In paradiso pe' scagno...

In paradiso pe' scagno...

Messaggioda Nyagatwa » lun 13 feb, 2012 20:39

Ovvero: ogni tanto oltre all'intuito e all'esperienza... ci vuole pure un po' di posteriore :fischietta:

mentre bighellonavo per ebay ho incrociato questo scalpello jap,
la foto non era un gran che e l'aspetto generale non sembrava quello di un attrezzo top,
ma mi sembrava di intravedere una laminazione fatta particolarmente bene. Troppo bene per non provarci.

Immagine


così ho fatto un'offerta e l'ho preso a un prezzo assolutamente ragionevole, 36 USD.

quando è arrivato si è confermato in discrete condizioni, un po' di ruggine qua e là ma tutto sommato ok

Immagine


cosa importante anche il fondo era in buone condizioni, appena un po' di ruggine nell'ura e un po' di backbevel,
ma probabilmente non era mai stato neanche spianato

Immagine


Viste le buone condizioni, decido di procedere a un restauro assolutamente minimalista.

Come prima cosa comincio a spianare il bevel che - come si vede dalla foto fatta durante la spianatura - era piuttosto arrotondato.
Un angolo di 28° permette di minimizzare il lavoro in attesa di scoprire di che pasta è fatto lo scalpello e di che angolo di affilatura avrà bisogno.

Immagine


L'hagane (l'acciaio del tagliente) si è rivelato incredibilmente duro, per spianare il bevel ci sono voluti ca. 40 minuti lavorando di buona lena :shock:
Lo jigane (l'acciaio dolce della struttura) è di onesta qualità senza essere nulla di eccezionale.

Dopo il passaggio sulle diamantate, passo alla prima pietra intermedia, una King #1200
diventa evidente una laminazione da manuale.
Altra caratteristica notevole è il fatto che già a questo punto non c'è più traccia di "bava" sul filo della lama.

Immagine

a questo punto passo a rimuovere la ruggine sul fondo, sul codolo e sulla ferrula prossimale,
sulla ferrula distale (in testa al manico) mi sono limitato a passare olio di magnolia e paglietta di acciaio.

Il manico è stato spagliettato per rimuovere il grosso dello sporco superficiale prima a secco e poi con olio di magnolia.
Per finire una passatina leggera di gommalacca.

Fatto questo mi sono dedicato a spianare e lucidare il fondo.
L'acciaio si è confermato durissimo, come lavorare HSS se non peggio.
Una faticaccia :fatica:

dopo le diamantate e la sintetica #1200 ho proseguito con Iyoto, poi una jap awase-to naturale piuttosto morbida (ca. equivalente a una #8000)
e per finire la Nakayama Asagi. Tutte le pietre sono state usate producendo la mica di affilatura dalla pietra stessa spianandola con una diamantata.
Il risultato è una bella finitura "kazumi" cioè tipo uno specchio appannato. Tipica delle migliori pietre naturali giapponesi.

Immagine


Anche l'affilatura del bevel è stata completata seguendo la stessa successione di pietre. Ecco un dettaglio del risultato

Immagine


E una vista d'insieme. La tentazione di un restauro minuzioso è forte ma praticamente non ce n'è proprio nessun bisogno.


Immagine


come ho già detto sopra la lama di questo scalpello è di una durezza assolutamente impressionante,
inoltre prende un filo eccezionale.
Se si eccettua un prototipo Kiyohisa inviatomi recentemente (di cui vi racconterò presto)
questo è lo scalpello con l'acciaio tenuto più duro che mi sia capitato di maneggiare (HSS incluso).
Probabile che il rinvenimento - se è stato fatto - sia stato fatto in acqua bollente.

Dalle prime prove la lama sembra non avere tendenza al microchipping, ma domani o dopo farò qualche prova in più su legno duro,
perchè voglio proprio cercare i limiti di quest'attrezzo...
Have a bright day

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Re: In paradiso pe' scagno...

Messaggioda AlbertoA » lun 13 feb, 2012 20:56

Bellissimo Ciro! Veramente ottimo chiappo, bisogna anche sapere vedere l'oro sotto la polvere.
Chiedere informazioni a quello da cui hai preso gli ultimi? C'è una firma?
Ciao,
Alberto
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Re: In Paradiso Pe' Scagno...

Messaggioda Andrea » lun 13 feb, 2012 21:15

Nyagatwa ha scritto:Ovvero: ogni tanto oltre all'intuito e all'esperienza... ci vuole pure un po' di posteriore :fischietta:


Molto bello, complimenti per l'occhio che hai avuto.
Puoi fare un ingrandimento del marchio?


A proposito di roba giapponese, date un occhiata a questo video.

http://giantcypress.net/post/17547317917/japanese-puzzle-boxes-called-himitsu-bako-i
http://www.youtube.com/watch?v=toq_sd3jVms

Probabilmente le conoscete già: sono scatoline che si aprono con una combinazione di movimenti.
Ma guardatelo tutto: ce n'è una che si apre facendola girare come una trottola e ce n'è un altra a forma di dado da gioco che si apre facendo passare tutti i numeri in fila dall'uno al sei.
A me sembrano semplicemente fantastiche.

Avete mai approfondito l'argomento?
Rolando?
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Re: In paradiso pe' scagno...

Messaggioda Nyagatwa » lun 13 feb, 2012 22:46

ingrandendo la penultima foto al formato effettivo il marchio si vede abbastanza bene,
il problema è che si riesce a leggere solo l'ultimo kanji "take"
(non che io sia capace, me l'hanno letto :roll: )

comunque non sembra un marchio conosciuto.
magari è il marchio di qualche negoziante dell'epoca che si faceva fare le cose da qualche buon fabbro.
certamente la "mano" si vede, ma bisogna vedere l'oggetto al lavoro sul campo.

Certo con una lama temprata così dura, non mi arrischierei a fare una mortasa,
immagino sia più che altro un ferro per lavorare legni teneri o per finitura.
Have a bright day

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Re: In Paradiso Pe' Scagno...

Messaggioda Christian » mar 14 feb, 2012 00:02

Andrea ha scritto:
A proposito di roba giapponese, date un occhiata a questo video.

http://giantcypress.net/post/17547317917/japanese-puzzle-boxes-called-himitsu-bako-i
http://www.youtube.com/watch?v=toq_sd3jVms

Probabilmente le conoscete già: sono scatoline che si aprono con una combinazione di movimenti.
Ma guardatelo tutto: ce n'è una che si apre facendola girare come una trottola e ce n'è un altra a forma di dado da gioco che si apre facendo passare tutti i numeri in fila dall'uno al sei.
A me sembrano semplicemente fantastiche.

Avete mai approfondito l'argomento?
Rolando?


F A N T A S T I C O !
Ma come fa?
Ciao e grazie, Christian
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Re: In Paradiso Pe' Scagno...

Messaggioda Andrea » mar 14 feb, 2012 00:22

Christian ha scritto:
F A N T A S T I C O !
Ma come fa?


Bello eh? :-)

Quello che si apre trottolando, probabilmente ha all'inteno dei cilindretti o comunque dei pezzettini di legno che si spostano verso l'esterno per via della forza centrifuga e in qualche modo aprono una specie di serratura.

Per quello a dado non ne ho la più pallida idea. :-)
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Re: In paradiso pe' scagno...

Messaggioda whybob71 » mar 14 feb, 2012 02:42

bello sto scalpello!!! alla fine che bevel gli hai dato? lo hai lasciato a 28°?
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Re: In paradiso pe' scagno...

Messaggioda Nyagatwa » mar 14 feb, 2012 20:36

oggi ho portato il bevel a 29° per confrontarlo alla pari con un prototipo Yakimodoshi Kiyohisa.
Yakimodoshi vuol dire temprato due volte.
La prima ad olio con rinvenimento a 175°
la seconda con raffreddamento e rinvenimento in acqua a 100°

Credo che la temperatura di rinvenimento sia la stessa per entrambi.
e entrambi tagliano in una maniera assurda.
Mai usata una lama di ossidiana appena scheggiata?
Quel tipo di filo, se ti tagli non te ne accorgi finchè non vedi che sanguini.
il Kiyohisa è ancora più assurdo di questo, comunque.

Li ho usati tutta la mattina per un lavoro che sarebbe stato impossibile con altre lame:
tagliar via dalla superficie del piano armonico di una chitarra vintage
uno strato di vernice poliuretanica a spruzzo datogli da un "caprone" poco meno di 20 anni fa.

tagliando via lo strato di vernice riesci a contenere la perdita di legno a 2-3 decimi max (dopo la carteggiatura)
Accettabile per quella chitarra. Con lo sverniciatore avrei sfibrato il legno,
con la carta avrei consumato in maniera irregolare a rischio di perdere la voce dello strumento.
Così tiri via max un paio di dmq di vernice all'ora ma... risolvi :cool:

ho provato a far lo stesso anche con altri scalpelli o lame di qualità ma perdevano velocemente il filo.
con questi due scalpelli ho lavorato per tutta la mattina con precisione chirurgica.

Del resto "scalpellum" in origine era sinonimo di bisturi :roll:

ho poi provato anche a tagliare qualche sottile fettina di bubinga, koa e ovangkol e sembrava di affettare burro.
Alla fine della mattinata di lavoro entrambe le lame avevano qualche microchip.
Anche perchè intorno al ponticello e alla tastiera c'era da far necessariamente leva nello spessore della vernice indurita.
I microchip erano roba di un decimo di mm (sì e no) per il Kiyohisa,
roba di un paio di decimi per questo qui.
Credo che il suo angolo ideale sia di 30°
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