Leo, mi attacco qui solo per comodità, perchè so che tu tutte queste cose tu le sai già, ma magari possono essere utili per altri.
mumu ha scritto:
they take and keep the same keen edge that parallel or exceed the best chisel sets available today.
Mi pare esagerato che li definisca migliori dei top brand ma forse ho capito male io.
Dice che si affilano e mantengono l'affilatura come e talvolta meglio di quelli delle migliori marche oggi in vendita che lui ha provato (che lui ha provato, è sott'inteso).
Poi vai a sapere quali siano queste migliori marche che lui ha provato...
Però con 40 e passa anni di attività alle spalle e tenendo corsi in Inghilterra e anche in Nord America, è facile che ne abbia provate molte, ma bisogna fare attenzione perchè quando si parla di migliori marche la mente va subito a Lie Nielsen o Veritas, ma in quella definizione ci può stare molto altro: Stanley, Irwin, Bahco, Stubai, Two Cherries, Pfeil et similia.
Comunque il suo giudiziosi rierisce solamente alla qualità e al mantenimento dell'affilatura, quindi, almeno per me che ho miseramente potuto provare solo Bahco, Two Cherries e Pfeil, quell'affermazione non mi stupisce più di tanto, nel senso che, per quanto consta la mia esperienza, invero molto limitata, non trovo una gran differenza tra i suddetti brand e i Lidl.
Se poi uno con 40 e passa anni di esperienza e reputazione alle spalle e senza alcun motivo (economico, di riconoscenza o di amicizia) mi dice che la tal marca è buona come le altre ma costa una frazione, io tendo a credergli.
Però, anche se queste sono le sue caratteristiche fondamentali, uno scalpello non è solo prendere un buon filo e mantenerlo a lungo.
Uno scalpello è anche la geometria della sezione della lama, l'ergonomia, il bilanciamento, la robustezza e perchè no, anche la bellezza.
Io avevo comprato uno di questi set, tre o quattro anni fa e finora ne ho usati solo un paio, mentre gli altri due sono ancora come appena usciti dalla confezione.
A giudicare dalle foto sono leggermente cambiati da allora (le scritte sono diverse, lo scalpello da 12 mm è stato sostituito con uno da 13 mm e i solchi di lavorazione sulla lama mi sembrano migliori), però credo che sostanzialmente siano la stessa cosa, quindi li userò per descrivere le caratteristiche elencate sopra, poi vedete voi se vi sembrano cose poco o tanto importanti e facili o difficili da superare.
[In questa foto presa dal web ci sono i nuovi scalpelli Lidl, mentre i miei sono leggermente diversi]
Partendo dalla fine direi che i Lidl non sono molto belli e le finiture, come la verniciatura e i solchi del lapidello e delle frese abbastanza profondi, lasciano a desiderare.
La vernice l'ho tolta po' di carta vetrata.
Per quanto riguarda i solchi del lapidello, fortunatamente tutti e 4 gli scalpelli erano leggermente concavi sul dorso e quindi in pochi minuti, meno di un minuto ciascuno, sono riuscito ad eliminarli nei pochi millimetri vicino al tagliente necessari per ottenere una buona affilatura.
Io non so se la concavizzazione del dorso sia voluta e sia presente in tutti gli scalpelli, ma è certamente una cosa desiderabile.
[I due a sinistra erano intonsi e li ho passati alla pietra stamattina per mostrare che il dorso era leggermente concavo, ma lo erano anche i due di destra da nuovi]
Robusti sono robusti: sia all'apparenza e sia perchè, per quanto mi riguarda, non me ne si è mai spaccato uno, anche se la mia esperienza è davvero poco significativa.
Bilanciamento ed ergonomia invece, per quanto mi riguarda non sono un gran chè, nel senso che sopratutto quelli più piccoli da 8 e da 12 sono più pesanti dalla parte del manico ed io preferisco il contrario. Il manico poi è decisamente troppo grosso per me.
Ma visto che è di legno ed è abbondante ci vuole poco per comformarselo a piacimento.
Qui sotto potete vedere come ne ho ridotti due sia in lunghezza che in spessore. Avrei anche potuto terminarlo in maniera da poterci rimettere la ferrula, ma ho pensato che non fosse necessaria e fino ad ora non lo è stata.
Per quanto riguarda la sezione della lama, devo dire che sopratutto quelli più piccoli da 8 e da 12 mm hanno le spalle troppo alte che potrebbero risultare problematiche quando si va a lavorare in un angolo inferiore a 90° che è il caso tipico delle code di rondine.
[A sinistra un Lidl e a destra un Narex. I fianchi del primo sono alti mentre quelli del secondo tendono quasi a zero, quasi.]
Qual è il problema con le code di rondine o con gli altri recessi angolati?
Che se si entra dritti, oltre una certa profondità le spalle dello scalpello vanno a sbattere contro le pareti delle code, ammaccandole.
Se le code sono nascoste all'interno di un mobile non fa niente, ma se sono esterne e decorative è meglio avere uno scalpello con le spalle che tendono a zero (oppure ci vuole uno scalpello obliquo o un coltellino).
Inoltre lo scalpello penetra nell'angolino con molta più fatica e tende a spostarsi verso il centro della coda.
[In questa foto si nota come uno scalpello coi fianchi troppo alti va ad ammaccare un angolo inferiore a 90°. Più lo scalpello penetra e più l'ammaccatura s'ingrandisce.]
Oppure si va alla mola e senza premere troppo e raffreddando spesso si rastremano i fianchi fino a zero, come ho fatto io con lo scalpello da 8 mm. Ne basta uno, da dedicare per questi compiti, poi gli altri anche se hanno i fianchi alti, pazienza.
[In questa foto c'è il Lidl da 8 mm coi fianchi molati.]
[Nelle due foto sopra, a confronto, il Lidl molato, Il Lidl intonso e il Narex.]
[Nella foto sopra si vede come il Lidl molato entra agevolmente in una coda.]
Non so che legno è la sequoia europea
Credo che intendesse una specie di pino. Un legno non tanto duro ma che necessita degli scalpelli molto affilati perchè ha gli anelli tardivi molto più duri di quelli primaticci.
e non ho capito se per affilatura iniziale intenda quella di fabbrica o quella fatta da lui, immagino la seconda
Penso anch'io la seconda perchè so che l'autore non è certo un fanatico degli utensili "ready to use out of the box" sopratutto per quanto riguarda lame di pialle o di scalpelli che tanto dopo qualche ora di lavoro li devi riaffilare e quindi l'affilatura di fabbrica non è così essenziale.
In ogni caso ho provato uno dei due Lidl nuovi (a destra) con l'affilatura di fabbrica e prima di preparare il dorso, mentre sul bisello si possono ancora notare le fresate di fabbrica. A sinistra il Narex ben affilato, ma non proprio fresco d'affilatura.
Su del faggio nella prima foto e su del pino rossiccio nella seconda.
Certo, quello affilato taglia meglio del Lidl, ma insomma anche il Lidl fa un lavoro inaspettato.
Sul personaggio ho opinioni altalenanti, spesso mi pare che porti avanti ideologie "alternative" per tirare l'acqua al suo mulino

Io invece, pur non condividendo tutto ciò che scrive, lo ammiro e lo stimo molto proprio per il suo approccio alternativo. Ma non alternativo in senso paraculo. Alternativo alla massa che ti dice o sott'intende che se non usi degli utensili griffati:
a) sei uno sfigato e ok, questo ci può anche stare, e
b) non riuscirai a combinare nulla di buono. Cosa assolutamente non vera visto quali capolavori riuscivano a produrre nel passato i nostri avi con degli utensili che oggi verrebbero definiti dei ferracci.
Che dai e dai questo orami è diventato il pensiero dominante con la conseguenza che visti i costi di questi utensili griffati, ad un giovane, nel senso di novizio, gli passa la voglia di dedicarsi alla falegnameria ammanuense.
Poi se uno vuole comprarseli, per carità, non sarò certo io ad ostacolarlo, anzi.
Ma a far la spesa al supermercato ci si può andare anche con la Panda, non c'è bisogno di avere un Lamborghini.