da Rusky » ven 30 mar, 2018 17:56
Ci sono molte “varianti” nell’apprendimento dell’uso della spada giapponese, ed enumerarli tutti sarebbe troppo lungo: quello che segue è il Batto-do, che insegna il taglio “effettivo” e non solo “simulato”.
Vengono tagliati i tatami arrotolati, che sono le stuoie di vimini che ricoprono i pavimenti delle case giapponesi tradizionali. I giapponesi (del passato...) fecero degli esperimenti e trovarono che un tatami arrotolato e tenuto dentro l’acqua per qualche tempo aveva esattamente la stessa consistenza di un collo umano: evidentemente per imparare la tecnica ed usare per l’allenamento colli umani veri veniva ritenuto inutilmente dispendioso, anche a quei tempi.
Per un Bushi ( che noi occidentali chiamiamo Samurai) imparare era indispensabile perché nella cerimonia del suicidio rituale giapponese il seppuku, ( che noi occidentali chiamiamo hara-kiri) la morte sopravveniva all’istante perché un ”assistente”, che si metteva alle spalle di chi si doveva suicidare, non appena vedeva che chi doveva compiere il seppuku si era con un coltello (tanto) tagliato l’addome per pochi centimetri, con un fendente preciso gli faceva saltare di netto la testa. Che non sia mai che uno ci volesse ripensare.
Nel Giappone feudale fare l’assistente al seppuku era considerato un grande onore, perché voleva dire che eri considerato talmente abile da tagliare una testa in maniera netta e precisa, senza far soffrire inutilmente. E come si vede la minuta giapponesina è perfettamente in grado di farlo.
Ergo: per tagliare la forza bruta non serve.
https://youtu.be/ihWuLMlmKo8
Come si vede in un filmato successivo di quello che è stato un grande Campione, Tiger Woods, la tecnica del golf non consiste nel dare una bastonata alla pallina, ma nel compiere un movimento rotondo e pulito, apparentemente senza sforzo, in cui la parte essenziale (“essenziale”, non “importante”...) è quella che avviene dopo che la pallina è stata colpita: la pallina fila via a più di trecento all’ora e viaggia per ben oltre trecento metri per i colpi più lunghi, e la lunghezza del colpo non viene data dalla forza impressa ma solo dall’angolazione della testa del bastone, che fa compiere alla palla una parabola più o meno accentuata.
Anche qui la forza bruta non serve.
https://youtu.be/iKYIkUBeYrU
Venendo al dunque. Anche io sono un Professionista ( in altri campi...) e sempre, nei cantieri che ho diretto, ho ascoltato (il che non vuol dire accettato) opinioni diverse dalla mia: più di una volta anche un parere espresso da un vecchio muratore, o da un giovane Collega, anche se comportanti una mia responsabilità personale, sono stati accettati, se ritenuti pertinenti e validi. Personalmente ho poi notato che i Professionisti artigiani sono sempre stati piuttosto restii nell’utilizzare tecniche ed attrezzi diversi rispetto a quelli con i quali hanno imparato e lavorano, del resto comprensibilmente, perché una qualsiasi variazione comporta pressoché sempre un onere finanziario per un investimento in attrezzi, o in tempo, che poi è sempre un investimento finanziario. Nei cantieri mi ci è voluto del bello e del buono per convincerli che una determinata lavorazione poteva essere eseguita in un certo altro modo anziché nel solito con cui erano abituati e che così avrebbero risparmiato tempo e denaro. Quando poi hanno accettato di farlo, con i conseguenti risparmi, i ringraziamenti sono venuti ma sono sempre stati a denti un po’ stretti....
Questo naturalmente non vuol dire che un Committente abbia mai potuto mettere becco su quanti ferri mettere in una trave, naturalmente. O che, secondo quanto si sente dire oggi sui “social”, che ...”una mamma informata ne sa più di un pediatra!” che son cose ben diverse. Ma se non ci fosse stato un certo Cristoforo Colombo non solo non sarebbe stata scoperta l’America, ma non si saprebbe neppure come far stare dritto un uovo dalla parte a punta. Se non si avesse il coraggio di dire questa cosa “la farò questa volta in maniera diversa rispetto alla solita” saremmo ancora all’età della pietra. Ricordo ancora quando nel mio laboratorio sono venuti Falegnami non di primo e neanche di secondo o terzo pelo, ma ben di più, e gli ho messo in mano una block-plane o una sega giapponese...
Nel disegno che segue, di cui mi scuso per l’esecuzione alquanto approssimativa, si vede perché il ragionamento dell’affilatura asimmetrica ha un senso: tagliando dall’alto in basso, da destra verso sinistra, un’affilatura asimmetrica tendenzialmente penetra nelle fibre del legno, mentre la medesima affilatura, se usata nel senso opposto, rimbalzerebbe.
[IMG]http://i64.tinypic.com/316n9ep.jpg[/IMG]
Se poi uno usa la roncola indifferentemente nei due sensi (personalmente non l’ho mai visto fare, neanche nei Cantieri dell’Azienda Foreste, di cui sono stato Consulente in passato, ma non ho difficoltà a credere che qualcuno possa farlo, anche se mi sembra poco ergonomico) è ovvio che l’affilatura dovrà essere simmetrica.
Inoltre la roncola è uno strumento tradizionale diffuso in tutta Italia, le cui prime attestazioni d’uso risalgono addirittura agli Etruschi. Risulta pertanto molto probabile che anche l’uso, e di conseguenza l’affilatura, possa essere diversa a seconda della regione geografica.
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Rusky il ven 30 mar, 2018 20:02, modificato 1 volta in totale.