava scritto il destino della stirpe dei Buendia...

Forse la fine è davvero vicina, non si sa se solo per noi o anche per il caimano...
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda forUHMer » mar 10 set, 2013 13:53

Grazie Michele, Emilio, Pietro (andando avanti col gioco, :oops: hai ragione!i e dirò di più, nemmeno come concime ... Basta vedere le prescrizioni :lol: ) e Edo.

Edo, lo ricordo vagamente, un turbinio di personaggi, e temo di fare confusione con la casa degli spiriti... La ragazzina col sacchetto d'ossa dei genitori che si annunciava con il suono come fossero maracas... Non so più dov'era :|
La cosa che colpisce di certi autori sudamericani e la accettazione delle cose come se il "destino" non potesse essere indirizzato, questo ha dei risvolti benefici, tra i quali l'adattamento a situazioni spiacevoli e stressanti, ma anche perniciosi come la inerzia, la sfiducia di poter incidere sugli avvenimenti; noi abbiamo interpretato magistralmente in questi anni questo aspetto. In questo senso il tuo paragone, che mi lusinga :oops: , oltre all'aspetto del racconto surreale è calzante proprio su questo fatto, anzi, per meglio dire sul fato.
Se litalia è triste come un minigolf d'inverno, è perchè noi invece che tagliare le erbacce stiamo seduti ad aspettare la primavera. E magari poi, quando arriva, ci lamenteremo perchè le erbacce secche avranno preso fuoco.
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda CavalloGoloso » mar 10 set, 2013 18:19

forUHMer ha scritto:Grazie Michele, Emilio, Pietro (andando avanti col gioco, :oops: hai ragione!i e dirò di più, nemmeno come concime ... Basta vedere le prescrizioni :lol: ) e Edo.

Edo, lo ricordo vagamente, un turbinio di personaggi, e temo di fare confusione con la casa degli spiriti... La ragazzina col sacchetto d'ossa dei genitori che si annunciava con il suono come fossero maracas... Non so più dov'era :|
La cosa che colpisce di certi autori sudamericani e la accettazione delle cose come se il "destino" non potesse essere indirizzato, questo ha dei risvolti benefici, tra i quali l'adattamento a situazioni spiacevoli e stressanti, ma anche perniciosi come la inerzia, la sfiducia di poter incidere sugli avvenimenti; noi abbiamo interpretato magistralmente in questi anni questo aspetto. In questo senso il tuo paragone, che mi lusinga :oops: , oltre all'aspetto del racconto surreale è calzante proprio su questo fatto, anzi, per meglio dire sul fato.
Se litalia è triste come un minigolf d'inverno, è perchè noi invece che tagliare le erbacce stiamo seduti ad aspettare la primavera. E magari poi, quando arriva, ci lamenteremo perchè le erbacce secche avranno preso fuoco.


Io non credo che gli italiani incarnino la psicologia dei personaggi della migliore letteratura sudamericana. La mia è una valutazione epidermica, credo che nemmeno Borges sarebbe riuscito a immaginare scenari tanto desolanti (Marquez ancora meno, entrambi gli autori sfuggono alle convenzioni proponendo personaggi assolutamente non stereotipati e per nulla inclini alla sottomissione). La nostra realtà è diversa, consentitemelo, da noi, una grossa fetta di collettività ha fatto una scelta ben precisa: stare dalla parte di chi sembra essere il più forte!
L'altra parte di collettività non riesce a produrre una classe politica efficacemente proiettata a ristabilire un equilibrio di forze. L'edonismo degli anni '80 ha trasformato irreversibilmente le teste di molti! Credo che solo un'epoca di triste carestia possa rimettere in moto energie non doppate!!
Scusate lo sfogo!
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Re: Lo Zoo Del Torchiato Tasso, Un Racconto Fantastico

Messaggioda forUHMer » mar 10 set, 2013 23:15

CavalloGoloso ha scritto:
Io non credo che gli italiani incarnino la psicologia dei personaggi della migliore letteratura sudamericana. La mia è una valutazione epidermica, credo che nemmeno Borges sarebbe riuscito a immaginare scenari tanto desolanti (Marquez ancora meno, entrambi gli autori sfuggono alle convenzioni proponendo personaggi assolutamente non stereotipati e per nulla inclini alla sottomissione). La nostra realtà è diversa, consentitemelo, da noi, una grossa fetta di collettività ha fatto una scelta ben precisa: stare dalla parte di chi sembra essere il più forte!


Sì hai ragione: i personaggi di Marquez e della Allende sono molto più "ricchi" che quello che sembrano essere gli italiani, però nella loro ricchezza interiore c'è come un distacco verso la cose del mondo quasi andassero per conto proprio e i personaggi fossero degli spettatori col taccuino. Ora, gli italiani probabilmente non prendono nemmeno nota, se vogliamo fare una battuta cattiva però devo dire che io posso giudicare un comportamento da quello che uno mostra, sulla ricchezza interiore vera o presunta non posso dire niente in quanto non palese. Sul fatto che scientemente molti stiano con quello che sembra essere il più forte per calcolo, ho qualche dubbio Tony. Perchè ora i sondaggi lo danno ai massimi? è evidente che colpevole più o meno, come politico è finito e se insiste, affossa tutti e ne perdono pure quelli che lo sostengono, dal mio punto di vista, tranne che per pochissimi beneficiari "diretti" (che comunque tirano a campare e se pensano a futuri radiosi mentono a se stessi) ora nessuno può ritenerlo il più forte...
A mio avviso sono (siamo) semplicemente svuotati, pigri e disinformati, Leggere un testo che spiega un decreto? ma come, proprio adesso che c'è la partita?, no dai, me ne catafotto la mi.... e se c'è da votare in una domenica di sole, si dice .... chemmefregaamme!
Questa è una scelta di "minimo sforzo".... in perfetto stile gregge intruppato. Il gregge sparpagliato obbedisce agli ordini del pastore, quello intruppato non lo vede nemmeno, segue le altre: "dove ..zzo si va?" "ah non lo so, ma vanno tutte da questa parte" :|

IMHO ovviamente!
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