Olao ha scritto:Andrea,
Mi riferisco principalmente all'ambito tecnico.
Mi spiego: se sento parlare di anilina, devo andare a cercare sul dizionario che cos'è. Tanto meno so l'effetto che provocano i vapori di ammoniaca sul legno. So vagamente che i restauratori usano l'acqua ossigenata per ripristinare il legno.
Se voglio ottenere un certo effetto di colore, sia cromatico che tattile, prima che ci arrivi a suon di prove divento vecchio.
Di converso se mi chiedi, cambio ambito, com'è l'ulivo rispetto alla robinia in tornitura, posso parlare mezz'ora così come se mi chiedi che differenza c'è in una bici fra pedalare con dei tubolari o dei copertoncini. Questo perhè o da autodidatta o per addestramento ricevuto da vecchi allenatori ho una certa cultura.
Concludendo, la mia domanda è come ci si forma sulla colorazione del legno, o meglio, se vuoi dircelo, come ti sei fprmato tu,
Ok?
Grazie
Ok, ho capito cosa intendi dire. Ovviamente io ti posso descrivere la mia esperienza personale... Mio nonno, come da qualche parte ho detto, era falegname vecchio stampo, un po' ebanista, un po' restauratore e (molto ma molto poco) tornitore. Purtroppo non mi ha mai insegnato, nel vero senso della parola, molto. Io ero il bocia, quello che facevo era pulire per terra, dare l'olio di lino ai mobili e carteggiare. e poi carteggiare. e nel tempo libero carteggiavo. eheheh! comunque è grazie a lui se ho la passione per il legno e tutte le sue lavorazioni e se oggi ho una bottega in cui poter esprimermi. Una diventato il protagonista della mia crescita l'unico mentore costante è sempre stata la mia passione. Che si è tradotta in COSTANZA. E questo è l'unico segreto per riuscire a fare cose belle. Non ho mai avuto una persona che mi passasse il suo sapere. Ho sempre creduto nella condivisione e non ho mai avuto paura di chiedere. questo mi ha fatto conoscere tante persone che tra un consiglio e l'altro e il mio lavoro di condensazione dei consigli in qualcosa di tangibile portavano a un tassello di conoscenza in più. E poi c'è INTERNET! con un po' di pazienza e (purtroppo) conoscenza dell'inglese si trovano idee a non finire.
Poi sono solo sperimentazioni. Per ogni lavoro che pubblico ci sono almeno due o tre fallimenti. Raramente un lavoro mi è venuto al primo colpo. Ammetto che a mio vantaggio ho anche la tendenza ad essere testardo come un mulo e se non mi riesce una cosa chi penso anche di notte finchè non riesco ad ottenere il risultato voluto! è tutto qua, purtroppo non ti dirò leggi questo libro o rivolgiti a tale tizio perchè non saprei che dirti. Poi, se hai piacere ti posso elencare tutte le fonti da cui ho attinto, le persone che mi hanno ispirato e posso a mia volta passarti conoscenze accumulate col tempo (partendo dal presupposto che, da buon filosofo, so di non sapere) il tutto con immenso piacere, basta chiedere!
Spero di non averti deluso con questa risposta un po' ''fumosa''
